L’arcipelago di Malta si trova attualmente al centro di una crisi meteorologica di proporzioni storiche che minaccia di paralizzare interamente l’isola nelle prossime ore. Dopo il terrificante evento di sabato 17 gennaio, quando una grandinata di inaudita violenza ha trasformato in pochi minuti le strade di Rabat, Baħrija e Mdina in fiumi di ghiaccio spessi diversi centimetri, la situazione è destinata a subire un tracollo drammatico. Quello che inizialmente sembrava un fronte freddo passeggero si è evoluto in un sistema ciclonico profondo e stazionario, alimentato dalle acque ancora relativamente calde del Mediterraneo e dallo scontro tra masse d’aria polari e correnti calde africane. Da qui nasce il Mega-Ciclone Harry che spaventa anche il Sud Italia, la Sardegna e la Corsica.
Le previsioni per la giornata di domani, lunedì 19 gennaio, e per dopodomani, martedì 20 gennaio, descrivono uno scenario di pura emergenza. Un violento vento di Levante sta per investire le isole con una forza paragonabile a quella di un uragano di categoria superiore. Le raffiche attese potrebbero superare la soglia dei 150km/h, una velocità tale da mettere a rischio la stabilità di ogni struttura esterna, dai tralicci dell’alta tensione alle gru dei numerosi cantieri edili dell’isola. La pressione atmosferica in caduta libera segnala l’arrivo di un nucleo di tempesta che colpirà con particolare ferocia le coste orientali, rendendo zone come il lungomare di Sliema, le barriere di Valletta e le insenature di Marsascala estremamente vulnerabili alla furia degli elementi.
Il pericolo maggiore, tuttavia, è rappresentato dallo stato del mare, che si preannuncia apocalittico. Il vento costante di Levante genererà un “fetch” immenso, sollevando onde mostruose che al largo potranno raggiungere l’altezza vertiginosa di undici metri. Queste pareti d’acqua si abbatteranno con una potenza d’urto devastante sulle infrastrutture portuali e sulle zone residenziali costiere, provocando mareggiate distruttive capaci di invadere le strade interne e trascinare via veicoli e arredi urbani. La Protezione Civile maltese ha emesso un avviso di massima criticità, esortando la popolazione ad allontanarsi tassativamente da ogni molo, spiaggia o scogliera, poiché la violenza dei marosi non lascerà scampo a chiunque si trovi nelle vicinanze del litorale.
A peggiorare ulteriormente un quadro già critico saranno i nubifragi previsti soprattutto per la giornata di martedì 20 gennaio. Le piogge non saranno semplici rovesci invernali, ma temporali autorigeneranti capaci di scaricare al suolo volumi d’acqua impressionanti in tempi brevissimi. Il rischio di alluvioni lampo è considerato estremo, specialmente nelle aree dove il suolo è già saturo o parzialmente ostruito dai detriti della grandinata di sabato scorso. Le valli e i canali naturali di scolo, come quelli che attraversano Msida e Qormi, potrebbero non essere in grado di reggere l’impatto idrico, trasformando i centri urbani in trappole per gli automobilisti. La visibilità sarà ridotta al minimo a causa della densità della pioggia e della forza del vento, rendendo la guida un’attività ad altissimo rischio di incidenti mortali.
Sul fronte istituzionale, l’allerta ha raggiunto i massimi livelli governativi. Il Ministero dell’Istruzione e le autorità scolastiche sono in costante contatto con l’Ufficio Meteorologico dell’Aeroporto Internazionale di Malta per coordinare la sospensione delle attività didattiche. Al momento, la raccomandazione ufficiale è di considerare le scuole come luoghi potenzialmente insicuri per il transito degli studenti. Molti istituti privati hanno già annunciato la chiusura precauzionale per lunedì 19 e martedì 20, mentre per le scuole statali e l’Università di Malta si attende un comunicato definitivo nelle prossime ore che, data la gravità del bollettino, sembra orientato verso il blocco totale di ogni lezione in presenza. Anche molti uffici pubblici e aziende del settore privato stanno predisponendo il lavoro da remoto per evitare che migliaia di persone si trovino bloccate per strada nel culmine della tempesta.
La popolazione maltese è invitata a fare scorte di beni di prima necessità e a non sottovalutare la potenza di questo evento atmosferico, che potrebbe causare interruzioni prolungate dell’energia elettrica e dei servizi di comunicazione. Le autorità locali ribadiscono che la priorità assoluta è la salvaguardia della vita umana in un contesto in cui la natura sembra voler colpire l’arcipelago con una violenza che non si vedeva da generazioni. La combinazione di ghiaccio residuo, vento da uragano e inondazioni costiere configura un’emergenza nazionale che richiederà la massima prudenza e il rispetto rigoroso di ogni ordine emanato dalla Protezione Civile.
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