Blue Origin mette in pausa il turismo spaziale e punta alla Luna

Stop di almeno due anni ai voli suborbitali: l’azienda di Jeff Bezos concentra risorse e tecnologie sul ritorno dell’uomo sul nostro satellite

Blue Origin mette in pausa il turismo spaziale e guarda decisamente più lontano. L’azienda aerospaziale fondata da Jeff Bezos ha annunciato la sospensione dei voli del suo veicolo suborbitale New Shepard per almeno 2 anni. L’obiettivo è chiaro: concentrare risorse, personale e competenze sullo sviluppo delle capacità necessarie a portare esseri umani sulla Luna. Secondo quanto dichiarato dall’azienda, la decisione serve a “spostare le risorse per accelerare ulteriormente lo sviluppo delle capacità lunari con equipaggio” e riflette l’impegno di Blue Origin nel contribuire all’obiettivo nazionale degli Stati Uniti di tornare sulla Luna e costruire una presenza umana permanente e sostenibile sul nostro satellite.

Dallo Spazio suborbitale alla superficie lunare

Le ambizioni lunari di Blue Origin non sono solo dichiarazioni di principio. L’azienda ha infatti ottenuto un contratto con la NASA per far atterrare astronauti sulla Luna utilizzando il lander Blue Moon. Se il programma procederà come previsto, il primo sbarco con equipaggio dovrebbe avvenire durante la missione Artemis V, attualmente pianificata per il 2029.

I tempi però potrebbero essere ancora più rapidi: Blue Origin prevede di lanciare già entro quest’anno una versione “pathfinder” di Blue Moon in una missione dimostrativa robotica, con l’obiettivo di testare le tecnologie di atterraggio direttamente sulla superficie lunare.

Nel frattempo, il programma Artemis della NASA continua a prendere forma. Artemis II, la prima missione con equipaggio destinata a orbitare attorno alla Luna, potrebbe partire già l’8 febbraio. Le successive Artemis III e Artemis IV, che riporteranno astronauti sulla superficie lunare, utilizzeranno invece il veicolo Starship di SpaceX come lander.

Il bilancio di New Shepard

La sospensione dei voli segna una pausa significativa per New Shepard, il sistema riutilizzabile composto da razzo e capsula che ha rappresentato il volto più noto di Blue Origin presso il grande pubblico. Dal primo volo nel 2015, il veicolo ha completato 38 missioni, di cui 17 con equipaggio, portando complessivamente 98 persone nello spazio suborbitale. Considerando chi ha volato più di una volta, sono 92 gli individui che hanno vissuto questa esperienza.

L’ultimo volo, la missione NS-38, è avvenuto la scorsa settimana. Durante questi lanci, i passeggeri hanno potuto sperimentare alcuni minuti di assenza di peso e osservare la Terra stagliarsi contro il nero dello Spazio, in missioni dalla durata complessiva di 10-12 minuti. I prezzi dei biglietti, tuttavia, non sono mai stati resi pubblici.

Una scelta strategica

La pausa nel turismo spaziale non rappresenta quindi un passo indietro, ma piuttosto un cambio di ottica. Blue Origin sembra voler passare da brevi incursioni oltre l’atmosfera a un ruolo da protagonista nell’esplorazione lunare del prossimo decennio. Un salto ambizioso, che potrebbe contribuire in modo decisivo al ritorno dell’umanità sulla Luna.