CME più potente del previsto potrebbe colpirci tra oggi e domani

Occhi puntati al cielo: anche se la Luna piena potrebbe rubare la scena, il Sole resta il vero protagonista di questo inizio d’anno

Il Sole torna a far parlare di sé all’inizio del nuovo anno. Secondo una previsione aggiornata dello Space Weather Prediction Center della NOAA, un’espulsione di massa coronale (CME), originata da un flare solare di classe M7, potrebbe raggiungere la Terra in modo più diretto rispetto alle stime iniziali. L’impatto è atteso nelle ore finali del 2 gennaio, con la possibilità di generare una tempesta geomagnetica classe G2 che potrebbe estendersi anche al 3 gennaio. Eventi di questo tipo non sono rari, ma assumono particolare interesse perché possono influenzare sia le tecnologie moderne sia i fenomeni naturali visibili nel cielo, come le aurore polari.

Impatto diretto

Secondo il modello di previsione più recente, la CME lanciata dal Sole avrebbe una traiettoria più centrata verso il nostro pianeta. L’impatto è atteso nelle ore serali del 2 gennaio, con possibili effetti che potrebbero protrarsi anche il giorno successivo.

Le tempeste geomagnetiche classe G2 sono considerate di intensità moderata: raramente causano problemi gravi, ma possono comunque produrre disturbi alle comunicazioni radio, lievi anomalie nei sistemi di navigazione satellitare e variazioni nelle reti elettriche alle alte latitudini.

Aurore boreali: spettacolo possibile, ma con un ostacolo

Uno degli effetti più affascinanti di questi eventi solari è la possibilità di osservare aurore boreali anche a latitudini più basse del normale. Tuttavia, in questo caso c’è un fattore sfavorevole: la Luna piena di gennaio, nota come Luna del Lupo, che illuminerà intensamente il cielo notturno.

La forte luminosità lunare potrebbe ridurre la visibilità delle aurore, rendendo lo spettacolo meno evidente, soprattutto nelle aree già marginali per questo tipo di fenomeni.

Cos’è una tempesta geomagnetica

Le tempeste geomagnetiche si verificano quando particelle cariche provenienti dal Sole interagiscono con il campo magnetico terrestre. Eventi come questo sono attentamente monitorati perché rappresentano un indicatore dell’attività solare e del suo potenziale impatto sulla tecnologia moderna.