Etna, il vulcanologo Behncke: “si sta lavorando per creare un tavolo di confronto per sviluppare protocolli anche per eventi come questo”

Etna, il vulcanologo Behncke prova a calmare gli animi dopo le recenti polemiche sorte a seguito di un suo post sulle restrizioni decise dalle autorità

Boris Behncke, vulcanologo dell’INGV di Catania, grande appassionato dell’Etna, affida ad nuovo post sulla propria pagina Facebook alcune riflessioni dopo quanto scritto alcuni giorni fa in merito alle restrizioni decise dalle autorità locali a seguito dell’eruzione dell’Etna. “Vorrei spendere qualche parola conclusiva a proposito del mio post di due giorni fa: (1) Come già ho chiesto in un commento poco dopo la pubblicazione della dichiarazione del Presidente INGV, vi prego di evitare polemiche, e generalmente penso sia il caso di calmare le acque e andare avanti cercando di contribuire tutti a dialoghi e dibattiti per garantire risposte più accettabili per tutti in future situazioni simili”, scrive Behncke.

(2) Il mio post non era assolutamente inteso come critica all’INGV, ma alla gestione locale della situazione – usando parole inappropriate in un momento di forte sconforto dovuto alle restrizioni che toccavano anche me da privato.

(3) L’ho già specificato, la risposta del Presidente dell’INGV era un atto dovuto nel contesto dei rapporti tra l’istituto e il sistema di Protezione Civile, per chiarire che il mio post non era una presa di posizione ufficiale dell’ente (cosa facilmente interpretabile visto che SONO parte dell’INGV).

(4) È anche importante sottolineare che da ricercatore dell’INGV sono fiero di farne parte, perché l’istituto sta facendo grandissime cose (e questo lo dico con tutta la mia sincerità e convinzione), che hanno portato a risultati importanti nella gestione delle attività vulcaniche recenti e l’accesso pubblico ad esse. Cito per esempio il sistema ETNAS, ideato, costruito e calibrato da colleghi miei dell’Osservatorio Etneo, grazie al quale ora esiste un protocollo preciso che regola l’accesso alla zona sommitale in caso di fenomeni eruttivi (pensate come abbia funzionato bene, ad esempio, durante l’attività del 2 giugno di agosto 2025).

(5) Negli ultimi giorni si sta già lavorando per creare un tavolo di confronto tra tutti i gruppi, le associazioni e istituzioni per aiutare a sviluppare dei protocolli funzionanti e soddisfacenti anche per eventi vulcanici come quello iniziato l’1 gennaio e tuttora in corso, anche se in maniera molto ridotta”, conclude il vulcanologo, condividendo la foto in atto, che riprende “l’attività alla Voragine, la sera del 3 gennaio 2025, che possa essere simbolo di serenità e piacere di avere questo magnifico vulcano qui”.