Maltempo, è una notte di terrore in Calabria e Sicilia: enorme groppo temporalesco risale lo Jonio, arrivano le piogge più violente. Evacuazioni di massa | LIVE

Maltempo, piogge alluvionali e mareggiate distruttive flagellano l'Isola mentre il fronte risale verso Nord: oltre 700 evacuati e Protezione Civile in stato di massima emergenza

Il cielo sopra lo Jonio non conosce tregua in queste ore drammatiche di maltempo estremo al Sud Italia. Una multicella temporalesca di inaudita violenza sta risalendo la costa orientale della Sicilia, illuminando a giorno l’oscurità con fulminazioni continue e assordanti che non lasciano spazio al silenzio. I tuoni si sentono a fatica solo in riva al mare, dove l’enorme boato continuo delle onde alte oltre 10 metri si infrangono al suolo inghiottendo tutto. Si sta consumando una notte tempestosa, dove la furia degli elementi sta mettendo a dura prova la tenuta del territorio. Il sistema perturbato, alimentato dalle acque calde del bacino jonico, si sta spostando inesorabilmente verso la Calabria, portando con sé un carico d’acqua che sta già trasformando le strade in fiumi in piena e le piazze in laghi di fango.

Numeri da catastrofe per una giornata storica sui Monti Iblei

I dati che giungono dalle centraline meteorologiche descrivono uno scenario di eccezionalità assoluta, specialmente nel siracusano e nel ragusano. Quella odierna è già passata alla storia come una giornata senza precedenti per i Monti Iblei. A Carlentini si è raggiunta la spaventosa quota di 260mm di pioggia giornaliera, un valore che solitamente cade in diversi mesi. Non meno critica la situazione nel ragusano, con 185mm registrati a Monterosso Almo e 171mm a Modica. La terra, ormai satura, non riesce più a drenare l’enorme volume d’acqua, innescando colate di detriti che minacciano i centri abitati.

Catania e il messinese sotto l’assedio delle precipitazioni

L’onda d’urto del maltempo ha colpito con violenza inaudita anche l’area etnea e i Peloritani. Catania si trova nel pieno di una crisi idrogeologica con 137mm accumulati in centro città, ma sono i comuni della fascia pedemontana a vivere le ore più difficili. A Mascalucia si sono toccati i 240mm, mentre Paternò segna 162mm. Spostandosi verso nord, tra l’Etna e i Peloritani, le precipitazioni hanno assunto carattere di estrema pericolosità con 260mm rilevati a Fondachelli e 201mm a Castiglione di Sicilia. Ogni vallata e ogni alveo fluviale è monitorato con apprensione, mentre il rombo dei torrenti in piena sovrasta quello dei tuoni. Ribadiamo che sono dati (parziali) giornalieri: se consideriamo le piogge dei tre giorni precedenti, molte località di Peloritani ed Etna superano i 500mm e sugli Iblei andiamo oltre i 350mm di pioggia. E continuerà a diluviare ancora molto…

Lo Jonio divora la costa e il peggio deve ancora arrivare

Mentre l’entroterra affoga sotto la pioggia, il litorale sta subendo l’assalto di un mare Jonio in stato di furia cieca. Le onde altissime stanno letteralmente inghiottendo i lungomare, devastando stabilimenti balneari e penetrando nelle abitazioni al piano terra. Molte strade costiere sono state già cancellate dalla forza erosiva delle acque salmastre, che stanno trascinando via automobili e detriti. Le previsioni indicano che le prossime sei ore saranno le peggiori di tutto l’evento meteo: il picco della tempesta è imminente e la risalita del fronte verso la Calabria jonica fa presagire scenari ancora più foschi.

Massima emergenza e centinaia di persone in fuga dalle case

La macchina dei soccorsi è stata portata ai massimi livelli d’allerta. La Protezione Civile ha ufficialmente disposto l’assetto di massima emergenza, coordinando una mobilitazione massiccia di uomini e mezzi. Il bilancio dei danni strutturali è già pesantissimo con numerosi crolli segnalati in edifici vetusti e muri di contenimento ceduti sotto la pressione del fango. La situazione umana è straziante: si contano attualmente oltre 700 evacuati, persone costrette ad abbandonare le proprie vite in pochi minuti mentre l’acqua invadeva le loro stanze. I centri di accoglienza sono stati aperti d’urgenza per dare riparo a chi ha perso tutto o si trova in zone ad alto rischio idraulico.

La Calabria tra la minaccia delle Serre e la neve in collina

L’allarme rosso si è ormai esteso con forza alla Calabria, dove le Serre e l’Aspromonte sono i principali bersagli di questa risalita temporalesca. Qui la situazione è complicata da un brusco calo termico che sta trasformando la pioggia in neve copiosa sui rilievi. In Calabria la dama bianca sta scendendo a quote insolitamente basse, raggiungendo le zone collinari e complicando ulteriormente le operazioni di soccorso. Mentre le vette si imbiancano sotto bufere di neve, le basi delle montagne devono fare i conti con torrenti che minacciano di esondare da un momento all’altro, in una notte che la popolazione jonica difficilmente potrà dimenticare.

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