Potrebbe avere effetti più seri del previsto il problema di salute che ha colpito un astronauta della missione Crew-11 a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Ciò ha costretto la NASA a rinviare a tempo indeterminato la passeggiata spaziale prevista per oggi e anche a considerare seriamente il rientro anticipato dell’intero equipaggio sulla Terra. Attraverso un comunicato ufficiale pubblicato sul sito, la NASA ha confermato di monitorare attentamente una “preoccupazione di natura medica” sorta nel pomeriggio di mercoledì 7 gennaio. Sebbene l’agenzia non abbia rivelato l’identità dell’astronauta coinvolto né la natura specifica del malessere per ragioni di privacy, ha dichiarato di stare valutando tutte le opzioni, inclusa la chiusura anticipata della missione.
La missione Crew-11
L’equipaggio della Crew-11 è composto dal comandante Mike Fincke, dall’ingegnere di volo Zena Cardman, dall’astronauta giapponese Kimiya Yui e dal cosmonauta russo Oleg Platonov. I quattro astronauti sono arrivati sull’ISS lo scorso agosto a bordo della capsula Crew Dragon di SpaceX e si trovano nelle ultime settimane della loro missione, con il rientro originariamente previsto per metà febbraio.
L’ipotesi di un rientro anticipato
Non è mai accaduto nella storia della ISS che un astronauta venisse riportato a terra in anticipo per motivi medici, ma la NASA dispone di protocolli di emergenza consolidati.
I quattro membri della Crew-11 salirebbero a bordo della Crew Dragon, attualmente attraccata alla stazione, per procedere al rientro e all’ammaraggio nell’Oceano Pacifico. Una nave di supporto di SpaceX, di base nel sud della California, si occuperebbe del recupero della capsula e dell’equipaggio.
La partenza anticipata non lascerebbe l’ISS deserta. Resterebbero a bordo l’astronauta NASA Chris Williams e i cosmonauti russi Sergey Kud-Sverchkov e Sergey Mikayev, arrivati a novembre con una Soyuz.
Passeggiata spaziale rinviata
Il rinvio dell’attività extraveicolare (EVA) per motivi di salute è un evento insolito. Gli astronauti Fincke e Cardman avrebbero dovuto uscire dal modulo Quest alle 14 (ora italiana) di oggi. Per Cardman sarebbe stata la prima uscita, mentre per Fincke sarebbe stata la decima, un record che lo avrebbe portato a pari merito con un’altra astronauta molto nota, Peggy Whitson.
Il loro compito principale era la preparazione dei canali di alimentazione per l’installazione di nuovi pannelli solari, fondamentali per sostenere gli ultimi anni di vita operativa del laboratorio orbitale prima del suo futuro deorbitaggio.


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