Oggi, giovedì 15 gennaio alle 09:41 ora italiana, una capsula SpaceX effettuerà uno splashdown nel Pacifico, al largo di San Diego. Non si tratta di un rientro qualunque: per la prima volta nella sua storia, la NASA ha autorizzato una evacuazione medica dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), una decisione che accorcia di oltre un mese una missione orbitale e apre un nuovo capitolo nella gestione della salute degli astronauti. A bordo della capsula si trovano 4 membri dell’equipaggio – provenienti da Stati Uniti, Russia e Giappone – rientrati insieme dopo che uno di loro ha manifestato un problema di salute che richiede valutazioni mediche approfondite a Terra, impossibili da effettuare nello Spazio.
Decisione prudenziale, non emergenza
La NASA ha chiarito che non si tratta di un’emergenza immediata. L’astronauta interessato è descritto come “stabile, al sicuro e ben assistito“, ma l’agenzia ha ritenuto più sicuro anticipare il rientro per sfruttare l’intera gamma di strumenti diagnostici e specialistici disponibili sul pianeta.
“Il momento di questa partenza è stato inaspettato“, ha spiegato l’astronauta NASA Zena Cardman prima di lasciare la ISS. “Ma ciò che non mi ha sorpresa è stato il modo in cui questo equipaggio si è unito come una famiglia, sostenendosi e prendendosi cura l’uno dell’altro“.
La cancellazione improvvisa, il 7 gennaio, di una passeggiata spaziale prevista per Cardman e per il comandante Mike Fincke è stato il primo segnale pubblico che qualcosa stava cambiando. Poco dopo, la NASA ha annunciato il rientro anticipato, precisando che il problema di salute non era legato alle attività extraveicolari né alle operazioni della Stazione.
Il rientro
L’equipaggio – composto da Cardman, Fincke, dall’astronauta giapponese Kimiya Yui e dal cosmonauta russo Oleg Platonov – era arrivato sulla ISS lo scorso agosto e avrebbe dovuto restare in orbita fino a fine febbraio. La capsula SpaceX si è sganciata dalla Stazione meno di 11 ore prima dello splashdown previsto, confermando la rapidità operativa del sistema di rientro commerciale.
La NASA ha assicurato che le procedure di ingresso atmosferico e recupero in mare saranno identiche a quelle standard, con una nave dotata di un’équipe medica completa pronta ad assistere gli astronauti subito dopo l’ammaraggio.
Effetti immediati sulle attività della ISS
Con il rientro dei 4 , sulla Stazione Spaziale Internazionale rimangono un astronauta statunitense e 2 russi, all’inizio di una missione di 8 mesi partita con un razzo Soyuz dal Kazakistan. Questa riduzione temporanea dell’equipaggio ha conseguenze operative rilevanti: tutte le passeggiate spaziali, incluse quelle di emergenza, vengono sospese, poiché richiedono almeno 2 astronauti all’esterno e il supporto di altri dall’interno della Stazione.
NASA e SpaceX stanno lavorando per anticipare il lancio di un nuovo equipaggio dalla Florida, attualmente previsto per metà febbraio, così da ristabilire la piena operatività del laboratorio orbitante.
Un evento rarissimo nella storia del volo umano
Secondo i modelli previsionali, una evacuazione medica dalla ISS era attesa statisticamente una volta ogni 3 anni. Eppure, in 65 anni di voli spaziali con equipaggio, la NASA non ne aveva mai dovuta effettuare una. Altri programmi spaziali hanno avuto meno fortuna: nel 1985 il cosmonauta sovietico Vladimir Vasyutin si ammalò gravemente a bordo della stazione Salyut 7, costringendo a un rientro anticipato. Altri problemi di salute, seppur meno gravi, accorciarono missioni sovietiche durante la Guerra Fredda.
Volti, carriere e storie personali
Per Zena Cardman, 38 anni, biologa ed esploratrice polare, questa missione rappresentava il debutto nello Spazio, purtroppo senza la possibilità di effettuare una passeggiata spaziale. Anche Oleg Platonov, 39 anni, ex pilota da caccia dell’aeronautica russa, era al suo primo volo, arrivato dopo anni di attesa dovuti a un precedente problema di salute.
Diversa l’esperienza dei veterani: Mike Fincke, 58 anni, colonnello in pensione dell’US Air Force, ha accumulato un anno e mezzo complessivo in orbita e nove spacewalk. Kimiya Yui, 55 anni, ha invece recentemente celebrato il suo 300° giorno nello Spazio, condividendo immagini della Terra.

Una scelta simbolica per la nuova NASA
Questa evacuazione medica è anche la prima grande decisione del nuovo amministratore della NASA, Jared Isaacman, imprenditore miliardario e due volte astronauta privato, entrato in carica a dicembre. “La salute e il benessere dei nostri astronauti sono e resteranno sempre la nostra massima priorità“, ha dichiarato annunciando il rientro anticipato.
Con lo splashdown atteso oggi alle 09:41 ora italiana, la NASA si prepara a scrivere una pagina inedita della sua storia: la dimostrazione che, anche nell’era delle missioni di lunga durata e dell’esplorazione commerciale dello spazio, la tutela della vita umana resta il criterio decisivo, persino quando significa interrompere un viaggio tra le stelle.




Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?