Falcon 9 torna a volare: via libera al lancio di Crew-12 verso la ISS

Sicurezza rafforzata e nuovi controlli dopo l’anomalia tecnica: 4 astronauti pronti a partire per una missione di 9 mesi nello Spazio

Il prossimo lancio con equipaggio della NASA a bordo di un razzo SpaceX è stato ufficialmente programmato per l’11 febbraio, dopo che la Federal Aviation Administration (FAA) statunitense ha autorizzato il ritorno al volo del vettore Falcon 9. La decisione segna la conclusione di uno stop operativo di 4 giorni, imposto a seguito di un problema tecnico riscontrato nello stadio superiore del razzo durante una missione precedente. Il lancio della missione Crew-12 è previsto per le 12:01 ora italiana e avverrà dalla Cape Canaveral Space Force Station, in Florida. L’operazione rappresenta un nuovo tassello della collaborazione tra NASA e SpaceX nell’ambito dei voli spaziali commerciali destinati al trasporto di astronauti verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS).

L’anomalia tecnica e l’indagine della FAA

Il problema che ha portato alla sospensione temporanea dei voli si è verificato il 2 febbraio durante il lancio dalla California di 25 satelliti per la rete Starlink. Sebbene lo stadio superiore del Falcon 9 sia riuscito a collocare correttamente i satelliti in orbita terrestre bassa, non ha eseguito la prevista manovra di deorbitazione, cioè la procedura che consente al corpo del razzo di rientrare in modo controllato nell’atmosfera terrestre. Di conseguenza, il segmento del vettore è precipitato sulla Terra senza controllo.

Si tratta del 4° episodio simile registrato negli ultimi 19 mesi. In 2 casi precedenti erano state avviate indagini che avevano comportato sospensioni operative di circa 2 settimane. L’analisi più recente, invece, si è conclusa in tempi più rapidi.

Secondo quanto comunicato dalla FAA, la causa probabile dell’incidente è stata l’impossibilità del motore del secondo stadio di accendersi prima della manovra di rientro. SpaceX ha individuato misure tecniche e organizzative per prevenire il ripetersi dell’anomalia, ottenendo così l’autorizzazione a riprendere le operazioni.

Crew-12: una missione internazionale

La missione Crew-12 trasporterà 4 astronauti verso la ISS per una permanenza stimata di circa 9 mesi. L’equipaggio sarà composto dagli astronauti NASA Jessica Meir e Jack Hathaway, dal cosmonauta russo Andrey Fedyaev e dall’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea Sophie Adenot.

Gli astronauti viaggeranno a bordo della capsula Crew Dragon denominata “Freedom”, che verrà lanciata in orbita dal Falcon 9. Una volta raggiunta la Stazione , l’arrivo dell’equipaggio riporterà la ISS alla sua configurazione operativa standard di 7 membri.

La situazione attuale della Stazione Spaziale

Dal 15 gennaio la ISS è presidiata da 3 astronauti – un americano e 2 russi – a seguito del rientro anticipato della missione Crew-11. Quest’ultima è stata segnata dalla prima evacuazione medica nella storia della Stazione Spaziale. La NASA non ha reso pubblici né l’identità dell’astronauta coinvolto né la natura del problema sanitario, nel rispetto delle norme sulla privacy.

Il ruolo crescente dei voli commerciali

Il ritorno in servizio del Falcon 9 sottolinea l’importanza strategica dei vettori riutilizzabili nel panorama dell’esplorazione spaziale contemporanea. Il programma Crew Dragon rappresenta infatti uno degli esempi più avanzati di cooperazione tra enti pubblici e aziende private, consentendo alla NASA di mantenere una presenza costante nello Spazio e di ridurre i costi operativi.