Con l’elezione di Sanae Takaichi e un export che viaggia a ritmi record, il Giappone, Paese che ha già fatto i conti con i suoi terremoti, inaugura il 2026 come attore protagonista del Pacifico. Dalle metropoli illuminate alle vette sacre del Fuji, l’arcipelago nipponico corre verso il futuro rispettando le sue più antiche tradizioni, dalla Sakura al Tenno Tanjobi.
Geografia del Giappone: un arcipelago vivo sulla Cintura di Fuoco
Il Giappone è uno Stato insulare formato da 14.125 isole, secondo una rilevazione digitale del 2023 della Geospatial Information Authority of Japan (GSI), per un’estensione totale di poco meno di 378.000 chilometri quadrati. L’arcipelago, di natura vulcanica, è bagnato dal Mar del Giappone a Ovest, dall’Oceano Pacifico a Est, dal Mar Cinese Orientale a Sud, dal Mare di Okhotsk a Nord e, internamente, dal Mare Interno di Seto. Le cinque isole principali sono, da Nord a Sud, Hokkaidō, Honshū, Shikoku, Kyūshū e Okinawa; oltre queste, solo altre 425 isole dell’arcipelago sono abitate. Il Giappone si trova sulla cosiddetta Cintura di Fuoco, una zona a forma di ferro di cavallo lunga oltre 40.000 chilometri che circonda l’Oceano Pacifico, dalla Nuova Zelanda fino al Cile, caratterizzata da un’elevata attività sismica e vulcanica. Il territorio giapponese, situato proprio nel punto di convergenza di quattro placche tettoniche, la Placca Pacifica, la Placca Euroasiatica, la Placca delle Filippine e la Placca Nordamericana, è una delle aree geologicamente più attive e pericolose del pianeta, con migliaia di scosse sismiche registrate ogni anno. Ospita, inoltre, 111 vulcani attivi, circa il 10% del totale mondiale, costantemente monitorati dalla Japan Meteorological Agency (JMA) attraverso un sistema di allerta a cinque livelli. Tra questi ci sono: il celebre Monte Fuji, alto 3.776 metri, nonché punto più alto del Paese, la cui ultima eruzione risale al 1707; il Monte Aso, noto per una delle caldere più grandi al mondo; il Sakurajima, uno dei vulcani più attivi del Paese, attualmente a Livello 3 di allerta, ovvero divieto di avvicinamento, per continue esplosioni stromboliane segnalate nelle ultime settimane; il Shinmoedake, nuovamente attivo dallo scorso agosto; il Suwanosejima, regolarmente in Livello 2 di allerta, ovvero restrizioni in prossimità del cratere, per frequenti eruzioni; e il Monte Asama, alto 2.568 metri, uno dei vulcani più attivi e pericolosi dell’isola di Honshū. Oltre i vulcani, il 75% del territorio giapponese è di tipo montuoso, con una dorsale centrale che attraversa le isole principali. Sull’isola di Honshū si trovano le Alpi Giapponesi, suddivise in tre catene principali, i Monti Hida a Nord, famosi per il Monte Yarigatake (3.180 metri) e la catena di Tateyama, i Monti Kiso nella zona centrale, il cui culmine sono i 2.956 metri del Monte Kisokoma, e i Monti Akaishi a Sud, che ospitano il Monte Kita (3.193 metri), la seconda vetta più alta del Giappone dopo il Fuji. Ognuna delle isole principali, poi, vanta un suo spettacolare “tetto”: Asahidake (2.291 metri) a Hokkaidō, detto “il tetto di Hokkaidō”, parte del massiccio del Daisetsuzan; il Monte Ishizuchi (1.982 metri) a Shikoku, vetta nota per la pratica religiosa dello Shugendō; il Monte Kuju (1.788 metri) a Kyūshū, nota zona termale. Nelle restanti zone pianeggianti del Paese, così come nelle zone costiere, si trova la più alta concentrazione di popolazione nonché delle attività produttive, come la coltivazione del riso, coltura principale del Giappone, e l’industria automotive, elettronica e siderurgica. La Pianura del Kanto, la più estesa del Giappone, ospita l’area metropolitana di Tokyo, la capitale, centro politico, economico e culturale, nonché sede dell’Imperatore e del governo nazionale. La Pianura del Nobi, invece, circonda il centro industriale della città di Nagoya. Dei 124,33 milioni di abitanti, residenti stranieri inclusi, stimati all’inizio del 2025, la popolazione giapponese è per lo più concentrata nelle grandi città, con la Grande Tokyo che conta circa 35 milioni di abitanti, seguita da Yokohama, Osaka, Nagoya e Kyoto. Alcune città, come Yokohama, Kobe e Nagasaki, si sono sviluppate soprattutto grazie alle caratteristiche delle coste giapponesi, estremamente frastagliate, ricche di baie e insenatura, che hanno permesso la crescita delle attività portuali. L’idrografia dell’arcipelago giapponese presenta fiumi generalmente brevi e impetuosi, dovuti alla conformazione stretta e per lo più montuosa delle isole. Il fiume principale, lungo 367 chilometri, è lo Shinano, seguito dal Tone (322 chilometri) e dall’Ishikari (268 chilometri); i corsi d’acqua sono fondamentali per l’irrigazione delle risaie, principale attività, nonché per la produzione di energia idroelettrica. Il lago più grande, nonché il più antico, è il Lago Biwa, vicino a Kyoto, con un’estensione di 670 chilometri quadrati. Per la sua estensione latitudinale, circa 3.000 chilometri da Nord a Sud-Ovest, il Giappone presenta diverse zone climatiche: a Nord, l’isola di Hokkaidō ha un clima subartico con estati fresche e inverni lunghi e nevosi; nella zona centrale, l’isola di Honshū ha un clima temperato che durante la stagione estiva presenta elevata umidità e piogge monsoniche; a Sud, infine, l’isola di Okinawa ha un clima subtropicale con temperature generalmente più miti.
Turismo 2026: dove vedere i ciliegi in fiore e le nuove aperture tecnologiche
Nel 2026 il Giappone, già da diversi anni in auge, soprattutto dopo la pandemia di Covid-19, si conferma come una delle destinazioni turistiche più popolari al mondo. Nel 2025 il Paese ha toccato il suo record storico con 42,7 milioni di visitatori internazionali e solo nei primi mesi di quest’anno è stato stimato un incremento del 34,6% di turisti italiani rispetto agli anni precedenti, incentivato dal fatto che ai cittadini italiani non è richiesto un visto per visite fino a 90 giorni. Neanche le misure lanciate per tutelare alcune regioni dall’overtourism, come l’aumento delle tasse di soggiorno, sembrano avere un reale impatto sul fascino che questo Paese esercita sui viaggiatori stranieri. Il Giappone, infatti, presenta una combinazione unica di tradizioni millenarie, metropoli futuristiche e natura straordinaria. Tra i luoghi più iconici da visitare c’è sicuramente Kyoto, la capitale culturale, famosa per il Santuario Fushimi Inari, il Padiglione d’Oro (Kinkaku-ji) e il tempio panoramico Kiyomizu-dera, o Gion, il quartiere delle geisha, dove vivere il Giappone antico. C’è poi la capitale, la metropoli di Tokyo, dove i luoghi storici incontrano la visione futuristica: si passa dal tempio Senso-ji ad Asakusa, l’incrocio di Shibuya e il santuario Meiji Jingu, immerso nel bosco urbano, al museo digitale teamLab Planets (nel 2026 è prevista anche l’apertura di teamLab Biovortex a Kyoto), al PokéPark Kanto a Yomiuriland, il primo parco a tema Pokémon aperto lo scorso 5 febbraio, all’Edo-Tokyo Museum che riaprirà a marzo dopo i lavori di restauro, al Tokyo Disneyland/DisneySea e ad Akihabara Electric Town, un centro commerciale conosciuto e amato da appassionati di anime, manga ed elettronica. Un’altra città molto ricercata è Osaka, dove visitare gli Universal Studios Japan, con il Super Nintendo World, o il quartiere di Dotonbori, noto per le insegne al neon e la cucina di strada. Altre località note sono Nara, celebre per il parco popolato da cervi sacri e il tempio Todai-ji, e il Castello di Himeji, considerato il castello medievale più bello del Paese. C’è poi la natura, un’incredibile offerta che spazia dal Monte Fuji, icona del Paese, alle vette di Hokkaidō, celebri per la Japow, la neve polverosa e i festival invernali di Sapporo e Otaru. E ancora, vale una visita il torii “galleggiante” di Hiroshima: la porta del Santuario di Itsukushima nell’isola di Miyajima, costruita nel 1875, è Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1996, con l’alta marea i suoi 16 metri di altezza sembrano fluttuare sull’acqua, mentre con la bassa marea è raggiungibile a piedi. Una delle esperienze più ricercate, tuttavia, resta la fioritura dei ciliegi (Sakura), l’evento più iconico del Giappone, quando ci si ferma a contemplare la bellezza effimera della vita (un rito collettivo detto Hanami, “osservare i fiori”). Secondo le previsioni della Japan Meteorological Corporation (JMC), la fioritura potrebbe avvenire leggermente in anticipo rispetto alla media storica nelle regioni orientali, mentre sarà in linea con la media nel resto del Paese. L’inizio della fioritura (detta Kaika) è prevista tra il 20 marzo e il 26 aprile, in base alla città, mentre la piena fioritura (Mankai) si raggiungerà tra il 28 marzo e il 29 aprile. Alcuni dei luoghi più famosi per ammirare i ciliegi in fiore sono il Parco di Ueno, Chidorigafuchi e il parco di Shinjuku Gyoen a Tokyo, il Sentiero del Filosofo e il parco Maruyama a Kyoto, e il Castello di Osaka.
Politica ed Economia: la svolta di Sanae Takaichi e il boom dell’export
Dopo la scena da protagonista del 2025, con l’Expo Osaka 2025, il Giappone ha inaugurato il 2026 con una cruciale svolta politica. Lo scorso 8 febbraio, alle elezioni parlamentari anticipate, la coalizione guidata dal Partito Liberal Democratico (LDP) ha ottenuto una vittoria schiacciante, passando da 198 a 315 seggi alla Camera dei Rappresentanti (su 465 disponibili), sui rivali dell’Alleanza riformista centrista, nata con la fusione tra democratici costituzionali e Komeito (forza di ispirazione buddista, alleato storico di LDP), che passano da 167 a 49 seggi. Il risultato ha eletto la leader della coalizione vincente, Sanae Takaichi, la prima donna nella storia a ricoprire la carica di Primo Ministro del Giappone, con un risultato che le permetterà di portare avanti le politiche espresse in campagna elettorale, in particolare la riforma pacifista della Costituzione, la politica fiscale “proattiva” che prevede, tra le altre cose, possibili tagli alle tasse sui consumi, e una revisione della legge sulla sicurezza economica, nonostante le manchi la maggioranza alla Camera dei Consiglieri. L’elezione, inoltre, avvicina il Giappone agli USA di Donald Trump, in particolare nell’ambito delle tensioni con Pechino: il nodo resta Taiwan e Takaichi avrebbe alluso a un possibile intervento militare in caso di attacco cinese. Nonostante il Paese debba fare i conti con un’inflazione persistente e un contesto geopolitico che si fa sempre più teso, i dati sull’economia sembrano far ben sperare, soprattutto in termini di export (+16,8% questo febbraio, il livello più alto degli ultimi tre anni) e di crescita del PIL, sebbene a un ritmo contenuto e comunque più basso rispetto alle previsioni degli analisti.
Tradizioni imperiali: il Tenno Tanjobi e il compleanno di Naruhito
La politica e l’economia tengono banco, dunque, mentre il Giappone guarda ai risultati dei suoi atleti alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 (dove al momento il Paese è nono nel medagliere, con 22 medaglie complessive) e, soprattutto, si prepara al prossimo 23 febbraio quando festeggerà il Compleanno dell’Imperatore. Dichiarata festività nazionale, il Tenno Tanjobi celebra il compleanno dell’attuale Imperatore Naruhito, nato nel 1960, che si affaccerà insieme alla famiglia imperiale sul balcone del Palazzo Imperiale di Tokyo per salutare i cittadini. Si tratta di una delle due occasioni in cui le porte del Palazzo si aprono ai cittadini, che possono visitare i giardini interni e firmare i registri di auguri per il sovrano, mentre bandiere nazionali vengono esposte in tutto il Paese in segno di festeggiamento. Tra ciliegi che sbocciano e bandiere che sventolano, il Giappone resta sospeso tra la sua natura indomabile e una tecnologia che sfida i sensi. È la bellezza dell’effimero che continua a insegnare al mondo come l’unica costante, in questo arcipelago di vulcani e sogni, sia proprio il mutamento.






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