Osserva con attenzione il disco solare. Riesci a individuare qualche macchia? Questa settimana ha portato i primi “spotless days” (giorni senza macchie solari) dal 2022. In particolare, il 22 e 23 febbraio il Sole si è presentato completamente privo di macchie visibili sulla sua superficie, interrompendo una sequenza ininterrotta di quasi quattro anni di attività solare continua. Che cosa significa tutto questo? Potrebbe trattarsi di un primo campanello d’allarme dell’arrivo del Minimo Solare, la fase di bassa attività dell’ormai noto ciclo undecennale della nostra stella, il cosiddetto Ciclo Solare 25.
Il Sole attraversa infatti cicli di circa 11 anni, durante i quali il numero di macchie solari aumenta fino a raggiungere un picco (Massimo Solare) e poi diminuisce progressivamente fino al Minimo. Nei periodi vicini al Minimo Solare possono trascorrere interi mesi senza che compaia una sola macchia sulla superficie solare, accumulando decine di giorni consecutivi “immacolati”. E’ quanto riporta spaceweather.
Tra il 2018 e il 2020, durante l’ultimo minimo, si sono registrati oltre 700 giorni senza macchie solari. Un dato che rende meno sorprendente quanto stiamo osservando ora, anche se il fenomeno non si verificava da tempo.
Il ciclo non è finito
È importante sottolineare che il Ciclo Solare 25 ha ancora diversi anni di vita davanti a sé. Tuttavia, questi giorni senza macchie suggeriscono che l’attuale fase di attività stia lentamente indebolendosi. Le macchie solari torneranno – forse già domani – ma l’episodio di questi giorni rappresenta un’anteprima di ciò che ci attende nei prossimi anni: un Sole più tranquillo, meno turbolento, con una diminuzione di brillamenti ed espulsioni di massa coronale.
Per astronomi e appassionati di meteorologia spaziale, questi “giorni bianchi” non sono un’assenza, ma un segnale: il ritmo profondo del Sole sta cambiando ancora una volta.



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