“Questa mattina la base di Ali Al Salem, in Kuwait, che ospita capacità e personale americano e italiano, è stata oggetto di un attacco con drone che ha colpito uno shelter, all’interno del quale era ricoverato un velivolo a pilotaggio remoto della Task Force Air italiana, andato distrutto. Ho immediatamente sentito il Colonnello Mangini per sincerarmi delle condizioni del personale italiano presente nella base. Al momento dell’attacco tutto il personale era in sicurezza e non è stato coinvolto. Dell’accaduto ho prontamente informato il ministro della Difesa Crosetto, col quale sono in costante contatto per l’aggiornamento continuo della situazione di tutti i nostri contingenti all’estero”. Così il capo di Stato maggiore della Difesa il generale Luciano Portolano, in una dichiarazione pubblicata su X dallo Stato maggiore della Difesa.
Il dispositivo italiano della Task Force Air, si spiega ancora nel post dello Stato maggiore, era stato preventivamente alleggerito nei giorni scorsi, nell’ambito delle misure adottate in relazione all’evoluzione del quadro di sicurezza nell’area. Il personale rimasto nella base è impiegato per lo svolgimento delle attività essenziali della missione. Il velivolo colpito costituiva un assetto indispensabile per lo svolgimento delle attività operative ed era rimasto schierato nella base al fine di garantire la continuità delle operazioni. La situazione è costantemente monitorata dal Capo di Stato maggiore della Difesa e dal Comando Operativo di Vertice Interforze, che mantengono un contatto continuo con i contingenti sul terreno.
Le parole di Tajani
”Non ci faremo intimorire da un drone, le nostre missioni continuano. Non è che arriva un drone e allora molliamo le nostre postazioni”. Così Antonio Tajani, ministro degli Esteri, ospite ‘Diario della domenica’ su rete4, parlando del nuovo attacco alla base italiana in Kuwait.
Lo Stretto di Hormuz
“Noi siamo coinvolti in operazioni militari su Hormuz”. Lo ha assicurato il ministro degli Esteri Antonio Tajani al ‘Tg4 Diario della domenica’, parlando della richiesta di Donald Trump ad altri Paesi di inviare navi militari per sbloccare il traffico di navi nello Stretto di Hormuz. “Nessun Paese europeo ha dato disponibilità militare per forzare Hormuz”, ha ribadito il vicepremier, per poi aggiungere: ‘‘noi lavoriamo per la de-escalation, questo è il nostro interesse”.
La situazione
L’attacco con drone alla base di Ali Al Salem si inserisce in un contesto regionale sempre più instabile legato al conflitto in corso che coinvolge l’Iran e diversi attori dell’area mediorientale. Nelle ultime settimane la tensione è cresciuta soprattutto dopo l’intensificarsi degli scontri indiretti tra Teheran e i suoi rivali, con operazioni militari, attacchi mirati e azioni di gruppi armati. In questo scenario, infrastrutture militari e basi utilizzate dalle missioni internazionali sono diventate obiettivi potenziali, come dimostra l’episodio avvenuto in Kuwait. Questo tipo di operazioni aumentano il rischio di escalation. Per questo motivo i governi europei e gli alleati monitorano costantemente l’evoluzione della situazione, adottando misure preventive per proteggere il personale militare e le infrastrutture strategiche. L’obiettivo resta evitare un allargamento del conflitto e mantenere la stabilità regionale, anche se gli ultimi episodi dimostrano quanto il quadro di sicurezza in Medio Oriente resti estremamente fragile.



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