Guerra Iran, chiazza di petrolio al terminal di Bassora dopo l’attacco: le immagini satellitari | FOTO

Le immagini satellitari mostrano una perdita di carburante vicino alla nave colpita. Gli esperti indicano olio combustibile, mentre l’escalation regionale legata alla guerra in Iran aumenta i timori per la sicurezza energetica

Le immagini satellitari successive all’attacco contro alcune petroliere al terminal petrolifero di Bassora mostrano chiaramente la presenza di una chiazza di petrolio nelle acque circostanti, poco distante da una delle navi gravemente danneggiate e successivamente avvolta dalle fiamme. Secondo l’analista ambientale e dei conflitti Wim Zwijnenburg, vincitore del UN Green Star Award, è probabile che la sostanza visibile nelle immagini sia olio combustibile. Il carico principale della petroliera – composto da condensati di petrolio e nafta, prodotti altamente volatili – sarebbe infatti bruciato quasi completamente nell’incendio sviluppatosi dopo l’esplosione.

Perché l’olio combustibile può rimanere in acqua

L’olio combustibile, utilizzato per alimentare i motori delle grandi navi, è più denso e meno infiammabile rispetto ai condensati. Per questo motivo può rimanere in acqua dopo un attacco o un incendio, formando le tipiche chiazze scure osservate nelle immagini satellitari. L’incidente si inserisce in un contesto regionale già estremamente teso. La guerra in corso che coinvolge l’Iran e i suoi alleati regionali sta ampliando il rischio di incidenti e attacchi contro infrastrutture energetiche strategiche nel Golfo Persico e nelle rotte petrolifere vicine.

Bassora, uno dei principali hub petroliferi e punto chiave per l’export di greggio, rappresenta infatti un nodo cruciale per il mercato energetico globale.

Rischi ambientali e sicurezza delle rotte petrolifere

Gli analisti temono che episodi come questo possano diventare sempre più frequenti se il conflitto regionale dovesse intensificarsi. Oltre al rischio per la sicurezza della navigazione e delle infrastrutture petrolifere, cresce anche la preoccupazione per potenziali danni ambientali nel Golfo, un ecosistema già fragile e fortemente esposto alle attività petrolifere.

Le autorità locali e gli operatori energetici stanno monitorando la situazione per valutare l’estensione della perdita. Tuttavia, con la crisi regionale in corso e l’aumento delle tensioni militari legate all’Iran, la sicurezza delle rotte petrolifere rimane una delle principali incognite per la stabilità energetica internazionale.

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