Guerra Iran, diesel sopra i 5 dollari negli USA: prezzi ai massimi e impatto sui consumatori

Scorte limitate e rincari alla pompa spingono verso l’alto i costi di trasporto e beni di consumo

Il diesel negli Stati Uniti supera 5 dollari. Negli Usa, infatti, il prezzo medio attuale del gallone di diesel ha registrato un aumento di 6 centesimi rispetto a ieri a 5,04 dollari: il 38% in più rispetto a un mese fa. Lo riferisce il ‘Wall Street Journal’ che cita i dati dell’AAA, l’associazione automobilistica Usa. L’ultima volta che i prezzi hanno raggiunto livelli così elevati è stato nel 2022, in seguito all’invasione russa dell’Ucraina. La Carolina del Sud e la Florida hanno registrato gli aumenti più consistenti rispetto al mese scorso, con una differenza alla pompa rispettivamente di 1,65 e 1,71 dollari. California, Washington e Hawaii hanno ora prezzi medi del diesel superiori a 6 dollari al gallone.

I consumatori risentono rapidamente degli alti prezzi del diesel. I negozi di alimentari e altri rivenditori pagano i supplementi sul carburante dei camionisti e trasferiscono tali costi sui consumatori. Le scorte di diesel sono già limitate negli Stati Uniti, in particolare sulla costa orientale.

Tensioni globali e nuovi fattori di instabilità

Il contesto internazionale continua ad alimentare la volatilità dei prezzi energetici. Le tensioni legate al conflitto in corso in Iran stanno contribuendo a rafforzare l’incertezza sui mercati, incidendo sulle aspettative di approvvigionamento e sulle dinamiche dei prezzi. Le tensioni geopolitiche, inoltre, tendono a influenzare non solo i prezzi del greggio, ma anche i costi logistici e assicurativi legati al trasporto, contribuendo a un ulteriore aumento dei prezzi lungo tutta la filiera energetica.

Gli effetti si riflettono rapidamente sull’economia reale, dove il diesel rappresenta un elemento chiave per il trasporto merci, l’industria e l’agricoltura. Se le tensioni dovessero protrarsi o intensificarsi, il rischio è quello di assistere a una nuova fase di rincari diffusi, con conseguenze dirette sul potere d’acquisto delle famiglie e sulla competitività delle imprese, in un contesto già segnato da pressioni inflazionistiche persistenti.