Il governo della Francia ha annunciato un piano straordinario di controlli per evitare speculazioni sui prezzi dei carburanti in un momento di forte tensione internazionale legata alla guerra in Iran e ai suoi effetti sul mercato petrolifero. Il primo ministro Sébastien Lecornu ha dichiarato oggi alla radio che tra domani e mercoledì verranno effettuati 500 controlli nelle stazioni di servizio su tutto il territorio nazionale. L’obiettivo è verificare che gli aumenti dei prezzi alla pompa siano giustificati e non frutto di pratiche speculative. “La guerra in Medio Oriente non può essere utilizzata come pretesto per aumenti eccessivi dei prezzi”, ha spiegato Lecornu, sottolineando che il governo vuole evitare che le tensioni geopolitiche, compresa l’escalation militare legata all’Iran, si traducano in rincari ingiustificati per i cittadini.
Le verifiche saranno effettuate dalla Direction générale de la concurrence, de la consommation et de la répression des fraudes (DGCCRF), l’autorità francese incaricata di vigilare sulla concorrenza e sulla tutela dei consumatori. L’annuncio arriva dopo che l’esecutivo aveva già segnalato un primo aumento dei prezzi. Venerdì il governo ha reso noto che il costo della SP95-E10, la benzina più utilizzata nel Paese, è cresciuto di 10 centesimi al litro rispetto alla settimana precedente, un incremento registrato ancora prima dell’inizio delle ostilità nella regione.
L’instabilità geopolitica e il rischio di interruzioni nelle forniture energetiche stanno infatti influenzando i mercati petroliferi internazionali. Per questo Parigi teme che la guerra e l’incertezza sui flussi di petrolio dal Medio Oriente possano alimentare ulteriori rincari, con ripercussioni dirette sul costo della vita. Il piano di controlli rappresenta quindi un segnale politico chiaro: il governo francese vuole dimostrare tolleranza zero verso eventuali speculazioni, soprattutto in un momento in cui il conflitto in Iran rischia di avere effetti economici globali.



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