Il traffico navale nello Stretto di Hormuz resta molto limitato: dal fine settimana, hanno attraversato lo Stretto solo tre petroliere e una manciata di navi mercantili. E’ quanto riferisce il ‘Wall Street Journal’ che cita i dati delle società di monitoraggio Windward e Kpler. Secondo i dati la media settimanale degli attraversamenti è stata di circa due al giorno, rispetto agli oltre 100 transiti registrati in tempo di pace. Le poche petroliere che lasciano il Golfo Persico attraverso Hormuz sono per lo più dirette in Cina, sebbene i volumi di petrolio in uscita siano sostanzialmente inferiori a quelli trasportati in tempo di pace. La Cina rappresenta oltre l’80% delle esportazioni petrolifere dell’Iran.
Nonostante la tensione, Kpler stima che dalla fine di febbraio siano stati trasportati in Cina 12 milioni di barili di greggio, per lo più dall’Iran, ma anche da altri paesi della regione. Secondo i broker marittimi, in tempo di pace la Cina importa in media 1,5 milioni di barili di petrolio iraniano al giorno. Secondo i broker marittimi Clarksons e Braemar, circa 1.100 navi sono attualmente bloccate nel Golfo Persico.
Windward ha riferito che, da quando gli Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran lo scorso 28 febbraio, nel Golfo Persico sono state colpite in totale 20 navi. Il Centro operativo per il commercio marittimo del Regno Unito ha registrato 17 segnalazioni di attacchi a navi e quattro segnalazioni di attività sospette nell’area. “Le navi che fanno scalo nei porti del Golfo sono esposte a un rischio elevato una volta entrate in un ambiente minaccioso. Circa il 45% delle navi prese di mira aveva fatto scalo nei porti degli Emirati Arabi Uniti, mentre il 20% aveva fatto scalo di recente in Iraq”, ha affermato Windward lunedì.
La situazione
L’ultima superpetroliera ad aver attraversato lo Stretto di Hormuz è stata la Nora, soggetta a sanzioni, che il 7 marzo ha caricato 2 milioni di barili dall’isola di Kharg e che attualmente è in rotta verso Ningbo, in Cina. Da gennaio la nave ha battuto bandiera iraniana, delle Isole Comore e della Guyana. La Cina è il maggiore importatore mondiale di petrolio e ricorre regolarmente alle cosiddette navi della “flotta fantasma” per importare petrolio dall’Iran a prezzi scontati.




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