La strada verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) non è sempre priva di ostacoli, e l’ultima missione russa ne è la prova. Ieri, 22 marzo, un razzo Soyuz è decollato con successo dal cosmodromo di Baikonur, portando in orbita il cargo Progress 94. Tuttavia, poco dopo il distacco dal vettore, il centro di controllo ha rilevato un’anomalia tecnica che ha messo in allerta gli ingegneri di terra: una delle antenne fondamentali per il sistema di aggancio automatico non si è dispiegata correttamente. Questa piccola componente è in realtà un pezzo vitale del puzzle tecnologico, poiché permette alla navetta di “dialogare” con la Stazione e allinearsi autonomamente al modulo di destinazione. Nonostante l’imprevisto, i vertici della NASA e di Roscosmos mantengono la calma. Sebbene gli esperti stiano tentando di risolvere il problema da remoto, esiste già un piano di riserva ben collaudato: se l’antenna dovesse rimanere bloccata, il cosmonauta Sergey Kud-Sverchkov, attualmente a bordo della ISS, prenderà personalmente il controllo del veicolo attraverso un sistema di pilotaggio a distanza, guidando il cargo fino all’attracco con la precisione di un videogiocatore esperto.
Una dispensa volante per l’equipaggio
Il successo di questa manovra è fondamentale, poiché la Progress 94 non è altro che un’enorme dispensa volante. Al suo interno sono stivate circa 3 tonnellate di carico essenziale per la vita quotidiana nello Spazio. Il carico comprende non solo le scorte di cibo e acqua per gli astronauti, ma anche il propellente necessario a correggere l’orbita della Stazione e una serie di attrezzature scientifiche e pezzi di ricambio indispensabili per i laboratori orbitali. La navetta è destinata ad agganciarsi al modulo russo Poisk, prendendo il posto della “sorella” Progress 92, che ha lasciato la stazione lo scorso 16 marzo per completare il suo ciclo vitale. La permanenza della Progress 94 durerà circa 6 mesi, al termine dei quali verrà trasformata in un vero e proprio inceneritore orbitale: una volta riempita di rifiuti e detriti prodotti a bordo, verrà sganciata per disintegrarsi al rientro nell’atmosfera terrestre sopra l’Oceano Pacifico.
La sfida della sostenibilità spaziale
Questo destino “usa e getta” accomuna la maggior parte dei veicoli cargo attuali, come la giapponese HTV-X o la statunitense Cygnus. In questo scenario, l’unica vera eccezione resta la capsula Dragon di SpaceX, l’unico “corriere” spaziale in grado di tornare intatto a terra per essere riutilizzato. L’appuntamento con l’attracco della Progress 94 è fissato per martedì. Resta da vedere se l’antenna deciderà finalmente di aprirsi o se assisteremo a una spettacolare manovra di pilotaggio manuale, a dimostrazione che, anche nell’era dell’automazione estrema, il fattore umano resta l’ultima, fondamentale risorsa.



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