Insegnante morta dopo il vaccino anti-Covid: rigettata l’istanza di archiviazione

Accolta la richiesta dei legali della famiglia della docente genovese deceduta dopo la prima dose di AstraZeneca

Il giudice per le indagini preliminari ha rigettato l’istanza di archiviazione presentata dalla Procura nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Francesca Tuscano, la trentaduenne insegnante genovese deceduta il 4 aprile 2021 dopo essere stata colpita da Trombocitopenia trombotica immunitaria indotta da vaccino (Vitt) in seguito alla prima dose di AstraZeneca. Una decisione che viene accolta con soddisfazione dai legali della famiglia. “Se non fosse stato per La Verità che ha fatto il lavoro che doveva svolgere la Procura, la richiesta di archiviazione presentata dal pm sarebbe stata accolta”.

È molto soddisfatto l’avvocato civilista Federico Bertorello, che assieme al collega del penale Salvatore Bottiglieri difende gli interessi dei genitori di Francesca Tuscano. Per il legale, il rigetto dell’archiviazione rappresenta un passaggio decisivo per approfondire eventuali responsabilità e chiarire i punti ancora aperti dell’inchiesta. “Ora i pm interroghino i membri del Cts e Roberto Speranza”. 

La richiesta è quella di procedere con ulteriori accertamenti, ascoltando i componenti del Comitato tecnico scientifico e l’allora ministro della Salute, per fare piena luce sulle decisioni assunte durante la campagna vaccinale e sulle valutazioni relative ai possibili effetti avversi. Con la decisione del gip, l’indagine resta dunque aperta. Per la famiglia Tuscano si tratta di un nuovo passo nella ricerca della verità giudiziaria su una vicenda che ha segnato profondamente la loro vita.