Le riserve petrolifere strategiche rilasciate dai Paesi membri dell’Agenzia internazionale dell’Energia (Aie) saranno disponibili immediatamente in Asia e Oceania, mentre i barili destinati a Europa e Americhe lo saranno solo dalla fine di marzo. Lo ha annunciato l’agenzia dopo aver ricevuto i piani di attuazione dagli Stati membri. “Dal 16 marzo in poi questo porta volumi aggiuntivi senza precedenti di petrolio sul mercato”, ha dichiarato il direttore esecutivo dell’Aie Fatih Birol in un post su X, aggiungendo tuttavia che “l’apertura dello Stretto di Hormuz è fondamentale per un ritorno a flussi stabili”. I compratori asiatici sono i più dipendenti dalle forniture mediorientali, rendendo la rapidità del rilascio delle riserve particolarmente cruciale per la regione.
La settimana scorsa l’Aie aveva definito la situazione attuale la più grande interruzione delle forniture petrolifere nella storia, a seguito della guerra in Medio Oriente che ha di fatto bloccato lo Stretto di Hormuz. I “futures” sul petrolio hanno chiuso sopra i 100 dollari al barile venerdì 13 marzo, con i mercati in attesa di una settimana turbolenta dopo che gli Usa hanno attaccato nel fine settimana siti militari nei pressi del principale terminal di esportazione petrolifera iraniano.
La situazione in Iran
Sul piano geopolitico, la crisi energetica è direttamente legata all’escalation militare tra Stati Uniti e Iran. Nelle ultime settimane Washington ha colpito con raid aerei diverse infrastrutture e siti militari iraniani, anche nelle aree vicine ai principali terminal petroliferi, mentre Teheran ha risposto con attacchi missilistici e con minacce alla sicurezza della navigazione nel Golfo Persico. Il punto più critico resta lo Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il commercio mondiale di greggio.
In questo contesto il rilascio coordinato delle riserve strategiche da parte dei Paesi dell’Aie punta soprattutto a stabilizzare temporaneamente il mercato e a compensare parte delle forniture mancanti. Tuttavia, senza una de-escalation del conflitto e senza la piena riapertura dello Stretto di Hormuz, gli analisti avvertono che le scorte potranno solo attenuare nel breve periodo l’impatto della crisi sul sistema energetico globale.



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