Il Garante per la sorveglianza dei prezzi del Mimit, su indicazione dei ministri delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, e dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, ha trasmesso alla Guardia di Finanza la lista dei distributori che non hanno ancora adeguato i prezzi dei carburanti al taglio delle accise disposto dal Governo, con l’indicazione delle potenziali e più significative anomalie rilevate. I controlli su tutto il territorio nazionale sono già in corso e continueranno sulla rete stradale, autostradale e lungo tutta la filiera. La fa sapere il Mimit.
La segnalazione avviene ai sensi del nuovo regime speciale di controllo previsto dal decreto legge approvato ieri dal Consiglio dei ministri e segue la riunione odierna della Cabina di regia della Commissione di allerta rapida, in esito alla quale il Garante ha individuato specifici indici di anomalia tra prezzi alla pompa e quotazioni internazionali.
Gli esiti dei controlli della Guardia di Finanza saranno trasmessi anche all’Autorità garante della concorrenza e del mercato per l’eventuale avvio di procedimenti sanzionatori e, nei casi in cui emergano profili di rilevanza penale, all’autorità giudiziaria.
Guerra in Iran e impatti sui prezzi dei carburanti
Il recente intervento del Garante per la sorveglianza dei prezzi del Mimit, in collaborazione con i ministri Urso e Giorgetti, evidenzia l’importanza della regolamentazione e dei controlli sui prezzi dei carburanti, soprattutto in un periodo di incertezze geopolitiche come la guerra in Iran. Gli sviluppi internazionali, infatti, influenzano fortemente le quotazioni internazionali del petrolio e, di conseguenza, i prezzi alla pompa. In un contesto del genere, la capacità del Governo italiano di monitorare e controllare l’applicazione delle misure fiscali, come il taglio delle accise, diventa cruciale per garantire la trasparenza e il rispetto delle normative. I controlli in atto, da parte della Guardia di Finanza, si inseriscono in questo sforzo di evitare che le fluttuazioni internazionali vengano sfruttate per aumenti ingiustificati dei prezzi.



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