Tensione massima nello Stretto di Hormuz dopo l’uccisione di Khamenei: primi assalti alle petroliere. Le ultime notizie

Colpita la nave Skylight e droni sul porto di Duqm. Con la catena di comando decimata, Teheran tenta l’ultima carta: paralizzare il commercio mondiale nel Golfo

Mentre il Medio Oriente precipita nel caos a seguito dell’operazione militare congiunta “Epic Fury” condotta da Stati Uniti e Israele — che ha portato alla morte della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei — lo Stretto di Hormuz è diventato uno dei fronti più caldi e pericolosi del conflitto. Nelle ultime ore la situazione sta davvero precipitando, alimentando la concretezza dei timori internazionali sul boom dei prezzi di petrolio ed energia. Secondo quanto riferito dalle autorità dell’Oman e dai comandi militari regionali, la situazione nello stretto (punto di passaggio vitale per il greggio mondiale) è attualmente fuori controllo.

Ecco cosa sta succedendo negli ultimi minuti

Attacco alla petroliera Skylight

Una nave cisterna battente bandiera di Palau è stata colpita mentre transitava nel braccio di mare che separa l’Iran dalla Penisola Arabica. L’esplosione ha causato il ferimento di quattro membri dell’equipaggio (di nazionalità indiana e iraniana). Sebbene non ci sia ancora una rivendicazione ufficiale, il sospetto cade sulle forze iraniane o sui loro assetti paramilitari.

Guerra dei nervi via radio

Le autorità marittime segnalano che le forze iraniane stanno utilizzando le frequenze radio per minacciare apertamente le navi commerciali in transito, intimando loro di cambiare rotta o avvertendo di imminenti ritorsioni in risposta ai bombardamenti subiti da Teheran.

Coinvolgimento dell’Oman

In una mossa senza precedenti, l’instabilità ha colpito anche l’Oman, storicamente neutrale e mediatore tra USA e Iran. Oltre all’incidente della petroliera, il porto omanita di Duqm è stato preso di mira da un attacco con droni.

Rappresaglia verso i vicini

L’Iran ha lanciato una vasta ondata di droni e missili verso i paesi del Golfo (UAE, Qatar, Bahrein, Kuwait). In particolare, il governo degli Emirati Arabi Uniti ha intimato a Teheran di “tornare in sé”, denunciando come la guerra di ritorsione iraniana stia colpendo i vicini arabi invece dei diretti avversari militari.

Lo Stretto di Hormuz è attualmente una zona di guerra attiva. L’Iran, con la catena di comando decimata dai raid israeliani e americani, sembra intenzionato a utilizzare la sua posizione geografica per paralizzare il commercio marittimo e colpire le infrastrutture dei paesi alleati degli Stati Uniti nella regione.