La terra è tornata a farsi sentire nel cuore della Toscana settentrionale. Erano le ore 09:40 di questa mattina quando la Rete Sismica Nazionale INGV ha registrato un terremoto magnitudo ML 4.1, con un epicentro individuato appena 7 km a Nord della città di Pistoia. Nonostante la magnitudo rientri in una casistica di moderata intensità, il sisma ha destato particolare interesse tra i tecnici dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) a causa della sua collocazione ipocentrale, individuata a circa 52 km di profondità.
Una storia sismica scritta nei secoli
L’area interessata dal terremoto in Toscana oggi non è affatto nuova a questi fenomeni. Secondo i dati forniti da un approfondimento dell’INGV, la zona è caratterizzata da una pericolosità sismica alta, come chiaramente indicato nella Mappa della pericolosità sismica nazionale (MPS04). Il passato della regione è infatti punteggiato da eventi di rilievo: il Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani ricorda scosse ben più energiche di quella odierna, come il violento terremoto del 4 ottobre 1527 (magnitudo stimata 5.3) o i più recenti eventi del giugno 1899 e del novembre 1904, entrambi con magnitudo superiore alla soglia del 5.0.
Anche la storia recente conferma questa vitalità geologica. Tra il 1995 e il 2015, la sismicità strumentale ha evidenziato diverse sequenze a nord-est dell’attuale epicentro, con scosse che hanno toccato valori di magnitudo molto simili a quella odierna, oscillando tra 4.1 e 4.3. Tuttavia, la grande differenza risiede proprio nella “colonna d’acqua” di roccia: mentre i terremoti passati erano generalmente più superficiali, l’evento di questa mattina è avvenuto a una profondità doppia o tripla rispetto alla media appenninica.
La dinamica dello scuotimento e la percezione dei cittadini
Proprio questa elevata profondità ha influenzato il modo in cui il terremoto è stato avvertito. Sebbene l’energia sprigionata fosse significativa, la distanza dalla superficie ha mitigato l’intensità dello scuotimento locale, portandolo a un massimo stimato del IV grado della scala Mercalli (MCS). Allo stesso tempo, però, una tale profondità permette alle onde sismiche di viaggiare più lontano, “abbracciando” un territorio più vasto. L’analisi dei risentimenti macrosismici, basata sui questionari inviati dai cittadini al sito “Hai Sentito Il Terremoto“, conferma questa dinamica. La scossa è stata avvertita in modo netto nelle province di Pistoia, Pisa, Lucca e Firenze, dove lo scuotimento ha raggiunto il IV grado MCS. L’onda d’urto non si è fermata ai confini toscani, propagandosi oltre il crinale appenninico fino a raggiungere le province di La Spezia, Modena e Bologna, dove la popolazione ha riportato risentimenti più leggeri ma comunque chiaramente percepibili.






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