Trump alza la pressione sull’Iran: “accordo subito e Hormuz aperto o distruggeremo energia, petrolio e l’isola di Kharg”

Il presidente USA Donald Trump lancia un duro ultimatum su Truth Social: negoziati in corso, ma senza apertura dello Stretto la risposta sarà devastante

Le dichiarazioni di Donald Trump segnano un nuovo picco di tensione nei rapporti tra Stati Uniti e Iran, con toni che evocano scenari di escalation militare su larga scala. Attraverso un messaggio pubblicato su Truth Social, il presidente americano ha posto condizioni estremamente rigide per la conclusione delle operazioni militari in corso. Al centro della richiesta vi è la riapertura immediata dello Stretto di Hormuz, snodo strategico fondamentale per il commercio globale di petrolio. In assenza di un accordo rapido, Trump ha minacciato azioni distruttive contro infrastrutture vitali iraniane, delineando un quadro di forte pressione politica e militare. Le parole utilizzate non lasciano spazio a interpretazioni concilianti, contribuendo ad aumentare l’incertezza nello scenario geopolitico internazionale.

Trattative in corso con un “nuovo regime”

Nel suo intervento, Trump ha fatto riferimento a negoziati in corso con quello che ha definito un “nuovo regime, più ragionevole”, senza tuttavia fornire dettagli concreti sulla natura di questo interlocutore. Secondo il presidente, i colloqui starebbero facendo registrare “grandi progressi”, lasciando intendere la possibilità di una svolta diplomatica imminente. Tuttavia, il tono del messaggio resta ambiguo: da un lato si parla di accordo probabile, dall’altro si prepara il terreno a un possibile fallimento, accompagnato da conseguenze estremamente dure. Questa doppia linea comunicativa sembra voler mantenere alta la pressione negoziale, mentre si cerca di ottenere concessioni decisive, in particolare sulla sicurezza delle rotte commerciali energetiche.

Le minacce alle infrastrutture iraniane

Il passaggio più significativo del messaggio riguarda le minacce esplicite rivolte alle infrastrutture iraniane. Trump ha parlato apertamente della possibilità di “far esplodere e distruggere completamente” centrali elettriche, pozzi petroliferi e l’isola di Kharg, uno dei principali hub petroliferi del Paese. Non solo: il presidente ha menzionato anche impianti di desalinizzazione, sottolineando che finora queste strutture sarebbero state volutamente risparmiate. Si tratta di dichiarazioni che, se attuate, avrebbero conseguenze devastanti.

Trump ha infine giustificato la sua posizione facendo riferimento ai “47 anni di regno del terrore” attribuiti al precedente governo iraniano, accusato di aver causato la morte di numerosi soldati americani.