Tra i milioni di persone che hanno assistito all’eclissi totale di Luna nella giornata di ieri, martedì 3 marzo, l’astronomo amatoriale canadese “Wah” ha visto un disco lunare senza eguali. “Ho usato una termocamera per osservare l’eclissi“, spiega. “La differenza è stata incredibile!”. La rara foto di Wah rivela un paesaggio punteggiato di punti caldi che brillano come stelle sparse sul terreno lunare. Ci sono 37 punti caldi in totale, tra cui spiccano i crateri Tycho, Plato e Aristarchus. Questo è stato fatto solo una manciata di volte nell’era spaziale, di solito da grandi telescopi di ricerca. Le prime osservazioni di eclissi termiche sono state effettuate con telescopi a infrarossi negli anni ’60, prima che le sonde spaziali esplorassero la Luna. Un esperimento classico ha osservato l’eclissi lunare totale del 19 dicembre 1964, producendo mappe termiche che mostravano oltre mille punti caldi corrispondenti a crateri rocciosi.
L’immagine di Wah è stata registrata a una lunghezza d’onda di circa 12 micron, dove la Luna brilla per il suo calore proprio anziché per la luce solare riflessa. “La mia configurazione (nella foto a destra) includeva una telecamera termica da 640×512 e un telescopio newtoniano da 12 pollici”, racconta.
Normalmente, la superficie della Luna piena è rovente dopo due settimane di luce solare incessante. Ma quando l’ombra della Terra cade sulla Luna durante un’eclissi, la luce solare si spegne. Alcune parti della superficie lunare si raffreddano più velocemente di altre. La polvere lunare fine perde calore rapidamente, mentre i crateri giovani ne trattengono il calore, creando punti caldi evidenti.
Foto come questa non sono solo una novità. Se opportunamente calibrate, possono misurare l’inerzia termica della regolite lunare e mappare diversi tipi di roccia nelle potenziali zone di atterraggio. Con la NASA che punta a tornare sulla Luna, questo tipo di informazioni potrebbe essere preziose quanto un’eclissi totale.


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