La capitale della Nuova Zelanda, Wellington, si risveglia nel dolore e nel fango mentre le squadre di soccorso confermano il ritrovamento del corpo di Philip Sutton, l’uomo travolto dalla furia delle acque nella giornata di lunedì. La vittima stava sorvegliando la proprietà della sorella nel sobborgo occidentale di Karori quando l’acqua ha sventrato l’abitazione, trascinandolo via per una distanza considerevole dal punto del primo impatto. Le operazioni di ricerca, ostacolate da nuove precipitazioni torrenziali nella giornata di ieri, si sono concluse mercoledì a mezzogiorno ora locale con il tragico rinvenimento dei resti a notevole distanza dalla sua automobile. Il dramma umano si inserisce in un contesto meteorologico senza precedenti per la regione, che ha visto cadere in una sola ora oltre 70mm di pioggia nelle zone meridionali della città, superando ogni record storico precedentemente registrato dal MetService. Nonostante un timido miglioramento delle condizioni meteo, lo stato di emergenza rimane attivo per garantire la sicurezza della popolazione di fronte a rischi residui ancora estremamente elevati.
Un evento meteorologico senza precedenti storici
L’intensità della perturbazione che ha colpito Wellington ha lasciato sbigottiti anche gli esperti del MetService. In alcune aree, i totali pluviometrici hanno quasi triplicato le medie mensili in un arco di tempo ridottissimo. La ferocia dell’acqua è stata testimoniata dal ritrovamento di detriti incastrati sugli alberi a oltre un metro di altezza dal suolo. I residenti hanno descritto scenari apocalittici: automobili capovolte e trascinate fino in mare, frane improvvise e inondazioni che hanno devastato scantinati e piani terra.
Rischi e risposta della comunità
Sebbene le allerte per pioggia e vento siano state revocate con il miglioramento del meteo, il consiglio comunale di Wellington ha deciso di mantenere lo stato di emergenza. Le autorità della Nuova Zelanda avvertono che il pericolo non è affatto passato: il terreno saturo d’acqua continua a rappresentare una minaccia concreta per la stabilità dei pendii e delle strutture. Smottamenti e crolli possono verificarsi improvvisamente anche in assenza di nuove precipitazioni. Nel frattempo, la macchina dei soccorsi è affiancata da una straordinaria mobilitazione civile. Nei sobborghi di Newtown, Mount Cook e Berhampore, i gruppi di vicinato si sono organizzati autonomamente per ripulire le strade dai detriti e supportare le famiglie più colpite.


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