Il Ciclone Maila semina distruzione tra isole Salomone e Papua Nuova Guinea: prime vittime, ora punta l’Australia

Dopo aver devastato le Isole Salomone e la Papua Nuova Guinea, la tempesta minaccia ora i piccoli atolli isolati prima del previsto impatto sulle coste del Queensland

Il ciclone tropicale Maila continua la sua lenta e inesorabile marcia attraverso il Pacifico occidentale, lasciandosi alle spalle una scia di devastazione che ha già colpito duramente le Isole Salomone, Bougainville e la Papua Nuova Guinea. Attualmente classificata come tempesta di categoria 3 (scala australiana) con venti che raggiungono i 200 km/h, Maila si muove verso Ovest a una velocità di circa 7 km/h, un fattore che aggrava notevolmente l’entità dei danni a causa della prolungata esposizione delle aree costiere alle intemperie. Mentre le autorità locali contano i danni alle infrastrutture e segnalano le prime vittime, l’attenzione internazionale è ora rivolta verso i piccoli atolli del Sud/Est della Papua Nuova Guinea, che si trovano direttamente sulla traiettoria dell’occhio del ciclone. La minaccia non accenna a placarsi e i modelli meteorologici indicano che, nonostante una possibile riduzione di intensità, la tempesta potrebbe raggiungere il Far North Queensland all’inizio della prossima settimana, mantenendo uno stato di allerta massima in tutta la regione oceanica interessata dal fenomeno atmosferico estremo.

Devastazione tra le isole e prime vittime in Papua Nuova Guinea

La furia del ciclone Maila, che durante la sua permanenza nel Mare delle Salomone ha toccato anche la categoria 5, ha già causato danni strutturali immensi. Nella Provincia Occidentale delle Isole Salomone, cuore del distretto turistico del Paese, numerosi edifici sono stati rasi al suolo dalle onde anomale e dalle mareggiate. La situazione è critica anche a Bougainville, dove le piogge torrenziali hanno provocato l’esondazione dei fiumi e frane che hanno letteralmente cancellato ampi tratti stradali.

In Papua Nuova Guinea il bilancio è tragico: le autorità hanno confermato 2 decessi legati al passaggio della perturbazione. Il governo delle Isole Salomone ha già annunciato un pacchetto di assistenza da 2 milioni di dollari per i residenti colpiti, mentre le autorità dell’Australia hanno dichiarato di monitorare strettamente la situazione, pronti a intervenire con aiuti umanitari.

ciclone maila

Allerta rossa per gli atolli isolati di Woodlark e Budi Budi

Le preoccupazioni principali degli esperti e dei soccorritori sono ora concentrate sulle isole di Woodlark e Budi Budi, situate nella provincia di Milne Bay. L’occhio del ciclone dovrebbe attraversare queste zone nelle prime ore di domani. Sebbene Woodlark disponga di zone elevate dove la popolazione di circa 7mila persone può rifugiarsi, il destino di Budi Budi appare molto più incerto.

L’atollo di Budi Budi è completamente pianeggiante e ospita alcune centinaia di abitanti che non dispongono di punti rialzati per sfuggire alle inondazioni. Barry Kirby, responsabile dell’organizzazione benefica The Hands of Rescue, ha espresso forti timori per la sopravvivenza della comunità locale, sottolineando che l’intera isola rischia di essere sommersa. Anche i raccolti di sussistenza, fondamentali per la sopravvivenza di queste popolazioni isolate, sono destinati a essere distrutti, prefigurando una grave crisi alimentare post-evento.

L’Australia monitora la traiettoria verso il Queensland

Mentre il Pacifico affronta l’emergenza immediata, i residenti del Far North Queensland osservano con apprensione l’avvicinamento di Maila alle coste australiane. Secondo il Bureau of Meteorology, sebbene la traiettoria esatta rimanga incerta, i modelli attuali suggeriscono un possibile approdo sulla costa a Nord di Cooktown, tra Coen e Lockhart River, previsto per lunedì o martedì. Si prevede che il ciclone possa indebolirsi fino alla categoria 2 prima di toccare terra in Australia, ma le autorità raccomandano la massima prudenza. Le piogge intense e i venti ciclonici rappresentano comunque un rischio significativo per le comunità costiere, che si stanno già preparando ad affrontare l’impatto di una delle tempeste più persistenti e pericolose della stagione.