Sotto un cielo di un azzurro terso che sembra quasi dipinto, l’Etna stamane offre uno degli scenari più suggestivi di questa primavera 2026. Le vette del vulcano, ancora abbondantemente ammantate da un candido strato di neve, sono solcate da costanti e ritmici sbuffi di vapore che si innalzano con decisione dai crateri sommitali. Si tratta di un’immagine di pace apparente, dove il candore dei ghiacci si fonde con le nuvole di gas vulcanico, creando un contrasto cromatico straordinario che rapisce lo sguardo degli abitanti. Da Zafferana Etnea, la posizione appare privilegiata, permettendo di osservare con precisione la morfologia dei fianchi, dove la roccia lavica scura fa timidamente capolino tra le coltri bianche. Questa attività di degassamento, documentata con cura dalla nostra lettrice Antonella Infanta, testimonia la vitalità incessante di una montagna che non smette mai di comunicare la sua maestosa presenza millenaria a chiunque sappia guardare verso l’alto con ammirazione.
Il degassamento tra fascino e sicurezza
L’attività odierna dell’Etna rientra nei parametri di “normale amministrazione” per l’Osservatorio Etneo dell’INGV. Gli sbuffi visibili nelle fotografie sono il risultato di un degassamento che non desta alcuna preoccupazione, trasformando però la vetta in un’opera d’arte naturale a cielo aperto. I residenti dei paesi etnei restano spettatori in prima fila di questo spettacolo quotidiano.










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