Maltempo Molise: in 4 giorni è caduta la pioggia di 6 mesi

Il presidente Roberti in aula: stanziati 20 milioni per le urgenze, riflettori puntati sulla gestione della diga del Liscione e sulla ricostruzione dei ponti Sente e Trigno

Il Molise ha affrontato una crisi meteorologica senza precedenti nei giorni scorsi a causa di un’ondata di maltempo che, in soli 4 giorni, ha riversato sul territorio una quantità di pioggia pari alla media di sei mesi. Il presidente della Regione, Francesco Roberti, ha riferito durante un Consiglio regionale straordinario sull’emergenza come l’eccezionalità delle precipitazioni sia stata confermata dai dati della Protezione Civile, delineando un quadro di criticità diffuse che hanno colpito l’intero territorio, dalla costa alle zone interne. Grazie a una gestione oculata dei flussi presso la diga del Liscione, che ha permesso di regolare il deflusso del fiume Biferno mantenendolo entro limiti sostenibili, è stato possibile evitare un disastro di proporzioni ben più ampie. La situazione rimane tuttavia delicata, con diverse comunità ancora isolate, famiglie evacuate e una rete infrastrutturale pesantemente compromessa da frane e crolli.

La gestione idraulica e i primi stanziamenti governativi

Durante l’informativa, Roberti ha chiarito come il sistema di laminazione della diga del Liscione sia stato fondamentale per prevenire l’esondazione del fiume Biferno. A fronte di un ingresso di circa mille metri cubi d’acqua al secondo, il rilascio è stato contenuto tra i 550 e i 570 metri cubi, evitando che i livelli critici venissero superati nei punti più sensibili, come i ponti storici e il collegamento verso Campomarino. Per fronteggiare questa situazione, il Governo ha nominato Fabio Ciciliano commissario straordinario per l’emergenza, stanziando inizialmente 50 milioni di euro complessivi per Abruzzo, Molise e Basilicata. Di questi, 20 milioni sono stati destinati specificamente al territorio molisano per coprire le spese di prima urgenza e l’assistenza alle famiglie evacuate. La richiesta dello stato di emergenza riflette la gravità dei fenomeni franosi che stanno interessando i centri abitati di Petacciato, Salcito e Civitacampomarano, dove i cittadini sono attualmente assistiti dalla Protezione Civile.

Viabilità in ginocchio: isolato l’Alto Molise e crolli sul Trigno

Il capitolo infrastrutture rappresenta la sfida più complessa per la ripartenza della regione. Il presidente ha sottolineato l’urgenza di intervenire sul ponte del Sente per rompere l’isolamento dell’Alto Molise. Questa struttura è considerata l’unico collegamento rapido tra l’Alto Molise e l’Alto Abruzzo, vitale per garantire l’accesso a servizi primari come scuole e farmacie. Il Governo ha già manifestato la disponibilità a finanziare un intervento strutturale che vada oltre la soluzione temporanea.

Per quanto riguarda il ponte sul Trigno, situato sulla Statale 16 e parzialmente crollato, l’ANAS è pronta ad avviare i lavori con progetti e risorse già disponibili. L’apertura del cantiere resta subordinata al dissequestro dell’area da parte della Procura, dato che sono ancora in corso le ricerche del disperso tra le macerie. Una volta ottenute le autorizzazioni, l’intervento potrà essere realizzato in circa 7-8 mesi attraverso procedure d’urgenza, cercando di ripristinare il prima possibile una via di comunicazione fondamentale per il traffico costiero.

Almeno 400 milioni di danni

I danni causati dal maltempo e dalle frane degli ultimi giorni in Molise, secondo una prima stima, ammontano ad oltre 400 milioni di euro, ha detto Roberti nel corso della sua informativa al Consiglio regionale. Roberti ha anche precisato che stanno per essere attivate le piattaforme tecniche per ricevere le segnalazioni precise dei diversi danni verificatisi in ogni comune, sia alle infrastrutture che al sistema produttivo. Nel corso del suo intervento, Roberti ha illustrato le azioni messe in campo dai diversi livelli istituzionali per gestire la prima fase dell’emergenza. L’attenzione si è concentrata, in particolare, sul ripristino della viabilità alternativa per far fronte alla chiusura del tratto della A14 in corrispondenza della frana di Petacciato, che ha pesantemente condizionato sia il traffico nazionale che quello regionale e locale. Il presidente ha quindi sottolineato come i territori colpiti siano “molteplici e presentino criticità diverse, destinate a persistere nel tempo a causa della natura di alcuni movimenti franosi“. Infine Roberti si è impegnato a interloquire con le istituzioni nazionali competenti “per ridefinire, alla luce dei gravi danni alle infrastrutture stradali, i piani delle reti di assistenza e soccorso sanitario”.