Il territorio molisano si trova ancora una volta a fare i conti con una fase di diffusa instabilità idrogeologica, che nelle ultime ore ha assunto caratteri di particolare gravità. Dopo il crollo del ponte sul fiume Trigno e il movimento franoso che ha interessato l’area di Petacciato, si apre ora una fase complessa di valutazione e quantificazione dei danni, mentre emergono ulteriori criticità distribuite su tutto il territorio regionale. Segnalazioni di nuovi dissesti provengono da diversi comuni, tra cui Salcito, Capracotta, Agnone e Frosolone, ma si tratta solo di una parte di un fenomeno molto più esteso, che coinvolge numerose aree e che, in molti casi, sfugge a un censimento immediato e sistematico. La natura diffusa e spesso localizzata di questi eventi rende infatti difficile una mappatura completa in tempi rapidi, evidenziando ancora una volta la fragilità strutturale del territorio molisano.
Le condizioni meteorologiche degli ultimi giorni, caratterizzate da precipitazioni intense e persistenti, nonché dallo scioglimento della neve nelle aree interne, hanno contribuito ad aggravare situazioni di equilibrio già precario, riattivando movimenti franosi preesistenti e innescando nuovi fenomeni, con ripercussioni significative sulla viabilità, sulle infrastrutture e, in alcuni casi, anche sui centri abitati. In questo quadro, il Consiglio dei Ministri ha riconosciuto lo stato di calamità naturale, stanziando 20 milioni di euro destinati al sostegno delle popolazioni colpite e al ripristino della viabilità principale. Tuttavia, proprio nel giorno di tale decisione, si è resa necessaria l’evacuazione di circa 50 persone nel comune di Salcito, in provincia di Campobasso, in un’area interna distante dalla costa. Questo episodio rappresenta un elemento particolarmente significativo, in quanto evidenzia come gli eventi degli ultimi giorni non abbiano interessato esclusivamente i versanti costieri, ma abbiano colpito in modo rilevante anche le aree interne, comprese quelle caratterizzate da importanti accumuli nevosi.
Appare pertanto fondamentale avviare con urgenza attività di ricognizione puntuale e monitoraggio continuo, al fine di definire un quadro aggiornato e realistico delle criticità in atto. Parallelamente, si rende necessario rafforzare le azioni di prevenzione e pianificazione, attraverso un approccio tecnico-scientifico basato su dati aggiornati, studi di dettaglio e una conoscenza approfondita delle dinamiche geomorfologiche locali.
La richiesta
L’Ordine dei Geologi della Regione Molise richiama l’attenzione sulla necessità di affrontare il tema del dissesto idrogeologico in maniera strutturale e non emergenziale, promuovendo interventi di mitigazione del rischio, manutenzione del territorio e pianificazione sostenibile. “È indispensabile, inoltre, che ogni attività di comunicazione su tali tematiche sia supportata da fonti qualificate e competenze tecniche adeguate, al fine di evitare interpretazioni fuorvianti e garantire una corretta informazione alla popolazione. L’Ordine resta a disposizione delle istituzioni e degli organi di informazione per fornire supporto tecnico e contributi scientifici utili alla comprensione dei fenomeni in atto e alla gestione delle emergenze”. E’ quanto comunicato dall’Ordine dei Geologi della Regione Molise del Presidente Dott. Domenico Angelone.
