Nucleare, TEPCO riaccende i motori: via libera commerciale al reattore giapponese di Kashiwazaki-Kariwa

Dopo 14 anni di fermo e una serie di complessi test di sicurezza, l'unità numero 6 torna a pieno regime garantendo stabilità energetica e nuovi introiti per il colosso nipponico

La Tokyo Electric Power Co. ha ufficialmente ripreso le operazioni commerciali del reattore numero 6 presso la centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa, situata nella prefettura di Niigata. Si tratta di un evento di portata storica per il colosso energetico giapponese, poiché rappresenta il primo ritorno effettivo alla produzione di energia atomica dopo il tragico incidente della centrale di Fukushima Daiichi avvenuto nel 2011. Il reattore era rimasto spento per ben 14 anni, precisamente dal marzo del 2012, attraversando una lunghissima fase di revisione dei protocolli di sicurezza e adeguamenti strutturali richiesti dalle autorità competenti. Il via libera definitivo è giunto nelle scorse ore, a seguito del rilascio del certificato di ispezione pre-servizio da parte della Nuclear Regulation Authority, l’ente regolatore nazionale. Questo passaggio formale chiude una fase di test estremamente rigorosi e complessi, permettendo alla struttura di immettere nuovamente energia nella rete nazionale con una capacità nominale vicina a 1,356 gigawatt, un contributo fondamentale per la stabilità energetica del Paese.

Un percorso tecnico costellato di rinvii e controlli

L’attivazione definitiva del reattore numero 6 non è stata priva di ostacoli. Originariamente, TEPCO aveva pianificato la ripresa delle attività commerciali per il 26 febbraio, ma il calendario ha subito 2 slittamenti significativi a causa di inconvenienti tecnici emersi durante le fasi di collaudo. Il 21 gennaio, poco dopo il riavvio iniziale, l’attivazione di un allarme relativo alle barre di controllo aveva imposto un arresto immediato del sistema per verifiche precauzionali. Successivamente, il 12 marzo, un secondo allarme aveva segnalato una lieve dispersione elettrica, interrompendo nuovamente la generazione e la trasmissione di energia. Le indagini condotte dai tecnici hanno individuato la causa in una piastra metallica danneggiata che collegava il generatore alla messa a terra. Solo dopo la sostituzione del componente e il raggiungimento della piena potenza il 27 marzo, l’azienda ha potuto procedere con le operazioni di regolazione finale per garantire la massima stabilità operativa dell’impianto.

Impatto economico e strategie future per la TEPCO

Il rientro in funzione della centrale nucleare Kashiwazaki-Kariwa rappresenta una boccata d’ossigeno cruciale per i conti della TEPCO. La compagnia stima che l’attività del 6° reattore possa migliorare il proprio bilancio annuale di circa 100 miliardi di yen, corrispondenti a oltre 600 milioni di dollari. Questo risultato economico è determinante per sostenere i costi di gestione e i futuri investimenti tecnologici del gruppo, pesantemente condizionati dall’eredità del 2011. Strategicamente, la priorità iniziale era stata data al reattore numero 7, ma i ritardi nella costruzione delle infrastrutture antiterrorismo obbligatorie hanno spinto il management a invertire la rotta, puntando tutto sull’unità numero 6. Grazie a una recente revisione delle scadenze per l’installazione delle misure di sicurezza, l’autorità di regolazione ha concesso a TEPCO la possibilità di operare l’impianto fino all’aprile del 2031, garantendo un orizzonte temporale definito per la produzione energetica in questa prefettura.