Rotta verso casa: Artemis II inizia il viaggio di ritorno dopo il record storico, splashdown nel Pacifico

Dopo aver superato i confini dell'Apollo 13 e aver osservato la faccia nascosta della Luna, la capsula Orion punta ora verso l'Oceano Pacifico per l'ammaraggio di venerdì

La missione spaziale Artemis II ha ufficialmente intrapreso il viaggio di ritorno verso la Terra, lasciandosi alle spalle un sorvolo lunare che ha riscritto i manuali dell’esplorazione umana. Dopo aver superato il punto di massima distanza mai raggiunto da un essere umano, fissando il nuovo record a oltre 406.700 km dal nostro pianeta, i 4 astronauti hanno completato con successo le 7 ore di osservazione scientifica previste. La capsula Orion, spinta dalla gravità lunare attraverso una precisa manovra di fionda gravitazionale, sta ora percorrendo la rotta che la porterà all’ammaraggio nell’Oceano Pacifico. Nelle ultime ore, l’equipaggio ha documentato la faccia nascosta della Luna e assistito a un’eclissi solare totale dalla propria posizione privilegiata nello Spazio profondo, raccogliendo dati che saranno fondamentali per le prossime fasi del programma. Il successo di questa fase della missione non è soltanto un traguardo tecnico, ma rappresenta un ponte verso la futura base lunare permanente che la NASA intende stabilire entro il prossimo decennio.

I primati di Integrity e l’osservazione del cosmo

Nelle fasi culminanti del sorvolo, l’equipaggio composto da Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen ha vissuto momenti di altissima intensità scientifica ed emotiva. Superando il limite storico dell’Apollo 13, la capsula Integrity ha raggiunto l’apogeo della sua orbita proprio mentre si trovava dietro la faccia nascosta del satellite, sperimentando un blackout radio pianificato di circa 40 minuti. Al ripristino dei contatti, gli astronauti hanno riferito di aver assistito a uno spettacolare “Earthrise“, il sorgere della Terra sopra l’orizzonte lunare.

Durante il periodo di oscurità indotto dall’eclissi solare osservata dallo Spazio, la missione ha registrato dati unici sulla corona solare. La durata dell’evento, circa un’ora, ha permesso osservazioni prolungate che i ricercatori a terra non potrebbero mai ottenere. Inoltre, gli astronauti hanno segnalato almeno almeno 5 lampi luminosi sulla superficie lunare non illuminata, testimonianza diretta di meteoroidi che colpiscono il suolo a velocità ipersoniche. Questi dati, insieme alle centinaia di fotografie scattate ai crateri Integrity e Carroll, saranno ora analizzati dai team scientifici per mappare con precisione le zone di sbarco delle prossime missioni Artemis.

Il gran finale: verso l’ammaraggio e il recupero

Il viaggio di rientro prevede una serie di tappe fondamentali che scandiranno i prossimi giorni dell’equipaggio. Nella giornata di oggi, 7 aprile, la capsula Orion uscirà definitivamente dalla sfera di influenza gravitazionale della Luna per rientrare in quella terrestre, riducendo progressivamente la sua distanza dal satellite. Tra mercoledì e giovedì, l’equipaggio affronterà la fase di crociera trans-terrestre, un periodo cruciale dedicato agli ultimi test sui sistemi di supporto vitale e alla preparazione psicofisica per l’impatto con l’atmosfera terrestre.

Il momento culminante della missione avverrà venerdì 10 aprile alle ore 20:07 EDT (le 02:07 italiane di sabato), quando Integrity effettuerà l’ammaraggio nell’Oceano Pacifico, al largo della costa di San Diego. Ad attendere i 4 pionieri ci sarà la nave USS John P. Murtha della Marina statunitense, equipaggiata con squadre di recupero specializzate e elicotteri. Una volta a bordo, gli astronauti saranno sottoposti a rigorose valutazioni mediche post-volo prima di essere trasferiti al Johnson Space Center di Houston. Questo successo spiana la strada alla missione Artemis IV, che entro la fine del 2028 punterà a riportare fisicamente l’uomo sulla superficie lunare per stabilirvi una presenza permanente.