Stop al lancio di Spectrum: un’anomalia tecnica ferma la missione in Norvegia

Rilevata una sospetta perdita nei sistemi a pressione del micro-lanciatore di Isar Aerospace durante le fasi finali del conteggio a rovescio dalla base artica di Andøya

La missione “Onward and Upward” della startup tedesca Isar Aerospace ha subito una nuova battuta d’arresto proprio quando tutto sembrava pronto per il decollo dal ghiacciato circolo polare artico. Nella serata di ieri, poco prima del previsto lancio delle ore 22, i tecnici hanno ordinato lo stop forzato delle operazioni presso la base spaziale di Andøya, in Norvegia. La decisione è giunta in seguito al rilevamento di una sospetta perdita in un contenitore a pressione avvolto in materiale composito, componente fondamentale per il corretto funzionamento del vettore Spectrum. Si tratta di un rinvio tecnico che congela momentaneamente le ambizioni del team tedesco, impegnato ora in una fase di valutazione per garantire la massima sicurezza del sistema. I team di terra stanno analizzando ogni parametro per stabilire le prossime tappe e fissare una nuova finestra di lancio per questo ambizioso micro-lanciatore, confermando l’approccio prudente necessario in un settore dove la perfezione millimetrica è l’unico standard accettabile.

Il problema tecnico al sistema COPV

L’interruzione del conteggio a rovescio è stata causata da un’anomalia rilevata in un componente specifico del razzo: il COPV (composite overwrapped pressure vessel). Questi serbatoi sono progettati per contenere gas ad alta pressione e rappresentano una delle parti più sollecitate durante le fasi che precedono l’accensione dei motori. Durante i controlli finali, i sensori hanno indicato una possibile perdita, spingendo Isar Aerospace a fermare cautelativamente il cronometro. La valutazione del guasto è fondamentale, poiché l’integrità di questi serbatoi è vitale per la stabilità strutturale e operativa dei 2 stadi del vettore. Gli ingegneri stanno attualmente esaminando i dati telemetrici per comprendere l’entità del problema e decidere se sarà necessario un intervento diretto sul pad di lancio.

Una sequenza di ostacoli per Spectrum

Il rinvio di ieri sera si aggiunge a una serie di imprevisti che hanno rallentato il debutto di questo gioiello dell’ingegneria europea. Lo scorso 25 marzo, un precedente tentativo era stato annullato in extremis a causa di un’imbarcazione privata che aveva violato il perimetro di sicurezza marittima, rendendo impossibile proseguire le operazioni. Spectrum è un razzo alto 28 metri, con un diametro di 2 metri, spinto da 10 motori progettati interamente a Monaco di Baviera. La sua architettura è ottimizzata per il trasporto di piccoli satelliti fino a 1.000 kg, un segmento di mercato in fortissima espansione che richiede flessibilità e costi ridotti. La capacità di operare dalla base di Andøya, situata in una posizione strategica per le orbite polari, conferma la volontà della startup di diventare un punto di riferimento per i servizi di lancio rapidi.

L’autonomia spaziale del vecchio continente

Oltre alla sfida tecnologica, il progetto di Isar Aerospace riveste un’importanza fondamentale per la sovranità tecnologica dell’Unione Europea. Supportata dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) tramite il programma Boost!, l’azienda mira a fornire al continente una capacità di lancio indipendente, svincolata dai giganti privati d’oltreoceano. La partecipazione alla European Launcher Challenge impone il raggiungimento dell’orbita entro il 2027, e ogni test rappresenta un tassello cruciale in questo percorso verso l’autonomia. Nonostante l’attuale stop dovuto al sospetto guasto tecnico, Spectrum rimane il simbolo di un’Europa che vuole tornare protagonista dello Spazio con soluzioni agili e competitive. La risoluzione dell’attuale problema ai sistemi a pressione sarà il prossimo passo necessario per vedere finalmente il cielo della Norvegia illuminarsi per la spinta dei motori bavaresi.