L’attesa è finalmente giunta al termine per uno degli eventi più significativi della storia moderna dell’esplorazione spaziale. La missione Artemis II della NASA riporta l’umanità nell’orbita lunare dopo oltre 50 anni di assenza, segnando l’inizio di una nuova era tecnologica e ponendo le basi per una presenza duratura sul nostro satellite e, in futuro, su Marte. A bordo della navicella Orion, spinta dal gigantesco razzo Space Launch System, un equipaggio d’eccezione si prepara a compiere un’impresa che spingerà i confini della conoscenza umana. Questo storico viaggio incarna il culmine di anni di sforzi ingegneristici e promette di ispirare un’intera nuova generazione. Attraverso questa pagina, forniremo tutti gli aggiornamenti in diretta, minuto per minuto, tra conto alla rovescia, decollo (previsto alle 00:35 ora italiana) e cruciali fasi di questa straordinaria avventura cosmica verso lo Spazio profondo.
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I pannelli solari si sono dispiegati, grande attesa per la conferenza stampa della NASA
I pannelli solari della navicella spaziale Orion si sono completamente dispiegati, completando una fase di configurazione fondamentale per la missione Artemis II. I controllori di volo di Houston hanno confermato che tutti e 4 i pannelli si sono aperti come previsto, bloccandosi in posizione e iniziando ad assorbire energia. Ciascun pannello solare si estende verso l’esterno dal Modulo di Servizio Europeo, conferendo a Orion, denominata Integrity, un’apertura alare di circa 19 metri quando completamente dispiegata. Ogni pannello è dotato di 15mila celle solari per convertire la luce solare in elettricità. I pannelli possono ruotare su 2 assi, consentendo loro di seguire il Sole e massimizzare la produzione di energia man mano che la navicella cambia assetto durante la sua permanenza in orbita terrestre e nel viaggio di ritorno verso la Luna.
Le prossime tappe fondamentali sono la manovra di innalzamento del perigeo e la manovra di innalzamento dell’apogeo, che aumenteranno i punti più bassi e più alti dell’orbita della navicella Orion e la prepareranno per le operazioni nello Spazio profondo. Dopo le manovre di accensione dei motori, la NASA terrà una conferenza stampa post-lancio alle 21 (le 3 in Italia) dal Kennedy Space Center in Florida. Al termine della conferenza stampa, l’equipaggio di Artemis II inizierà i preparativi per la dimostrazione delle operazioni di prossimità di Orion. Questa dimostrazione metterà alla prova la capacità di manovrare manualmente Orion rispetto a un altro veicolo spaziale, in questo caso lo stadio di propulsione criogenica intermedio dopo la separazione.
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Termina la prima fase di propulsione principale
Lo spegnimento del motore principale dello stadio centrale dell’SLS (Space Launch System ) è completato e lo stadio centrale si è separato con successo dallo stadio di propulsione criogenica intermedio e dalla navicella spaziale Orion. Ciò segna la fine della prima fase di propulsione principale della missione Artemis II e il passaggio alle operazioni dello stadio superiore. La prossima tappa fondamentale è il dispiegamento dei pannelli solari (SAW, Solar Array Wings ) della navicella, previsto a partire da circa 18 minuti dopo il lancio. Una volta estesi, i 4 pannelli solari forniranno energia elettrica continua alla navicella per tutta la durata del suo viaggio, supportando i sistemi di supporto vitale, l’avionica, le comunicazioni e le operazioni di bordo. Il dispiegamento è un passaggio cruciale per configurare Orion per il resto del suo periodo in orbita terrestre e per il viaggio di ritorno verso la Luna.
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Liftoff! Artemis II verso la Luna
Il razzo Artemis II SLS (Space Launch System) della NASA, con in vetta la navicella spaziale Orion a bordo, con a bordo gli astronauti della NASA Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch, insieme all’astronauta della CSA (Agenzia Spaziale Canadese) Jeremy Hansen, è decollato dal complesso di lancio 39B del Kennedy Space Center in Florida alle 00:35 per iniziare il suo viaggio verso lo Spazio profondo. I due razzi ausiliari a propellente solido si sono accesi per primi, fornendo oltre il 75% della spinta necessaria per sollevare il razzo da 5,75 milioni di libbre dalla piattaforma di lancio. La loro potenza combinata, insieme ai 4 motori RS-25 già a piena spinta, ha generato un’incredibile forza di 8,8 milioni di libbre al momento del decollo. Man mano che il razzo saliva, i cavi che fornivano alimentazione, carburante e connessioni dati durante la fase di pre-lancio si sono scollegati e ritratti in appositi alloggiamenti protettivi. Ciò ha garantito che il veicolo fosse indipendente dai sistemi di terra e completamente autonomo per il volo.
La missione Artemis II, della durata di circa 10 giorni, è il primo volo con equipaggio nell’ambito del programma Artemis della NASA. Contribuirà a testare i sistemi e l’hardware necessari per continuare a inviare astronauti in missioni sempre più impegnative, al fine di esplorare ulteriormente la Luna per scoperte scientifiche, benefici economici e per proseguire nello sviluppo delle prime missioni con equipaggio su Marte.
I due razzi ausiliari a propellente solido dell’SLS ( Space Launch System) si sono separati. I razzi ausiliari, ciascuno alto 54 metri e in grado di generare una spinta di oltre 1,6 milioni di chilogrammi al decollo, forniscono la maggior parte dell’energia del razzo durante i primi due minuti di volo. La separazione riduce la massa e permette allo stadio centrale di continuare a spingere la navicella spaziale Orion, denominata Integrity, verso l’orbita. Ora che i razzi ausiliari sono stati rimossi, lo stadio centrale dell’SLS rimane la principale fonte di spinta.
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Decollo alle 00:35 ora italiana
Il conto alla rovescia di Artemis II è entrato nella fase terminale e il sistema di controllo del lancio a terra ha preso il controllo, orchestrando una serie precisa di comandi automatizzati per preparare il razzo SLS (Space Launch System) e la navicella spaziale Orion al decollo, previsto per le 00:35 ora italiana. Il sequenziatore di lancio a terra garantisce che tutti i sistemi, dalla propulsione all’avionica, passino alla modalità di volo. Le azioni principali eseguite includono la pressurizzazione dei serbatoi di propellente per ottimizzare le prestazioni del motore, l’attivazione del software di volo e il passaggio del controllo dai sistemi di terra a quelli di bordo, nonché l’esecuzione di controlli finali su migliaia di sensori per confermare la prontezza operativa. Questa sequenza automatizzata riduce al minimo l’intervento umano, diminuendo i rischi e garantendo la sincronizzazione tra sottosistemi complessi. Per Artemis II, questo momento segna il culmine di anni di pianificazione e test, mentre la missione passa dalle operazioni a terra alla soglia del lancio.
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Go for launch, riprende il countdown
Il team di gestione della missione ha dato il via libera definitivo al tentativo di lancio di Artemis II: si tratta del primo volo spaziale umano verso la Luna in oltre mezzo secolo. L’equipaggio di 4 persone sarà il primo a essere lanciato nello Spazio a bordo del potente razzo Space Launch System (SLS) della NASA, nella missione che prevede il viaggio intorno alla Luna e il suo ritorno sulla Terra a bordo della navicella Orion. Il conto alla rovescia riprenderà a breve, a 10 minuti dall’inizio.
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Il conto alla rovescia entra nel vivo
L’equipaggio addetto alle operazioni di chiusura della missione Artemis II della NASA ha completato le sue ultime attività ed ha lasciato dal Complesso di lancio 39B del Kennedy Space Center della NASA in Florida. Dopo ore di meticoloso lavoro di assistenza agli astronauti nelle tute spaziali, nella chiusura dei portelli e nei controlli critici della navicella, il team è uscito dalla White Room lasciando la navicella Orion sigillata e pronta per il volo. Questa partenza segna una transizione fondamentale nelle operazioni di lancio: il veicolo spaziale è ora completamente configurato e la responsabilità del conto alla rovescia finale passa al team di controllo del lancio. La precisione e la competenza del team addetto alla fase di chiusura garantiscono che ogni connessione, guarnizione e sistema venga verificato prima che si allontanino, rendendo questo momento una tappa cruciale nel percorso verso il decollo.
Gli ingegneri hanno esaminato un sensore sulla batteria del controller del motore di controllo dell’assetto del sistema di interruzione del lancio, che ha mostrato una temperatura superiore al previsto. Si ritiene che si tratti di un problema di strumentazione e che non influirà sul lancio odierno. Le condizioni meteorologiche continuano a essere favorevoli e la probabilità di lancio è stata aggiornata al 90%.
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Problema con una batteria, le condizioni meteo migliorano
La NASA sta lavorando a un problema di temperatura della batteria del sistema di interruzione del lancio del razzo Artemis II, a meno di un’ora dal lancio storico di astronauti verso la Luna. Il commentatore della NASA Derrol Nail ha affermato che il problema è emerso proprio mentre le previsioni meteorologiche miglioravano, raggiungendo una promettente probabilità del 90% di via libera al lancio. “La temperatura di una delle due batterie del LAS è fuori range. Sebbene al momento non rappresenti un problema per il lancio, lo diventerebbe se la temperatura venisse rilevata entro 6 minuti” dal liftoff, ha dichiarato Nail. “Attualmente, il team sta lavorando per risolvere questo problema“.
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Problema risolto: "go for launch", chiuso il portellone
Derrol Nail, responsabile delle comunicazioni della NASA, ha fornito un aggiornamento: l’Eastern Range del Kennedy Space Center ha dato il via libera. Risolta quindi la problematica emersa in riferimento al sistema di terminazione del volo. Al contempo è stato fornito un aggiornamento meteo, che rimane favorevole per l’80%. Nel frattempo, i tecnici hanno completato la chiusura del portello del sistema di aborto del lancio, un passaggio essenziale per garantire che la navicella Orion sia completamente sigillata e pronta per il volo. Il portello fornisce un’ulteriore barriera protettiva per il modulo dell’equipaggio, progettato per salvaguardare gli astronauti durante la traiettoria di volo di Artemis II e, se necessario, consentire una rapida evacuazione in caso di emergenza.
Durante questa fase, il team di chiusura verifica l’allineamento del portello, aziona i meccanismi di bloccaggio e conferma l’integrità della pressione. Questi controlli garantiscono che il portello del sistema di aborto del lancio possa svolgere la sua funzione in modo impeccabile, mantenendo l’integrità strutturale anche in condizioni di lancio estreme. Con il portello in posizione, Orion assume la sua configurazione finale per il decollo, segnando una delle ultime tappe fondamentali prima del rifornimento e del lancio.
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Possibile criticità, il countdown prosegue
Mentre prosegue il conto alla rovescia e gli astronauti Artemis rimangono ai loro posto all’interno della capsula Orion, la NASA ha annunciato che l’Eastern Range, il poligono di tiro atlantico gestito dalla US Space Force, sta attualmente lavorando su una problematica con il sistema di terminazione del volo: si tratta di un sistema di sicurezza progettato per distruggere un razzo se devia dalla traiettoria durante il lancio. Tutti i razzi ne sono dotati. L’Eastern Range starebbe indagando su un problema che potrebbe influire sull’invio di un segnale FTS all’SLS in uno scenario di emergenza e ha richiesto assistenza al team di lancio di Artemis II, secondo quanto riportato dalla NASA. Il problema sembra essere in via di risoluzione e non dovrebbe influire sul countdown.
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Proseguono i controlli, il meteo collabora
Nell’ambito delle attività di chiusura in corso, i team stanno verificando che tutti i sistemi intorno al portello siano correttamente sigillati e pronti per la missione. Con l’area del portello messa in sicurezza, i team proseguiranno con i controlli finali e il conto alla rovescia presso la piattaforma di lancio 39B del Kennedy Space Center della NASA in Florida, avvicinandoci sempre di più all’invio di astronauti in uno storico viaggio intorno alla Luna.
Il team di lancio non sta attualmente lavorando su alcun problema tecnico né con il razzo vettore Space Launch System (SLS) né con la navicella spaziale Orion, e il conto alla rovescia procede senza intoppi verso l’orario di lancio previsto per le 18:24 EDT (00:24 ora italiana). Alcuni rovesci hanno interessato il Kennedy Space Center e nuvole grigie cariche di pioggia fluttuano sopra la zona di Cape Canaveral. I meteorologi hanno rilasciato un pallone sonda per monitorare i venti in quota e verificare che rientrino nei limiti accettabili. Le previsioni indicano ancora condizioni favorevoli al momento del lancio.
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In corso una delle fasi più critiche prima del lancio
Il team di chiusura sta completando una delle fasi più critiche prima del lancio: la preparazione e la chiusura del portello del modulo equipaggio della navicella spaziale Orion. All’interno della White Room del complesso di lancio 39B, il team sta lavorando meticolosamente per ispezionare le guarnizioni, fissare i dispositivi di fissaggio e verificare che il portello sia a tenuta stagna. Questo processo garantisce che la capsula Orion sia completamente pressurizzata e pronta per il volo. Una volta chiuso e bloccato il portello, gli astronauti sono ufficialmente sigillati all’interno della loro navicella, segnando una tappa fondamentale nel percorso verso il decollo.
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L'equipaggio a bordo della capsula Orion
I membri dell’equipaggio della missione Artemis II della NASA stanno salendo a bordo della navicella spaziale Orion per iniziare i controlli di comunicazione e confermare i collegamenti vocali con il centro di controllo missione e i sistemi di bordo. Prima di entrare nella navicella spaziale che sarà la loro casa durante il viaggio di circa 10 giorni intorno alla Luna e ritorno, tutti e quattro i membri dell’equipaggio hanno firmato l’interno della Stanza Bianca, un’area situata all’estremità del braccio di accesso all’equipaggio. Il termine “Stanza Bianca” risale al programma Gemini della NASA e, per onorare questa tradizione del volo spaziale umano, la stanza è rimasta bianca fino ad oggi.
Il team addetto alle operazioni di chiusura della missione Artemis II sta ora lavorando per aiutare gli astronauti a entrare nella navicella Orion e a completare i preparativi finali per il loro viaggio verso la Luna e ritorno. Come parte di questa procedura, il team hs aiutato gli astronauti a indossare i caschi e i guanti del sistema di sopravvivenza dell’equipaggio di Orion, nonché a salire a bordo di Orion e ad allacciarsi le cinture.
Tra poco, la squadra addetta alle operazioni di chiusura chiuderà i portelli del modulo equipaggio e del sistema esterno di aborto del lancio. Anche un solo capello all’interno dei portelli potrebbe potenzialmente causare problemi di chiusura, quindi la procedura viene eseguita con la massima cura e può richiedere fino a 4 ore. Ogni fase del processo di chiusura garantisce la tenuta stagna e la prontezza delle comunicazioni per la missione successiva.
Dopo i controlli di comunicazione, il team ha effettuato le verifiche di tenuta delle tute, una procedura di sicurezza fondamentale per garantire che ogni tuta pressurizzata mantenga la sua integrità in caso di depressurizzazione della cabina. Queste operazioni sono essenziali per la prontezza dell’equipaggio e la sicurezza della missione, e rappresentano una delle fasi finali prima della chiusura del portello e dei preparativi per il lancio.
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Astronauti arrivati al pad 39B
L’equipaggio della missione Artemis II della NASA, composto dagli astronauti Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch, insieme all’astronauta dell’Agenzia Spaziale Canadese (CSA) Jeremy Hansen, è arrivato al Complesso di lancio 39B del Kennedy Space Center in Florida, dove il razzo SLS (Space Launch System) con la navicella Orion in cima è pronto per il lancio. L’apertura della finestra di lancio odierna è prevista alle 18:24 EDT, 00:24 ora italiana. L’equipaggio ha preso l’ascensore per raggiungere la struttura di servizio fissa della piattaforma di lancio e ha percorso a piedi il corridoio climatizzato che conduce alla White Room, l’ultima tappa prima di salire a bordo della navicella Orion. In questo ambiente pulito e controllato, situato alla fine del corridoio, il team addetto sta assistendo gli astronauti nelle operazioni e verificherà che tutti i sistemi di sicurezza siano pronti per il lancio.
Dalla fine degli anni ’60, le piattaforme di lancio A e B del Complesso di lancio 39 del Kennedy Space Center hanno supportato i principali programmi spaziali americani, con la piattaforma A utilizzata più frequentemente per i lanci del Programma Space Shuttle. Dopo il ritiro dello Shuttle nel 2011, la piattaforma A ha contribuito a inaugurare una nuova era per i voli spaziali con equipaggio umano, fungendo da piattaforma di lancio per il Programma Commercial Crew della NASA, che ha riportato gli Stati Uniti alla capacità di effettuare voli spaziali con equipaggio. La piattaforma B ha visto il lancio della missione Artemis I della NASA nel novembre 2022 e continuerà a essere la principale piattaforma di lancio per gli sforzi americani volti a riportare l’uomo sulla Luna.
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Astronauti verso il pad
Gli astronauti della missione Artemis II sono usciti dagli alloggi dell’equipaggio presso l’edificio Neil A. Armstrong Operations and Checkout del Kennedy Space Center (KSC) in Florida, un’altra tappa fondamentale in vista del lancio. L’uscita è avvenuta alle 19:49 ora italiana). “È un grande giorno per noi, un grande giorno per questa squadra“, ha detto il comandante di Artemis II, Reid Wiseman, tra gli applausi. I 4 astronauti si dirigeranno ora verso il complesso di lancio 39B, un tragitto che durerà circa 15-20 minuti.
L’equipaggio ha seguito il percorso che ogni astronauta della NASA ha compiuto sin dalla missione Apollo 7 nel 1968, dirigendosi verso l’ascensore e scendendo attraverso le doppie porte sotto gli alloggi dell’equipaggio dell’edificio Neil A. Armstrong presso il Kennedy Space Center della NASA in Florida. Prima di lasciare la sala di vestizione, l’equipaggio ha completato un’ultima attività in sospeso: una partita a carte. Secondo una tradizione consolidata dei voli spaziali, gli equipaggi della NASA giocano a carte prima di lasciare gli alloggi dell’equipaggio, poco prima del lancio, finché il comandante, in questo caso l’astronauta della NASA Reid Wiseman, non perde. Si spera che, perdendo, il comandante si liberi di tutta la sua sfortuna, aprendo così la strada alla buona sorte per la missione.
Dopo aver ricevuto i saluti e gli auguri di familiari e amici, l’equipaggio ha intrapreso il viaggio verso la piattaforma, dove li attende la navicella spaziale Orion e il gigante d’acciaio SLS.
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Le squadre specializzate hanno raggiunto la piattaforma
Le squadre di soccorso e di chiusura della piattaforma di lancio della NASA sono arrivate al Complesso di lancio 39B del Kennedy Space Center in Florida per garantire la sicurezza e la prontezza operativa durante le operazioni critiche di rifornimento. Queste squadre specializzate svolgono un ruolo fondamentale nella protezione del personale e delle attrezzature durante il conto alla rovescia. La squadra di soccorso sulla piattaforma di lancio sarà pronta a intervenire immediatamente nell’improbabile eventualità di un’emergenza, garantendo procedure di evacuazione sicure per il personale. La squadra di soccorso è dotata di attrezzature all’avanguardia e addestrata per l’estrazione rapida dell’equipaggio, lo spegnimento degli incendi e la mitigazione dei rischi. La loro presenza garantisce che la sicurezza degli astronauti rimanga la massima priorità, fornendo un importantissimo livello di protezione durante le operazioni di rifornimento e i controlli dei sistemi.
Il team addetto alla chiusura delle operazioni è responsabile della chiusura dei portelli del modulo equipaggio Orion e del sistema di aborto del lancio, della messa in sicurezza dei punti di accesso, della verifica della configurazione della piattaforma di lancio e del mantenimento dell’integrità dell’area di lancio durante il caricamento del propellente e i controlli di sistema. Il loro lavoro è fondamentale per garantire un ambiente sicuro per gli astronauti prima che la piattaforma di lancio venga autorizzata alle operazioni di decollo.
Questi team sono essenziali per mitigare i rischi e supportare la complessa coreografia delle attività pre-lancio di Artemis II. Con entrambi i team al lavoro, Artemis II rimane in linea con la sua storica missione di portare gli astronauti in orbita attorno alla Luna.
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In arrivo "pausa" di 70 minuti
Grazie al mantenimento dei livelli di ossigeno liquido nel sistema di propulsione criogenica provvisorio da parte dei team della NASA, tutti gli stadi criogenici del razzo SLS (Space Launch System) sono passati alla modalità di “replenish” durante il conto alla rovescia per il lancio di Artemis II. Ciò include lo stadio centrale e lo stadio superiore dell’SLS, garantendo che sia i serbatoi di idrogeno liquido che quelli di ossigeno liquido rimangano a livelli pronti per il volo. La modalità di “replenish” è essenziale per mantenere stabili le quantità e la pressione del propellente, poiché i combustibili super-freddi evaporano naturalmente nel tempo. Le regolazioni continue mantengono il razzo completamente rifornito di carburante e pronto per l’accensione, supportando i motori RS-25 dello stadio centrale e il motore RL10 dello stadio superiore SLS nei loro ruoli essenziali per il lancio e l’iniezione translunare.
Queste tappe fondamentali coincidono con l’inizio di una pausa programmata di 1 ora e 10 minuti per il conto alla rovescia di Artemis II. Questa pausa consente ai team di completare i controlli cruciali dei sistemi, verificare la prontezza al lancio e apportare eventuali modifiche dell’ultimo minuto prima di procedere all’imbarco dell’equipaggio e alle operazioni finali di rifornimento. Durante questa fase di attesa, gli ingegneri esaminano i dati relativi al carico criogenico, ai sistemi di propulsione e alle comunicazioni per garantire che tutti i parametri soddisfino rigorosi criteri di sicurezza e prestazioni. La fase di attesa offre inoltre la flessibilità necessaria per risolvere problemi minori senza compromettere la tempistica complessiva del lancio.
Una volta terminata la pausa, il conto alla rovescia riprenderà con i preparativi per l’arrivo degli astronauti alla piattaforma di lancio 39B del Kennedy Space Center della NASA in Florida.
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Gli astronauti indossano le tute
Gli astronauti della NASA Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch, insieme all’astronauta della CSA (Agenzia Spaziale Canadese) Jeremy Hansen, si stanno preparando all’interno degli alloggi dell’equipaggio astronautico presso l’edificio Neil A. Armstrong Operations and Checkout Building del Kennedy Space Center della NASA in Florida. Un team di tecnici specializzati aiuta l’equipaggio a indossare le tute del sistema di sopravvivenza Orion Crew Survival System , ciascuna realizzata su misura per garantire mobilità e comfort, assicurando al contempo la massima sicurezza durante le fasi dinamiche del volo. Le tute spaziali arancioni brillanti sono progettate per proteggerli durante il viaggio e presentano numerosi miglioramenti, dalla testa ai piedi, rispetto alle tute indossate sullo Space Shuttle. La NASA ha riprogettato molti elementi per migliorare la sicurezza e la libertà di movimento degli astronauti di Artemis e, invece delle taglie piccola, media e grande dell’era dello Shuttle, le tute sono realizzate su misura per ogni membro dell’equipaggio.
Lo strato esterno è ignifugo e una cerniera più robusta permette agli astronauti di indossare rapidamente la tuta. Una migliore gestione termica contribuirà a mantenerli freschi e asciutti. Un casco più leggero e resistente migliora il comfort e la comunicazione, mentre i guanti sono più durevoli e compatibili con i touchscreen. Stivali più aderenti offrono inoltre protezione in caso di incendio e consentono agli astronauti di muoversi più agilmente. I miglioramenti apportati al design e all’ingegneria delle tute offrono un ulteriore livello di protezione agli astronauti e garantiscono il loro rientro a casa sani e salvi dalle missioni nello Spazio profondo. Durante la fase di vestizione, le squadre controlleranno la presenza di perdite e si assicureranno che tutti i sistemi di supporto vitale collegati, compresi quelli per l’aria e l’alimentazione elettrica, funzionino correttamente prima del trasferimento dell’equipaggio al complesso di lancio 39B del Kennedy Space Center della NASA.
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Rifornimento completato e briefing meteo
Gli astronauti della missione Artemis II della NASA hanno ricevuto un ultimo briefing meteorologico all’interno degli alloggi dell’equipaggio, presso l’edificio Neil A. Armstrong Operations and Checkout del Kennedy Space Center in Florida, nell’ambito dei preparativi pre-lancio. Questo aggiornamento meteorologico fornisce agli astronauti e ai team di missione le informazioni più recenti presso la piattaforma di lancio 39B del Kennedy Space Center della NASA, le zone di recupero circostanti e i potenziali siti di interruzione della missione lungo la traiettoria di volo di Artemis II. Previsioni meteorologiche accurate sono essenziali per proteggere l’equipaggio e le apparecchiature, poiché anche lievi variazioni possono influenzare le decisioni relative al conto alla rovescia e le dinamiche di volo.
Gli astronauti della NASA Reid Wiseman (comandante), Victor Glover (pilota) e Christina Koch (specialista di missione), insieme all’astronauta della CSA (Agenzia Spaziale Canadese) Jeremy Hansen (specialista di missione), sono stati informati sulla velocità del vento, le precipitazioni, il rischio di fulmini e le condizioni del mare in vista di eventuale ammaraggio, al fine di garantire il rispetto di tutti i criteri di sicurezza prima di procedere con le operazioni di lancio.
I meteorologi della NASA e del razzo Delta 45 della US Space Force prevedono una probabilità dell’80% di condizioni favorevoli durante la finestra di lancio, con le principali preoccupazioni relative alla formazione di nubi cumuliformi, le precipitazioni durante il volo e ai venti al suolo.
Terminato il briefing meteorologico, l’equipaggio e le squadre di terra rimangono allineati e pronti a procedere verso il decollo, mantenendo Artemis II sulla rotta prevista per la sua storica missione di portare gli astronauti in orbita attorno alla Luna.
I team della NASA hanno anche avviato il processo di rabbocco dell’ossigeno liquido (LOX) per lo stadio di propulsione criogenica intermedio, o stadio superiore del razzo SLS (Space Launch System), durante il conto alla rovescia per il lancio di Artemis II. Questa fase segue la fase di riempimento rapido e garantisce che il serbatoio di ossigeno liquido raggiunga la sua piena capacità con l’ossidante super-freddo.
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Un'altra importante tappa nelle operazioni di rifornimento
Il riempimento rapido con ossigeno liquido (LOX) dello stadio superiore dell’SLS (Space Launch System) è stato completato, segnando un’altra importante tappa nelle operazioni di rifornimento. I team hanno confermato che lo stadio superiore è in buone condizioni e stanno procedendo con il test di sfiato e di sicurezza dell’ossigeno liquido. Questa fase aiuta a verificare la corretta regolazione della pressione e garantisce che il sistema sia pronto per passare alle operazioni di rabbocco e, successivamente, di rifornimento completo.
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"Replenish" e "topping"
I team della NASA stanno ora mantenendo i livelli di ossigeno liquido nello stadio centrale del razzo SLS (Space Launch System) attraverso la modalità di “replenish“. Questa fase segue il completamento del riempimento rapido e del rabbocco (“topping”) dell’ossigeno liquido, garantendo che l’ossidante rimanga a livelli pronti per il volo durante il conto alla rovescia finale.
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SLS verso la piena operatività
I team della NASA stanno effettuando il riempimento rapido (“fast fill”) di ossigeno liquido (LOX) nello stadio di propulsione criogenica intermedio, nell’ambito del conto alla rovescia per il lancio di Artemis II. Questa fase prevede il rapido caricamento dell’ossidante dopo il completamento del raffreddamento, avvicinando lo stadio superiore del razzo SLS (Space Launch System) alla piena operatività per il suo ruolo di invio della navicella spaziale Orion in orbita terrestre alta, prima di un test di dimostrazione delle operazioni di prossimità e della manovra di iniezione translunare di Orion.
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Nuova pietra miliare, il rifornimento nelle ultime fasi
I team della NASA hanno avviato la fase di “topping” del serbatoio di idrogeno liquido (LH2) dello stadio di propulsione criogenica provvisorio. Questa fase critica si svolge dopo il successo dei controlli di raffreddamento e di sfiato, garantendo che il serbatoio raggiunga la sua piena capacità con idrogeno liquido super-freddo.
Durante il conto alla rovescia per la missione Artemis II, i team della NASA hanno attivato la modalità di “replenish” del serbatoio di idrogeno liquido dello stadio di propulsione criogenica intermedio. Questa fase segue il completamento del rabbocco (“topping”) e garantisce che il serbatoio mantenga i livelli di idrogeno necessari per il volo fino al momento del lancio.
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Artemis II nella sua fase finale verso il lancio
Il team di lancio di Artemis II ha iniziato la reintegrazione di idrogeno liquido (LH2) per lo stadio centrale del razzo SLS (Space Launch System). La reintegrazione (“replenish”) è la fase finale del processo di rifornimento, progettata per mantenere i corretti livelli di LH2 man mano che il propellente super-freddo evapora naturalmente nel tempo. Questo flusso continuo e a bassa velocità mantiene i serbatoi pieni e termicamente stabili, garantendo che il razzo rimanga completamente rifornito e pronto per il decollo. Dal raffreddamento alla reintegrazione, ogni fase del rifornimento viene gestita con cura per proteggere l’hardware e garantire il successo della missione. Artemis II è nella sua fase finale verso il lancio e il prossimo grande passo dell’umanità.
Se vedete del vapore uscire dagli stadi superiore e inferiore del razzo, va evidenziato che si tratta di una condizione prevista. Durante le operazioni di carico, parte del propellente liquido comincia a riscaldarsi, comincia ad evaporare e a fuoriuscire all’esterno del razzo Per questo motivo, una volta riempiti i serbatoi di carburante del razzo, questi vengono riforniti regolarmente fino al lancio.
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Avviato il "topping" di idrogeno liquido
Il team di lancio di Artemis II ha avviato il “topping“, il “rabbocco” di idrogeno liquido (LH2) per lo stadio centrale del razzo SLS (Space Launch System). Si tratta di un processo di aggiunta di piccole quantità di LH2 ai serbatoi dopo il riempimento rapido, garantendo che rimangano a piena capacità mentre il propellente super-freddo evapora naturalmente. Questa fase è fondamentale per mantenere i livelli precisi necessari per il lancio, garantendo al contempo la stabilità termica del sistema.
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Un'altra importante pietra miliare nel conto alla rovescia
Il team di lancio di Artemis II è passato al riempimento rapido di idrogeno liquido (LH2) per lo stadio di propulsione criogenica intermedio, ovvero lo stadio superiore del razzo SLS (Space Launch System). Dopo aver completato la fase di raffreddamento, questo passaggio carica rapidamente l’idrogeno liquido super-freddo (LH2) nei serbatoi dello stadio superiore dell’SLS, assicurando che lo stadio superiore sia rifornito di carburante e pronto a svolgere il suo ruolo fondamentale di portare la navicella spaziale Orion in un’orbita terrestre alta prima di un test dimostrativo delle operazioni di prossimità e della manovra di iniezione translunare di Orion. Il sistema di rifornimento rapido accelera il processo di rifornimento mantenendo la sicurezza, segnando un’altra importante pietra miliare nel conto alla rovescia che porta Artemis II ad avvicinarsi al decollo.
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Avviato il processo di raffreddamento
Il team di lancio di Artemis II ha avviato il raffreddamento a idrogeno liquido per lo stadio di propulsione criogenica intermedio, ovvero lo stadio superiore del razzo SLS (Space Launch System). Questo processo raffredda gradualmente le tubazioni del carburante e i componenti dello stadio di propulsione criogenica intermedio a temperature criogeniche utilizzando idrogeno liquido super-freddo. La fase di raffreddamento è essenziale per prevenire shock termici e garantire che lo stadio sia adeguatamente condizionato per il pieno caricamento del propellente. Stabilizzando il sistema a queste temperature estreme, gli ingegneri garantiscono un rifornimento sicuro ed efficiente dello stadio superiore, che contribuirà a posizionare Orion in orbita terrestre alta per il suo viaggio verso la Luna.
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Suona la sveglia per gli astronauti
Gli astronauti della NASA Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch, insieme all’astronauta della CSA (Agenzia Spaziale Canadese) Jeremy Hansen, hanno ufficialmente dato inizio alla giornata di lancio con la sveglia programmata alle 09:25 ora locale, segnando l’inizio dei preparativi finali per la storica missione Artemis II intorno alla Luna.

Credit: NASA/Kim Shiflett -
In corso il riempimento rapido dei serbatoi di idrogeno liquido
Il team di lancio di Artemis II è passato alla fase di riempimento rapido con idrogeno liquido (LH2) nello stadio centrale del razzo SLS (Space Launch System). Dopo aver completato la fase di riempimento lento, questa fase carica rapidamente l’idrogeno liquido super-freddo nei grandi serbatoi del razzo, portandoli quasi alla massima capacità. L’idrogeno liquido fluisce a una velocità molto maggiore, riducendo il tempo complessivo di rifornimento e mantenendo la sicurezza, poiché il sistema è già termicamente condizionato.
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Iniziato ufficialmente il rifornimento
Il team di lancio di Artemis II ha avviato il “riempimento lento” dello stadio centrale del razzo SLS (Space Launch System) con idrogeno liquido (LH2) e ossigeno liquido (LOX). Questa fase introduce i propellenti super-freddi a una velocità controllata, consentendo alle tubazioni e ai serbatoi del razzo di adattarsi gradualmente alle temperature criogeniche. Il riempimento lento riduce al minimo lo stress termico sui componenti e garantisce una transizione graduale prima di passare alle fasi di rifornimento più rapide. Si tratta di una fase cruciale del conto alla rovescia, che prepara il terreno per le operazioni di rifornimento completo. Al termine della fase di riempimento lento di entrambi i propellenti, i team passeranno alla fase di “riempimento rapido“.
Rifornire un razzo lunare alto 100 metri non è un’impresa facile. Le fasi per farlo possono essere suddivise in 4 passaggi:
- Raffreddamento: questa fase iniziale raffredda le tubazioni del carburante per ridurre lo shock termico, è la fase più rapida;
- Riempimento lento: questa procedura carica lentamente l’idrogeno liquido, estremamente freddo, nel razzo Artemis II, procedendo gradualmente per condizionare le tubature e i serbatoi del razzo dalla temperatura ambiente a -253°C, la temperatura alla quale viene mantenuto l’idrogeno liquido;
- Riempimento rapido: una volta stabilizzate le temperature all’interno del serbatoio, il sistema passa al riempimento rapido, pompando 8.000 galloni di idrogeno liquido e 1.300 galloni di ossigeno liquido nei serbatoi del razzo;
- Rifornimento: una volta che tutto il propellente è all’interno del razzo, gli ingegneri monitorano attentamente il razzo per individuare eventuali perdite, rabboccandolo lentamente per compensare parte del carburante che evapora trasformandosi in gas.
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"Condizioni meteorologiche favorevoli e accettabili"
Antonia Jaramillo, responsabile della comunicazione della NASA, ha dichiarato che è una giornata “splendida e luminosa” sulla Space Coast della Florida. Jaramillo ha osservato che ci sono alcune nuvole, ma non sembrano rappresentare una minaccia. Il responsabile meteorologico del lancio di Artemis ha comunicato al team di lancio che le condizioni sono “favorevoli e accettabili” per il conto alla rovescia di oggi.
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In corso le operazioni di raffreddamento
Il team di lancio di Artemis II ha avviato il raffreddamento delle linee di trasferimento di ossigeno liquido (LOX) e idrogeno liquido (LH2) per lo stadio centrale del razzo SLS (Space Launch System). Il raffreddamento è una fase critica nella preparazione del razzo per un rifornimento sicuro ed efficiente, in quanto riduce i rischi e preserva l’integrità del sistema. Il processo raffredda gradualmente le tubazioni e i sistemi del motore del razzo a temperature criogeniche utilizzando idrogeno liquido super-freddo, contribuendo a prevenire gli shock termici e garantendo che l’hardware sia predisposto per il flusso completo del propellente durante il rifornimento.
Una volta completato il raffreddamento, i team avvieranno le operazioni di riempimento lento, seguite da quelle di riempimento rapido, per caricare 700mila galloni di ossigeno liquido super-freddo e idrogeno liquido nello stadio centrale dell’SLS.
Il team di lancio di Artemis II sta eseguendo inoltre il raffreddamento del sistema di propulsione principale a ossigeno liquido dello stadio centrale del razzo SLS (Space Launch System).
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Via libera ufficiale al rifornimento
Charlie Blackwell-Thompson, direttore di lancio della missione Artemis, ha dato il via libera ufficiale al rifornimento e i team della NASA sono pronti a iniziare il caricamento dei propellenti nel razzo SLS (Space Launch System). Questa fase essenziale inizia con il raffreddamento delle linee di trasferimento dell’ossigeno liquido e dell’idrogeno liquido dello stadio centrale, preparando il razzo per la sua storica missione. Questa mattina, gli ingegneri del Kennedy Space Center della NASA in Florida hanno effettuato il passaggio dall’aria all’azoto gassoso e l’inertizzazione, una fase cruciale per garantire la sicurezza dell’equipaggio e l’integrità del veicolo. Durante questa fase, l’aria atmosferica all’interno delle cavità del razzo viene sostituita con azoto gassoso, un gas inerte che riduce il rischio di combustione e contaminazione, creando un ambiente sicuro per le successive operazioni di rifornimento. Eliminando ossigeno e umidità, gli ingegneri mantengono la purezza e la stabilità dei sistemi interni del razzo prima dell’inizio del caricamento del propellente criogenico.
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I prossimi giorni: il viaggio verso la Luna e ritorno
Se le delicate fasi odierne andranno come previsto, la missione si svilupperà nell’arco di circa 10 giorni, carichi di manovre vitali. Domani (Giorno 2), Christina Koch preparerà i sistemi per l’Iniezione Translunare (TLI), la spinta che scaglierà Orion fuori dall’orbita terrestre, in direzione della Luna. Il momento clou arriverà al Giorno 6 con il sorvolo lunare (flyby): l’equipaggio sfreccerà dietro la faccia nascosta della Luna a una distanza compresa tra i 6.400 e i 9.600 km, vivendo fino a 50 minuti di totale silenzio radio con la Terra. I giorni finali saranno dedicati al collaudo del rifugio antiradiazioni interno alla navicella e alla preparazione per l’impatto atmosferico. Il Giorno 10, Orion si tufferà nell’atmosfera a 40.000 km/h, testando il suo innovativo scudo termico a 1.650°C, prima di aprire i paracadute e chiudere la missione con un ammaraggio sicuro nell’Oceano Pacifico.
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Cosa succederà oggi: dal conto alla rovescia al decollo
Le ore e i minuti che ci separano dal lancio sono scanditi da procedure irreversibili e calcoli spietati. Ecco la cronologia delle fasi cruciali di oggi:
- T-4 ore: Gli astronauti si accomodano sui sedili della capsula Orion, in cima a un razzo carico di 2,65 milioni di litri di carburante criogenico.
- T-10 minuti – Il computer di terra (Ground Launch Sequencer) prende il controllo, avviando la frenetica sequenza terminale;
- T-6,36 secondi – I quattro possenti motori principali RS-25 si accendono con una pioggia di scintille;
- T-0 (Liftoff) – Accensione dei booster laterali e decollo. Il razzo lascia la rampa 39B;
- La fuga dalla Terra – A T+2 minuti e 8 secondi i booster esauriti verranno sganciati. Dopo lo spegnimento dei motori principali, il razzo entrerà in un’orbita provvisoria. Entro un’ora e 47 minuti dal decollo, lo stadio superiore (ICPS) fornirà un’accensione cruciale di 15 minuti per proiettare Orion in un’orbita terrestre alta, permettendo al pilota Glover di iniziare i primi test di manovrabilità manuale.
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I protagonisti dell'impresa: l'equipaggio di Orion
A sfidare le distanze siderali c’è un equipaggio d’eccezione, pronto a scrivere la storia. Al comando della missione troviamo Reid Wiseman, affiancato dal pilota Victor Glover. Con loro viaggiano gli specialisti di missione Christina Koch e Jeremy Hansen. Sigillati all’interno della capsula, questi quattro astronauti avranno l’arduo compito di collaudare ogni singolo sistema di bordo in un ambiente ostile e senza precedenti per l’ingegneria moderna, aprendo la strada a chi, nei prossimi anni, camminerà nuovamente sul suolo lunare.

Credit NASA / Kim Shiflett -
L'attesa e i preparativi al Kennedy Space Center
Al Kennedy Space Center in Florida si respira un’aria di febbrile attesa. I preparativi per la missione che riporterà l’uomo a viaggiare verso la Luna sono entrati nel vivo. Nelle ultime ore, i team di terra hanno lavorato senza sosta, gestendo il conto alla rovescia (l’orologio “L-Minus”) e le pause programmate per assicurarsi di risolvere ogni imprevisto e centrare la finestra di lancio con precisione millimetrica. L’atmosfera è carica di emozione e il mondo intero ha il fiato sospeso: questo lancio non rappresenta solo un omaggio tecnologico all’epoca d’oro delle missioni Apollo, ma un vero e proprio salto verso il futuro dell’esplorazione umana nel cosmo.
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Cos'è la missione Artemis II
Artemis II è il primo volo con equipaggio del programma Artemis della NASA. Dopo il successo della missione senza equipaggio Artemis I, questo viaggio, della durata di circa 10 giorni, ha lo scopo fondamentale di testare in condizioni reali i complessi sistemi di supporto vitale, di comunicazione e di navigazione della navicella spaziale Orion e dell’imponente razzo Space Launch System (SLS). La missione non prevede un allunaggio sulla superficie, ma consiste in una traiettoria orbitale di “ritorno libero”: la navicella si fionderà attorno alla faccia nascosta della Luna, sfruttando la gravità del satellite per essere poi reindirizzata verso la Terra. Durante questo tragitto, la capsula si spingerà a una distanza massima di circa 400mila km dal nostro pianeta, frantumando il record storico stabilito nel 1970 dall’equipaggio dell’Apollo 13 per la massima distanza mai raggiunta da esseri umani.








































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