Nel 1971 David Bowie si interrogava sulla presenza di vita sul Pianeta Rosso con la sua celebre “Life on Mars?“, e oggi, 55 anni dopo, quella suggestione artistica si trasforma in una delle più sofisticate sfide tecnologiche della storia europea. Il programma ExoMars 2028 ha infatti raggiunto un traguardo fondamentale nel suo lungo percorso di avvicinamento allo Spazio profondo con l’integrazione dei modelli strutturali a Torino e il loro successivo trasferimento presso le strutture di Cannes. Questa movimentazione segna ufficialmente l’inizio di una fase critica di test e verifiche tecniche che permetteranno di validare il design meccanico dell’intera infrastruttura prima del completamento dell’hardware definitivo. La missione, guidata dall’Agenzia Spaziale Europea in stretta collaborazione con la NASA, punta a decollare tra 2 anni per raggiungere la superficie marziana nel 2030, cercando finalmente una risposta concreta ai misteri biologici del nostro vicino planetario attraverso strumenti di analisi unici al mondo.
Una configurazione d’avanguardia per l’esplorazione planetaria
I modelli strutturali appena consegnati a Cannes rappresentano una replica fedele della configurazione di volo che affronterà il viaggio interplanetario. Il sistema è composto da 4 elementi principali: il Carrier Module, che gestirà il trasporto dalla Terra a Marte; il modulo di ingresso, discesa e atterraggio (EDLM), progettato per superare l’impatto con l’atmosfera marziana; la piattaforma di atterraggio e, infine, il protagonista della missione, il rover Rosalind Franklin.

Quest’ultimo è equipaggiato con un trapano innovativo, realizzato in Italia, capace di perforare il suolo fino a 2 metri di profondità. Questa capacità è fondamentale per raccogliere campioni che, essendo rimasti protetti dalle radiazioni solari nel sottosuolo, potrebbero conservare tracce di vita passata o presente. Tutti questi componenti devono agire in perfetta sincronia per garantire che il laboratorio mobile arrivi intatto sulla superficie e possa iniziare la sua attività scientifica in un ambiente ostile e imprevedibile.
Test estremi per garantire il successo della missione
Prima che l’hardware di volo venga assemblato definitivamente, i modelli strutturali devono superare una rigorosa campagna di verifiche per confermare che il design meccanico sia in grado di sopportare le sollecitazioni del lancio e dell’atterraggio. A Cannes, i tecnici sottoporranno i moduli a test di vibrazione e prove acustiche che simulano il rumore e le turbolenze prodotte dal razzo durante il decollo. Successivamente, a Torino, verranno eseguiti test di shock, prove di separazione dei moduli e analisi strutturali statiche.

Il percorso di qualificazione si concluderà con il Proto-Flight Model (PFM), il modello di volo reale che sarà testato in camera termovuoto per simulare le temperature dello Spazio, oltre a prove di compatibilità elettromagnetica e bilanciamento dinamico. Ogni componente viene spinto fino ai propri limiti strutturali: si tratta di un approccio metodico indispensabile per minimizzare i rischi di fallimento in una missione che si spinge a milioni di km dalla Terra, dove non è possibile effettuare riparazioni.
L’eccellenza industriale dietro il sogno marziano
Il successo di ExoMars 2028 poggia su una solida cooperazione industriale internazionale guidata da Thales Alenia Space nel ruolo di prime contractor. L’azienda coordina l’intera organizzazione, occupandosi dell’integrazione dei sistemi e dello sviluppo di componenti cruciali come il computer di bordo e il radar altimetro. Il contributo italiano è centrale non solo nella gestione della missione, ma anche nella fornitura di tecnologie chiave come il trapano del rover prodotto da Leonardo a Nerviano e la gestione del centro di controllo ROCC da parte di ALTEC a Torino.
Il consorzio vede la partecipazione di colossi come Airbus Defence and Space, responsabile del rover e della piattaforma di atterraggio, e ArianeGroup, che si occupa della protezione termica. Questo sforzo collettivo, che coinvolge team provenienti da Francia, Germania, Svizzera e Spagna, dimostra come l’esplorazione dello Spazio profondo sia diventata un terreno di eccellenza tecnica condivisa. Con la partenza dei modelli verso Cannes, l’Europa fa un passo decisivo per scoprire se Marte abbia mai ospitato la vita, portando la scienza laddove nessuno è ancora mai riuscito a scavare.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?