L’Algeria ha recentemente attivato un dispositivo di vigilanza sanitaria in risposta a un potenziale rischio di diffusione dell’Hantavirus, dopo che sono stati segnalati alcuni casi legati alla nave da crociera Mv Hondius. Le autorità sanitarie hanno adottato misure preventive in tutte le strutture sanitarie e ai principali valichi di frontiera, nonché nei porti e aeroporti, per monitorare l’eventuale diffusione del virus nel Paese. La decisione è stata ufficializzata attraverso un’istruzione del ministero della Salute, consultata dall’agenzia di stampa ANSA, che ha evidenziato l’importanza di un’azione rapida e coordinata per evitare nuovi contagi.
Misure di vigilanza sanitaria nei punti di ingresso
Secondo il documento del ministero, il rischio di un’epidemia in Algeria rimane debole, soprattutto perché non sono stati riscontrati legami epidemiologici diretti tra i casi segnalati e il territorio algerino. Tuttavia, le autorità sanitarie hanno deciso di rafforzare la vigilanza per prevenire la possibilità che il virus si diffonda attraverso la mobilità internazionale, considerando anche l’incubazione del virus che può arrivare fino a sei settimane. Le misure, dunque, mirano a monitorare i viaggiatori e a prevenire eventuali focolai.
Le precauzioni includono l’uso di dispositivi di protezione individuale e termometri a distanza nei valichi di frontiera, per controllare i viaggiatori in arrivo. Inoltre, sono stati predisposti spazi per l’isolamento temporaneo di eventuali viaggiatori che presentano sintomi compatibili con l’infezione da Hantavirus, come febbre e difficoltà respiratorie. Le autorità sanitarie sono state incaricate di designare i presidi ospedalieri di riferimento per il trattamento dei casi sospetti e per il loro eventuale trasferimento in strutture specializzate.
Rafforzamento della sorveglianza negli ospedali
Anche gli ospedali algerini sono stati oggetto di misure preventive. Il ministero ha disposto la riattivazione dei dispositivi di presa in carico utilizzati in occasione di precedenti emergenze sanitarie, tra cui il rafforzamento del triage per identificare tempestivamente i pazienti a rischio. Gli ospedali dovranno anche porre particolare attenzione alla storia recente di viaggi o di esposizione a rischi nei 42 giorni precedenti la comparsa dei sintomi. L’approccio diagnostico dovrà essere particolarmente attento, al fine di intercettare casi che non presentano una sintomatologia facilmente riconoscibile.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha confermato due nuovi casi di Hantavirus nel mondo. “A oggi sono stati segnalati undici casi, di cui tre decessi”, ha dichiarato il direttore dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, durante un punto stampa, aggiungendo che “Nove degli undici casi sono stati confermati come Hantavirus, mentre gli altri due sono probabili”. L’epidemia di Hantavirus ha suscitato preoccupazione a livello mondiale, dato che il virus è noto per la sua trasmissione attraverso il contatto con roditori infetti, e in rari casi può essere trasmesso tra esseri umani.
In Brasile, nello stato di Rio Grande do Sul, le autorità locali hanno segnalato un morto e un malato di hantavirus, con episodi avvenuti in zone rurali. Sebbene questi casi non siano legati al focolaio della nave Hondius, la situazione rimane preoccupante. L’infezione ha causato la morte di una persona nel comune di Paulo Bento, mentre un’altra persona è risultata positiva al virus a Antônio Prado.
Il caso italiano: quarantena e accertamenti sanitari
Anche in Italia, la situazione è sotto controllo, ma non senza preoccupazioni. Un giovane italiano residente in Calabria è stato messo in quarantena dopo essere stato in contatto con una donna olandese che ha viaggiato a bordo della nave Hondius. La donna è successivamente deceduta a causa dell’infezione da Hantavirus. Il giovane, che ha mostrato sintomi compatibili con l’infezione, è attualmente in attesa di accertamenti clinici presso l’Inmi Spallanzani di Roma. I suoi campioni biologici sono stati inviati all’Istituto per eseguire le indagini necessarie a confermare o escludere la positività al virus.
La circolare firmata dal ministero della Salute chiarisce che, pur in assenza di un legame diretto con il focolaio della nave, i medici italiani potranno considerare l’esecuzione di indagini diagnostiche specifiche, qualora si verifichino casi clinici che non trovano una spiegazione nelle indagini microbiologiche routinarie. Il ministero invita dunque alla massima attenzione per consentire una diagnosi precoce e garantire che vengano adottate tempestivamente le misure di sanità pubblica previste.



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