Il Regno Unito ha annunciato una decisione che potrebbe cambiare il mercato energetico nazionale: sarà consentita l’importazione di gasolio e carburante per aerei raffinati all’estero a partire dal petrolio russo, grazie a una deroga alle sanzioni contro la Russia. La misura, mirata a garantire la sicurezza degli approvvigionamenti, è stata giustificata dal viceministro del Tesoro britannico, Dan Tomlinson, il quale ha dichiarato: “dobbiamo assicurarci di proteggere la sicurezza dell’approvvigionamento di beni fondamentali per la nostra economia, come il carburante per aerei“. La scelta riflette la crescente pressione sui prezzi energetici interni, con il Brent scambiato oggi a circa 110 dollari al barile, vicino ai massimi recenti, innescata dalle preoccupazioni sulle interruzioni dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz.
L’interesse nazionale al primo posto
Pur confermando il sostegno britannico a Kiev, Tomlinson ha sottolineato che “l’interesse nazionale deve venire prima di tutto” e che, quindi, “un allentamento di alcune sanzioni su determinati prodotti russi, almeno per il momento, è la soluzione più sensata”. La decisione britannica segue un passo analogo compiuto dagli Stati Uniti, che hanno recentemente esteso una deroga alle sanzioni sul petrolio russo via mare, per aiutare i Paesi vulnerabili dal punto di vista energetico, colpiti dalle interruzioni legate al conflitto con l’Iran.
L’obiettivo principale di Londra è garantire la disponibilità di beni essenziali come diesel e jet fuel, evitando possibili carenze che potrebbero influire sulle famiglie e sull’industria, in particolare sul settore aereo, già alle prese con l’aumento dei prezzi e la riduzione dei voli.
Deroghe e flussi commerciali dai Paesi terzi
Grazie a questa deroga alle sanzioni, sarà possibile importare carburante derivato dal petrolio russo attraverso Paesi terzi, come India e Turchia, aprendo la strada a maggiori forniture per il Regno Unito. L’esenzione riguarda in particolare il diesel raffinato e il carburante per aerei, ma il governo ha chiarito che le misure saranno periodicamente riviste e potranno essere modificate o revocate.
I critici temono che la decisione possa aumentare i guadagni del Cremlino, finanziando così la guerra in Ucraina, ma Tomlinson ha difeso la scelta: “è una decisione sensata per contribuire a garantire la sicurezza degli approvvigionamenti e aiutare l’industria, le compagnie aeree e le famiglie a fronteggiare l’aumento dei prezzi”.
Licenze temporanee per il GNL russo
Parallelamente, il governo britannico ha rilasciato una licenza a tempo limitato per il trasporto marittimo di GNL dai progetti russi Sakhalin-2 e Yamal, inclusi servizi di spedizione, finanziamento e intermediazione, in deroga alle sanzioni vigenti. La licenza sarà valida fino al 1° gennaio del prossimo anno. Questi progetti, situati rispettivamente nell’Estremo Oriente russo e nell’Artico, rappresentano alcuni dei maggiori hub di esportazione di gas della Russia.
Ad aprile, le compagnie aeree avevano lanciato l’allarme su una possibile carenza di carburante per aerei durante l’estate, ma recentemente hanno assunto un tono più ottimistico sulla disponibilità, pur dovendo affrontare l’aumento delle tariffe e la riduzione dei voli. La nuova normativa, che entrerà in vigore oggi, mira a prevenire criticità nella catena di approvvigionamento e a garantire la continuità operativa per le compagnie aeree, proteggendo al contempo i consumatori dall’impatto dei prezzi elevati.
Londra ribadisce così il suo sostegno a Kiev, continuando a fornire miliardi di sterline in equipaggiamento militare, mentre mantiene attive le oltre 3.200 sanzioni contro individui, aziende e navi russe, in vigore dal 2022. La strategia britannica cerca quindi un equilibrio tra sicurezza energetica nazionale e pressione politica internazionale.


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