La Terra possiede da oggi un nuovo e straordinario avamposto orbitale progettato per catturare le immagini dell’invisibile e tumultuoso scontro energetico che avviene costantemente sopra l’atmosfera. Alle 05:52 ora italiana, dal Centro Spaziale di Kourou, è decollata con perfetto successo la missione scientifica SMILE (Solar Wind Magnetosphere Ionosphere Link Explorer), un programma d’avanguardia che sancisce la prima storica cooperazione sviluppata interamente alla pari tra l’Agenzia Spaziale Europea e l’Accademia delle Scienze cinese. Spinto oltre i confini terrestri dal lanciatore leggero europeo Vega C, interamente sviluppato e realizzato dall’italiana Avio nel polo tecnologico di Colleferro, il satellite ha il compito fondamentale di analizzare l’interazione dinamica tra le particelle cariche scagliate dal Sole e la bolla magnetica protettiva che avvolge il nostro pianeta. Grazie a una rivoluzionaria tecnologia a raggi X, la missione svelerà i segreti più intimi della magnetosfera, fornendo dati cruciali per comprendere l’origine delle tempeste spaziali e per mettere in sicurezza i complessi sistemi globali di telecomunicazione spaziale.
Un’alleanza scientifica senza precedenti tra ESA e Cina
L’acronimo SMILE racchiude una complessa architettura di strumenti scientifici divisi equamente tra i 2 partner globali. L’Accademia delle Scienze cinese ha assunto la piena responsabilità dello sviluppo della piattaforma del satellite, delle future operazioni di controllo del veicolo e di 3 dei 4 strumenti principali di bordo: l’Ultraviolet Imager (UVI), il Light Ion Analyser (LIA) e il Magnetometro (MAG). Dal canto suo, l’Agenzia Spaziale Europea ha fornito l’innovativo modulo di carico utile (payload module), il fondamentale strumento Soft X-ray Imager (SXI), il razzo vettore e i complessi servizi di integrazione, assemblaggio e collaudo finale, oltre a contribuire direttamente alla realizzazione dell’imager ultravioletto. La missione si focalizzerà sul comportamento del vento solare, quel flusso ininterrotto di plasma che, in concomitanza con le grandi eruzioni solari, può intensificarsi drammaticamente fino a generare tempeste geomagnetiche capaci di danneggiare severamente i satelliti in orbita, mandare in tilt le reti elettriche terrestri e interrompere i segnali GPS.
La precisione di Avio e i 4 stadi del Vega C
Il volo di oggi ha rappresentato una pietra miliare operativa di fondamentale importanza: si è trattato infatti della prima missione del Vega C gestita interamente dall’azienda italiana Avio come operatore di lancio diretto, subentrando alla francese Arianespace che aveva curato i precedenti voli. Il razzo, alto 35 metri, ha eseguito una coreografia propulsiva impeccabile. Il mastodontico primo stadio a propellente solido P120 ha esaurito la sua spinta dopo appena 144 secondi, separandosi a una quota di oltre 60 km. Successivamente si sono accesi in sequenza il 2° e il 3° stadio, denominati rispettivamente Zefiro 40 e Zefiro 9. L’ultima fase del viaggio è stata affidata all’Avum+, il 4° stadio a propulsione liquida, il quale ha effettuato una serie di accensioni mirate a una quota superiore ai 400 km, garantendo l’iniezione millimetrica di SMILE nell’orbita circolare pianificata a circa 700 km di altezza dalla superficie terrestre.
Venticinque giorni di manovre verso l’orbita definitiva
Il rilascio del veicolo spaziale avverrà 56 minuti e 24 secondi dopo il liftoff, a un’altitudine iniziale superiore ai 706 km. Il lavoro del team di controllo è soltanto all’inizio. Nel corso dei prossimi 25 giorni, il satellite eseguirà ben 11 accensioni dei propri motori di bordo per modificare radicalmente la propria traiettoria, trasformandola da una quota perfettamente circolare a un’orbita fortemente ellittica ed estrema. Questo percorso porterà SMILE a raggiungere l’incredibile distanza di 121mila km sopra il Polo Nord, per poi scendere fino a soli 5mila km di quota durante il passaggio sopra il Polo Sud, garantendo una prospettiva d’osservazione prolungata e privilegiata. Una volta completato il trasferimento orbitale, l’equipe avvierà la calibrazione e, tra circa 3 mesi, i primi spettacolari dati scientifici inaugureranno una nuova era per lo studio delle relazioni fisiche tra la Terra e la nostra stella.



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