Terremoto Campi Flegrei: la scossa di magnitudo 4.4 riapre il dibattito sulla pericolosità dell’area

La caldera flegrea trema di nuovo: confronto con il sisma del 30 giugno 2025 e implicazioni per la sicurezza dell’area

Giovedì 21 maggio 2026, alle 05:50, un forte terremoto ha scosso il cuore della caldera dei Campi Flegrei, generando allarme tra Napoli e i comuni limitrofi. La magnitudo stimata Md 4.4, registrata dalla Sala Operativa dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Osservatorio Vesuviano, ha avuto un epicentro localizzato nel Golfo di Pozzuoli e un ipocentro estremamente superficiale, fissato a soli 3 km di profondità. La combinazione tra la scarsa profondità e l’intensità della scossa ha provocato un’onda sismica percepita con forza in tutta l’area circostante, causando panico tra la popolazione.

Testimoni hanno segnalato palazzi oscillanti non solo a Pozzuoli, ma anche a Bacoli, Quarto e nei quartieri occidentali e centrali di Napoli. La scossa, per intensità e durata, ha ricordato il terremoto del 30 giugno 2025, con magnitudo 4.6, considerata la più alta da quando il fenomeno del bradisismo ha ripreso a manifestarsi nell’area.

La legge di Panza-Rugarli e la valutazione della pericolosità sismica

Il sisma riaccende il dibattito sulla reale pericolosità sismica dei Campi Flegrei e sull’adeguatezza degli strumenti previsionali attualmente in uso. In questo contesto, assume nuovamente rilievo la cosiddetta legge di Panza-Rugarli, un criterio avanzato per la valutazione della pericolosità sismica sviluppato nel quadro della Neo-Deterministic Seismic Hazard Assessment (NDSHA).

Il cuore della NDSHA consiste nella definizione di una magnitudo di progetto (Mdesign), cioè il massimo evento plausibile per un’area, calcolato in modo fisico e cautelativo. La legge Panza-Rugarli prevede che questa Mdesign sia maggiore della magnitudo massima storica nota (Mmax), incrementata di un termine di sicurezza (γEM·σM), con σM rappresentante la deviazione standard delle magnitudo e γEM un fattore ingegneristico.

Il terremoto di Md 4.4 del 21 maggio 2026 non contraddice le previsioni della legge Panza-Rugarli. Secondo i criteri della legge PR, che considera morfostruttura, storia sismica e nodi sismogenetici individuati formalmente nella NDSHA, la magnitudo massima storica stimata per l’area era 4.4, mentre il valore di Mdesign era fissato a 5.1, ossia 0.7 unità superiore alla massima magnitudo osservata.

Necessità di una revisione dei criteri di sicurezza

La sequenza sismica recente suggerisce che è fondamentale rivedere le valutazioni di pericolosità dei Campi Flegrei, spesso sottostimate dai modelli probabilistici PSHA, ritenuti in molti casi insufficienti per la complessità geologica italiana. A differenza della PSHA, che si basa su calcoli statistici, la NDSHA e la legge Panza-Rugarli integrano vincoli fisici, geologici e morfostrutturali dell’area, offrendo una stima più cautelativa del rischio.

L’ultimo episodio evidenzia l’urgenza di adottare criteri più cautelativi per l’area, sia da parte delle autorità locali sia del sistema di protezione civile, per prepararsi a scenari di rischio spesso sottovalutati. È necessario verificare quali strutture siano effettivamente in grado di resistere a eventi fino a M=5.1, come suggerito dai calcoli della legge Panza-Rugarli, e garantire che la popolazione sia pronta ad affrontare eventuali ulteriori scosse.

La caldera flegrea resta dunque un’area ad alta vulnerabilità sismica, dove i modelli deterministici come la NDSHA offrono una guida indispensabile per la sicurezza civile, invitando a non sottovalutare fenomeni che, seppur moderati, possono generare allarme significativo e danni nelle aree densamente popolate.