Un potente terremoto magnitudo Mwp 6.5 (dati INGV, mentre l’USGS riporta magnitudo 6.8) ha colpito la prefettura di Kumamoto, situata sull’isola principale a Sud del Giappone, Kyushu, scatenando il panico tra la popolazione nel tardo pomeriggio ora locale. L’Agenzia Meteorologica Giapponese ha immediatamente diramato un’allerta tsunami per le coste a Ovest di Kumamoto, Nagasaki, Fukuoka e Saga, comprese le acque dei mari di Ariake e Yatsushiro, un’area marittima situata a circa 900 km a Sud/Ovest di Tokyo. L’avviso, che prevedeva onde anomale fino a 1 metro di altezza, ha spinto le autorità locali a raccomandare la massima prudenza ai residenti vicino alla costa, ma è stato revocato nel giro di 2 ore senza che venisse osservato alcun maremoto reale. Nonostante il declassamento della magnitudo da 7.1 a 6.8 da parte dello United States Geological Survey, l’intensità della scossa ha generato una profonda apprensione, riportando alla mente della cittadinanza i tragici ricordi del devastante sisma che ha colpito la medesima regione asiatica nel 2016.
Danni, feriti e l’intervento delle autorità governative
Sanae Takaichi, Primo Ministro del Giappone, ha utilizzato il social network X per comunicare in modo diretto con i cittadini, confermando l’istituzione rapida di una task force governativa incaricata di raccogliere informazioni dettagliate, valutare l’entità dei danni e coordinare le eventuali operazioni di salvataggio. Durante un successivo incontro con la stampa, Takaichi ha dichiarato che sono giunte svariate segnalazioni riguardanti un numero non precisato di feriti e danni strutturali a strade, ponti ed edifici residenziali, oltre a blackout elettrici e focolai di incendi.
Sottolineando che la priorità assoluta del governo rimane la salvaguardia della vita umana, le autorità hanno esortato i residenti delle aree più colpite a prestare particolare attenzione. Shinji Kiyomoto, funzionario dell’Agenzia Meteorologica Giapponese, ha avvertito durante una conferenza stampa che questo evento sismico molto superficiale sta innescando un’intensa attività tellurica nella zona, richiedendo di mantenere un’estrema cautela per i prossimi 2 o 3 giorni a causa dell’elevato rischio di un’altra potente replica.
Trasporti paralizzati e verifiche di sicurezza nelle centrali
L’impatto reale sulle infrastrutture pubbliche è attualmente sotto la lente d’ingrandimento dell’Agenzia per la gestione degli incendi e dei disastri, mentre i dipartimenti dei vigili del fuoco locali stanno gestendo un flusso costante di chiamate di emergenza. In via del tutto precauzionale, l’Autorità di Regolamentazione Nucleare ha ispezionato 3 centrali nucleari vicine all’epicentro, confermando rapidamente che non è stata riscontrata alcuna anomalia ai reattori o ai sistemi di sicurezza.
Il sistema dei trasporti ha comunque subito pesanti interruzioni per garantire l’incolumità pubblica: i treni ad alta velocità Shinkansen e tutte le linee ferroviarie locali del Kyushu sono stati temporaneamente sospesi in attesa di ispezioni sulla rete. Nel frattempo, l’aeroporto di Aso Kumamoto ha dovuto chiudere la propria pista, annunciando sul sito web ufficiale l’assenza di prospettive immediate per la ripresa dei voli. Per accelerare la raccolta dei dati visivi e mappare le aree isolate, il Ministero della Difesa ha inviato aerei in ricognizione sull’area, cercando di quantificare i danni in un territorio che porta ancora le cicatrici dei 50 morti, dei 1800 feriti e delle oltre 10mila case distrutte dal violento sisma del 2016.








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