Il tornado di Fiumicino, un fenomeno estremo figlio dei cambiamenti climatici: Roma è sempre più ad alto rischio eventi meteo estremi [DATI, FOTO e VIDEO]

Tra i recenti fenomeni di maltempo che hanno colpito di recente l'Italia, spicca senza dubbio il tornado di Fiumicino che ha raggiunto i 218km/h: un'analisi sul rischio tornado nel Lazio e più in generale in Italia

  • vincenzo livieri/LaPresse
    vincenzo livieri/LaPresse
  • vincenzo livieri/LaPresse
    vincenzo livieri/LaPresse
  • vincenzo livieri/LaPresse
    vincenzo livieri/LaPresse
  • vincenzo livieri/LaPresse
    vincenzo livieri/LaPresse
  • vincenzo livieri/LaPresse
    vincenzo livieri/LaPresse
  • vincenzo livieri/LaPresse
    vincenzo livieri/LaPresse
  • vincenzo livieri/LaPresse
    vincenzo livieri/LaPresse
  • vincenzo livieri/LaPresse
    vincenzo livieri/LaPresse
  • vincenzo livieri/LaPresse
    vincenzo livieri/LaPresse
  • vincenzo livieri/LaPresse
    vincenzo livieri/LaPresse
  • vincenzo livieri/LaPresse
    vincenzo livieri/LaPresse
  • vincenzo livieri/LaPresse
    vincenzo livieri/LaPresse
  • vincenzo livieri/LaPresse
    vincenzo livieri/LaPresse
  • vincenzo livieri/LaPresse
    vincenzo livieri/LaPresse
  • vincenzo livieri/LaPresse
    vincenzo livieri/LaPresse
  • vincenzo livieri/LaPresse
    vincenzo livieri/LaPresse
  • vincenzo livieri/LaPresse
    vincenzo livieri/LaPresse
/
MeteoWeb

Nella violenta ondata di maltempo che a fine luglio ha colpito il Centro-Nord, spicca senza dubbio il violento tornado che si è abbattuto su Fiocene, frazione di Fiumicino, nel Lazio. Il tornado ha prodotto grandi danni e soprattutto una giovane vittima, Noemi Magni, 27 anni che, uscita in auto, si è ritrovata catapultata con tutta la vettura dai forti venti. La giovane viaggiava a bordo di una Smart, dal peso di 935kg. Sotto la spinta dei venti, l’auto è stata sollevata e trascinata per ben 25 metri, schiantandosi prima sul guard rail, oltrepassando un canale di bonifica e finendo poi la sua corsa oltre la recinzione dell’Aeroporto di Fiumicino, alta 2,5 metri.

La violenza del fenomeno è stata tale da danneggiare circa 20 case, una decina di veicoli e distruggere 25 mila metri quadri di serre dell’azienda Tiozzo in località Santa Ninfa. Poi una grande quantità di detriti trasportati dal vento, insegne, cartelli, pali della luce e alberi abbattuti. Crollata anche una casa prefabbricata abitata: fortunatamente i due abitanti ne sono stati estratti illesi. L’incidente della povera Noemi si è verificato in via Coccia di Morto, dove si trova anche una stazione di servizio. In uno dei video che trovate di seguito, le telecamere di sicurezza hanno ripreso l’arrivo del tornado che con forza devastante si è abbattuto sull’area. Ancor più spaventose le immagini di altre telecamere di sicurezza che hanno ripreso il vortice mentre spazzava l’aria con la sua furia. Nella gallery scorrevole in alto a corredo dell’articolo, le immagini dei danni provocati dal tornado.

Questo fenomeno è stato molto violento e lo dimostrano i suoi devastanti effetti. Per questo merita un’analisi più attenta, che proponiamo in questo articolo insieme ad uno storico degli ultimi tornado che si sono abbattuti sulla regione e in Italia negli ultimi anni e dal 1600 ad oggi e le zone più a rischio del nostro Paese.

Il fenomeno di Focene è iniziato dal mare con una tromba marina che ha compiuto il landfall sulla costa, diventando quindi un tornado. Ha poi viaggiato per i campi fino ad incontrare la stazione di servizio, dove si sono registrati i danni maggiori ed ha poi proseguito oltre, percorrendo in totale circa 5km sulla terraferma. I dati satellitari, dei radar meteorologici e quelli raccolti sul campo hanno confermato che si è trattato di un tornado di tipo mesociclonico con un diametro di circa 30 metri. Si stima che il vento abbia raggiunto un’intensità massima di 218km/h, che lo classificano come F2 nella scala Fujita. Un tornado di questa intensità provoca danni considerevoli: scoperchiamento di tetti; distruzione di case prefabbricate; ribaltamento di camion; sradicamento di grossi alberi; sollevamento di auto da terra.

Cambiamenti climatici e meteo estremo

allerta meteo tornadoQuello del 28 luglio 2019 è stato un fenomeno molto violento in un’area come quella delle coste del Lazio che con i cambiamenti climatici in corso rischia di diventare sempre più bersaglio di questi eventi.  A rischio anche Roma che si trova a soli 30km dalle coste. Questi fenomeni, infatti, possono percorrere molti chilometri sulla terraferma, come dimostrano alcuni dei dati che citeremo nel prossimo paragrafo, e possono quindi raggiungere anche la Capitale. A causa dei cambiamenti climatici prodotti dal riscaldamento globale, i fenomeni di maltempo estremo stanno diventando sempre più frequenti, anche in Italia. Basti pensare che tra giugno e luglio sono state tantissime le grandinate che hanno prodotto grandine di dimensioni enormi, nubifragi, tornado e trombe marine nel Mediterraneo. I tornado ci sono sempre stati in Italia ma negli ultimi anni, a causa degli effetti dei cambiamenti climatici, stanno diventando sempre più frequenti. E per questo si parla sempre più di emergenza climatica: il pianeta si sta riscaldando, ma gli effetti di questo riscaldamento non rimangono confinati alle temperature, scatenando una serie di conseguenze disastrose su meteo e ambiente e conseguentemente, sulle popolazioni.

Tornado nel Lazio dal 1600 ai giorni nostri

Cesano

Secondo Daniele Bianchino, fisico ed esperto di meteorologia che gestisce la pagina “Tornado in Italia”, “intensi tornado sulla piana Laziale sono fenomeni storici piuttosto rari, ma ciò non implica che non possano riavvenire in futuro”. “Tornado di debole intensità possono avvenire ogni anno nella regione, ma un tornado intenso come quello avvenuto potrebbe avere una ricorrenza di 6 anni nel Lazio e oltre 30 anni nella stessa zona”, ha aggiunto. L’esperto ha anche proposto una lista dei “tornado più rilevanti avvenuti nel Lazio, in grassetto i più intensi”, sottolineando “la ricorrenza nei mesi autunnali”.

5 Novembre 2017 Borgo Hermada di Terracina, molti danni, 4 feriti
6 Novembre 2016 Ladispoli-Cesano-Morlupo, gravi danni, 2 vittime e 23 feriti
15 Settembre 2006 (Civitavecchia, Pantano) danni
16 Novembre 2005 (Roma olimpico) danni
29 ottobre 2003 (Roma gregna) danni
14 Settembre 1997 (Terracina) danni
19 Ottobre 1991 (Fogliano e Sezze) molti danni
22 Novembre 1989 (Tarquinia) danni
5 Ottobre 1979, (Trevignano) danni e feriti
14 Settembre 1976, (Ostia e Roma) danni e 10 feriti
12 Ottobre 1964 (Barbarano Romano) danni e feriti
8 Ottobre 1964 (Tarquinia) gravi danni e feriti
30 ottobre 1961 (Ostia, Pomezia, Albano) 30 km percorsi, gravissimi danni, 3 vittime e molti feriti
1 Novembre 1919 (Santa Marinella)
9 Novembre 1884 (Bracciano) molti danni
23 Ottobre 1825 (Paolo e Ceri) molti danni
Ottobre 1819 (campagne di Velletri) danni, feriti, 1 vittima
12 Giugno 1749 (Ostia e Roma) 30 km percorsi, molti danni, feriti e 2 vittime
4 Dicembre 1645 (Roma) molti danni, feriti e molte vittime.

29 ottobre 2017: tornado a Terracina

Il 29 ottobre 2017, un tornado si è abbattuto su Terracina, in provincia di Latina, provocando due morti (un uomo di 57 anni e una donna di 87 anni), decine di feriti e grande distruzione. L’evento è durato circa 10 minuti. “La città è stata colpita in varie zone, il lungomare, viale della Vittoria, via Roma, sono caduti pini secolari. Viale della Vittoria ha perso tutti i suoi alberi e le auto parcheggiate sono rimaste schiacciate. Camminare in città in questo momento è pericolosissimo”, aveva dichiarato un cittadino. “La situazione è drammatica. In viale della Vittoria ci sono appartamenti dove sembra quasi vi sia scoppiata una bombola a gas”, aveva dichiarato Gianfranco Sciscione, presidente del consiglio comunale di Terracina.

6 Novembre 2016: tornado a Ladispoli-Cesano-Morlupo

Ladispoli

Il 6 novembre 2016, un grande tornado ha portato morte e distruzione a Ladispoli, poco a nord di Roma. Due morti, 23 feriti, circa 100 abitazioni danneggiate sono state il bilancio del vortice. Sono caduti centinaia di alberi che hanno danneggiato diverse macchine. Le abitazioni per lo più hanno avuto danni a infissi e ringhiere, in un edificio – fortunatamente non abitato – a causa della tromba d’aria è caduta una parete. Le automobili sono state spostate di 50 metri e le barche sono state sollevate. Il tornado ha lasciato una scia di gravi danni nella sua corsa, oltre a nord di Fiumicino, a Tragliatella, anche nell’entroterra di Cerveteri: devastata la pineta di Ceri, uno dei simboli dello storico borgo, con decine di alberi spezzati o divelti.

Secondo i notevolissimi danni materiali e le immagini del fenomeno, il tornado è stato classificato al limite fra un grosso “EF3” e un “EF4”. All’interno del terribile vortice, i venti hanno raggiunto velocità veramente impressionanti per i nostri standard climatici, arrivando molto probabilmente a superare la soglia dei 290-300 km/h. Valori davvero incredibili, in grado di cagionare ingentissimi danni, persino alle strutture e alle abitazioni che si trovano nella traiettoria del vortice. Le schegge e i pezzi di lamiera sbalzati per aria hanno provocato diversi feriti e purtroppo anche due vittime. Nella traiettoria del tornado romano si sono contati anche decine di alberi sradicati, tetti di abitazione divelti e persino una scuola seriamente danneggiata. Molti gli alberi, soprattutto grossi pini, alcuni anche secolari, letteralmente divelti e scaraventati a terra come fossero semplici giocattoli. Tornado di queste dimensioni quando transitano su aree densamente abitate possono mietere anche decine di vittime, radendo al suolo interi centri abitati.

Tornado a Roma: i precedenti dal 1600 ai giorni nostri

A differenza di quanto si possa pensare, i tornado in Italia non sono un evento nuovo, e neanche particolarmente eccezionale. Nel nostro paese se ne verificano diversi ogni anno e soltanto negli ultimi 4-5 anni ci sono state decine di vittime causate da trombe d’aria. La zona di Roma, ed in generale il litorale laziale, è una delle aree più a rischio d’Italia. Insieme a Pianura Padana, Puglia, Campania del nord e aree della Sicilia meridionale, è una delle aree dove si sono verificati in passato il maggior numero di tornado.

Come succede per i terremoti, in Italia abbiamo la fortuna di avere testimonianze storiche molto antiche, che ci permettono di conoscere cosa accadeva in passato: in questo modo non cadiamo nell’errore di credere “nuovi” eventi che semplicemente accadono raramente nell’arco di una vita umana e possiamo prepararci al peggio (almeno dovremmo).

Proprio usando queste testimonianze storiche antiche veniamo ad esempio a conoscenza – dai preziosi archivi del Collegio Romano, osservatorio situato dietro Piazza Venezia ancora oggi attivo – del fatto che una tromba d’aria distruttiva colpì Roma nel 1645 causando diverse vittime. Altri tornado colpirono la città in quel secolo: il 24 agosto 1617, il 9 gennaio 1637, il 9 agosto 1653. L’unica differenza dalla tromba d’aria di oggi: a quel tempo venivano chiamati “turbini”.

Altro devastante tornado colpì Roma nel 1749: secondo le testimonianze fu una tromba d’aria eccezionale, che partì da Ostia arrivando a devastare parte della città (a quel tempo poco più di un paesone): a quel tempo nessuno ricordava di aveva mai visto qualcosa del genere in città. Appassionati di meteorologia hanno ritrovato interessanti documenti a riguardo, ricostruendo quella drammatica giornata.

Un secolo dopo, un nuovo tornado colpiva il litorale laziale: stavolta Velletri, colpita il 26 agosto del 1842 da una devastante grandinata e da un terribile “turbine”. Nuovi eventi si ripeterono nel 1919 a Civitavecchia, nel 1961 a sud di Roma (litorale laziale fino a Pomezia), nel 1967 (gravi danni all’EUR), nel 1979 (lago di Bracciano), nel 1983 nell’area di Bracciano, nel 1989 a Tarquinia, nel 1991 in provincia di Latina (centinaia di senza tetto, gravi danni alle industrie locali).

Arrivando ai giorni nostri, nuove trombe d’aria nel 2013, nel 2014, nel 2015: eventi che ogni volta hanno causato danni, soprattutto lungo il litorale tirrenico (anche se negli ultimi anni non era mai stata superata la soglia del grado F2 nella scala Fujita. Fino ad arrivare alla devastante tromba d’aria di oggi, 6 novembre 2016, probabilmente la peggiore degli ultimi decenni per l’area metropolitana di Roma.

I tornado in Italia nel terzo millennio: da Arcore 2001 a Roma 2016, quindici anni di paura, morte e distruzione

Cesano

I tornado in Italia ci sono sempre stati e hanno colpito in modo frequente varie località del nostro Paese nella sua storia millenaria. Non sono affatto fenomeni “anomali” o “anormali” per la Natura e per il Clima Mediterraneo; addirittura l’Italia ha il triste primato del tornado più distruttivo d’Europa, quello dell’8 dicembre 1851 nella Sicilia occidentale. Il turbine d’aria colpì in modo violentissimo Marsala e il suo porto, uccidendo oltre 500 persone. Mai un tornado in Europa ha provocato così tante vittime. Ma la storia antica e recente dell’Italia è zeppa di fenomeni analoghi, devastanti e distruttivi. Il 23 luglio 1910 in Brianza un altro violento tornado provocava 60 vittime, il 24 luglio 1930 a Volpago del Montello si verificava uno dei tornado più violenti di sempre al mondo con venti fino a 500km/h (categoria F5 sulla Scala Fujita), provocando 23 vittime. Ancora in pianura Padana altri eventi distruttivi, tutti con morti, il 16 giugno 1957 nell’oltrepò pavese e il 4 luglio 1965 tra Parma e Piacenza, poi il tornado di Catania il 31 ottobre 1968 (due morti e oltre 100 feriti), quello drammatico dell’11 settembre 1970 a Venezia (36 vittime, oltre 500 feriti).

Ovviamente anche nel terzo millennio non sono mancati i fenomeni estremi, in tutto il Paese. Negli ultimi 15 anni abbiamo avuto tanti fenomeni distruttivi, con morti e feriti, da Nord a Sud. Nella mappa a corredo dell’articolo abbiamo evidenziato in nero quelli degli ultimi mesi, tutti del 2016: dai due tornado di ieri a Roma (Ladispoli e Cesano) fino a quello di Sottomarina di Chioggia il 4 giugno, passando per Frattaminore (7 ottobre) e San Vito Chietino (6 agosto). In realtà ci sono stati molti altri tornado negli ultimi mesi, in Calabria, Sicilia, a Capri e Ischia, a Marina di Pisa. Ma quelli sopra citati sono stati i più distruttivi.

Tornando indietro negli scorsi anni troviamo numerosi fenomeni devastanti: quello, disastroso, dell’8 luglio 2015 sulla Riviera del Brenta, capace di abbattere costruzioni in cemento armato. Quello del 5 novembre 2014 ad Acireale, dove alcune case furono letteralmente scoperchiate. Sempre nel 2014, il 13 ottobre s’era verificato un altro tornado distruttivo nel Polesine a Melara. Non si può dimenticare anche l’evento del 30 aprile 2014 a Modena e Castelfranco Emilia. Poi arriviamo al 2012, l’anno terribile per gli eventi di Taranto (28 novembre) e Venezia (12 giugno). Continuando ad andare indietro arriviamo a Catania (14 dicembre 2009), Scicli (12 novembre 2004) e Arcore (7 luglio 2001).

Da non dimenticare anche il tornado del 15 giugno 2007 a Mestre, sempre lì in Veneto nell’alto Adriatico, nella zona a più alto rischio d’Italia: provocò decine di feriti all’Heineken Jammin Festival.

Con il miglioramento delle tecnologie e tecniche previsionali, questi fenomeni sono sempre più conosciuti e anche prevedibili nel nostro Paese; aumenta inoltre la consapevolezza del rischio nella popolazione, seppur con ancora molte pecche di prevenzione che – come per i terremoti – è l’unica strada da seguire per fronteggiare al meglio eventi così devastanti per la vita quotidiana degli esseri umani, ma assolutamente normali per la natura di un pianeta vivo e attivo come la Terra che ci ospita.

Tornado, ecco le aree più a rischio d’Italia: dal Veneto alla Sicilia

In Italia i tornado (o trombe d’aria), sono fenomeni meteorologici rari ma non eccezionali: basti dire che negli ultimi quindici anni se ne sono verificati varie decine, alcuni dei quali purtroppo hanno causato vittime e gravi devastazioni nel nostro paese.

Ma quali sono le aree più a rischio tornado in Italia? Partendo dal Nord e spostandoci verso il Sud, una delle aree più a rischio è la Pianura Padana: dal Veneto alla Lombardia è qui che in passato si sono verificati alcuni degli episodi più drammatici. Arcore 2001, Venezia 2012, Brenta 2015: questi sono alcuni degli eventi più recenti e dannosi. Ma se andiamo più in là nel passato ne troviamo tanti altriFriuli, luglio 1867. 15 vittime e almeno 50 feriti, Brianza 23 luglio 1910, oltre sessanta vittime, 1930. Circa 23 vittime nell’area di Treviso-Udine, Lombardia 1957: 6 vittime, Tornado di Venezia dell’11 settembre 1970; 36 vittime, circa 500 feriti e danni per 5 miliardi di lire.

Spostandosi verso il Centro, un’altra area colpita in passato da numerosi episodi di tornado è stata quella del litorale laziale. Da Civitavecchia fino a Terracina, sono stati gli episodi devastanti nel passato: a volte questi hanno raggiunto anche Roma, come successo nel 1961 (4 vittime) e ieri, 6 novembre 2016 (2 vittime).

Altre aree molto soggette a tornado, sulla base dei dati storici che abbiamo, sono il nord della Campania e la Puglia. In Puglia si sono verificati in passato episodi catastrofici, come il devastante torando del 10 settembre 1832 fra Diso e Otranto: almeno 32 morti. Recentemente, nel novembre del 2012, la Puglia è stata colpita da un’altra violentissima tromba d’aria che ha causato 1 vittima e gravi danni.

Ed arriviamo in Sicilia, regione dove si sono concentrati alcuni dei più forti tornado della storia d’Itali, specialmente sul versante orientale. Qui avvenne il più disastroso della storia d’Europa: era l’8 Dicembre 1851 quando una enorme tromba d’aria causò 500 vittime e centinaia di feriti
nell’area di Marsala. Ma ancora bisogna segnalare quello di Catania del 1884, quello nella Piana di Catania dell’ottobre 1968, e quello più recente del 2014 in Sicilia orientale, fra Catania ed Acireale.