Terremoti, cooperazione tra Cina e Italia sul China Seismic Experimental Site per potenziare la resilienza alle catastrofi sismiche

CSES mira ad approfondire la comprensione scientifica della preparazione e del verificarsi dei terremoti continentali e migliorare la resilienza ai disastri

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Il 12 maggio 2018, la International Conference for the Decade Memory of the Wenchuan Earthquake ha annunciato il lancio del China Seismic Experimental Site (CSES). L’obiettivo del CSES, come laboratorio naturale sulla tecnologia e la sismologia, è quello di facilitare i ricercatori nella geologia dei terremoti, geodesia delle placche, sismologia ed ingegneria sismica, ingegneria civile e scienze computazionali per il potenziamento della resilienza alle catastrofi sismiche della società.

La regione Sichuan-Yunnan

CSES si trova nella regione Sichuan-Yunnan, con un’area totale di 780.000km². Dal 1965, per ogni decennio, in questa area, ci sono stati in media 14 terremoti con magnitudo maggiore o uguale a 6.0, tra cui 3 con magnitudo maggiore o uguale a 7.0. I terremoti sono prevalentemente terremoti continentali, tra cui il terremoto di Wenchuan di magnitudo 8.0 del 12 maggio 2008, il terremoto M. 7.0 di Lushan del 20 aprile 2013 e il terremoto M. 6.5 di Ludian del 3 agosto 2014. Tutti hanno causato terribili perdite sia di vite umane che di proprietà sociale, riporta il sito del CSES, sottolineando l’importanza della tecnologia e della sismologia per migliorare la preparazione, mitigazione e gestione dei disastri sismici.

Nuovo orizzonte di esperimenti sul campo nella sismologia

Da decenni, gli esperimenti in laboratorio svolgono un ruolo importante nella sismologia per comprendere come si preparano e si verificano i terremoti e come si generano le catastrofi sismiche. Tuttavia, per verificare un’ipotesi sulla preparazione e sul verificarsi di un terremoto, così come la generazione di disastri diretti o secondari, sono necessari anche esperimenti sul campo. Nella storia della sismologia, per esempio, il “paradosso del flusso di calore” e il “paradosso dello stress drop” mostrano tutti la necessità di esperimenti sul campo per coniugare i risultati degli esperimenti in laboratorio e delle osservazioni sul campo. Per lungo tempo, gli esperimenti in sismologia sono stati limitati dalla mancanza di accuratezza e precisione nelle misurazioni e dalla mancanza di processi controllati. Negli ultimi anni, le tecnologie innovative hanno ridisegnato gli studi sismologici, geodetici e geologici. Le emergenti possibilità di processi semi-controllati (come le iniezioni di fluidi/gas che potrebbero indurre terremoti), di misurazioni continue ripetibili (come l’applicazione delle tecniche di cross correlazione a forma d’onda) e il calcolo ad altissime prestazioni per simulare i processi geodinamici dei terremoti, hanno reso gli esperimenti sul campo più simili agli esperimenti della fisica fondamentale.

Visione e focus scientifico del CSES

La visione del CSES è dedicata ad approfondire la comprensione scientifica della preparazione e del verificarsi dei terremoti continentali e migliorare la resilienza ai disastri della società. Punta a stabilire un internazionale laboratorio sul campo della sismologia, in cui potrebbe essere promossa e supportata la cooperazione internazionale e interdisciplinare. Il focus scientifico del CSES si basa su tre aspetti, ossia l’ambiente geodinamico dei terremoti continentali, le dinamiche dei terremoti continentali e il meccanismo di disaster chain legato ai terremoti continentali. Osservazioni di maggior qualità con obiettivi scientifici ben definiti e la modellazione aiutata da calcoli ad altissime prestazioni gettano le basi per il successo del CSES, si legge sul suo sito web.

Il CSES sarà pronto a fornire parametri sismici e dati di deformazione entro la fine del 2019 e fornirà anche una zonazione sismica aggiornata e altri parametri della valutazione del rischio sismico disponibili per l’area target. Nel suo progetto, il CSES svolge il ruolo di arena per diversi approcci da testare e confrontare: a breve termine, l’identificazione di siti pericolosi inclini ai forti terremoti; a medio termine (entro il 2021), condurre a scala regionale un’analisi neodeterministica della pericolosità sismica basata su più scenari; a lungo termine (entro la fine del 2023), nell’intero sito sperimentale, condurre un’analisi neodeterministica della pericolosità sismica su più scenari a scala locale per i siti selezionati.

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La delegazione IEF ha visitato INGV e Università di Trieste

Dal 27 settembre al 3 ottobre 2019, una delegazione di 4 persone dell’Institute of Earthquake Forecasting (IEF) ha visitato l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e l’Università di Trieste. Le due parti hanno discusso dei campi di ricerca e delle possibilità di collaborazione in futuro. L’IEF e l’INGV – Sezione di Palermo hanno firmato un accordo per una ricerca collaborativa sui processi di degassamento terrestre e le loro relazioni con la tettonica attiva e la sismicità in diversi contesti geodinamici, geochimica dei fluidi lungo le faglie attive come strumenti per il monitoraggio geochimico e la mitigazione del rischio, e molto altro ancora. Sulla base di precedenti scambi accademici sullo sviluppo del CSES, la delegazione ha discusso ulteriormente con il gruppo di ricerca, guidato dal Prof. Giuliano Panza e dal Prof. Fabio Romanelli, del Dipartimento di Matematica e Geoscienze dell’Università di Trieste, raggiungendo il consenso sulla cooperazione nel CSES.

Giuliano Panza
Il Prof. Giuliano Panza

In particolare, quella tra la Cina e il Prof. Panza, già docente di Sismologia all’Università di Trieste, membro dell’Accademia Nazionale Lincei, dell’Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL, dell’Accademia Europea, della Academy of Sciences for the Developing World e della Russian Academy of Sciences, professore onorario della Beijing University Of Civil Engineering And Architecture, risale agli inizi degli anni 2000. Durante la sua carriera accademica, il Prof. Panza ha apportato un contributo eccezionale in vari campi dell’ingegneria sismica e della sismologia, come la modellazione teorica e computazionale delle onde sismiche ad alta frequenza, la zonazione deterministica dei pericoli sismici e la previsione dei terremoti a medio termine. Il contributo di Panza allo sviluppo della geofisica in Cina e alla cooperazione tra Cina e Italia sugli studi sismologici è stata molto apprezzata. Questi contribuiti possono essere osservati dai progetti di cooperazione bilaterale Cina – Italia nel settore della sismologia, dai programmi di formazione e scambio nel Centro internazionale di fisica teorica di Trieste e dal Programma Internazionale dell’effetto dei terremoti sulle megalopoli.

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