Si prevede di arrivare, entro una settimana, ad almeno 40mila casi: lo ha affermato Silvio Garattini, fondatore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, in un’intervista al Messaggero sul coronavirus. “La realta’ ci fa da maestra. Credo di essermi anche tenuto basso – spiega l’esperto – ora, e ancora per una settimana, verranno fatte le diagnosi in persone che non vivevano nella zona rossa come noi gran parte di noi in Lombardia. Persone che si sono infettate in tempi recenti“.
Sul declino del numero dei contagiati: “Dobbiamo dividere il Paese in tre zone, Nord, Centro e Sud. E poi seguire l’andamento del virus. In Lombardia non si e’ ancora arrivati al picco. Poi arrivera’ al Centro e poi al Sud dove, in termini numerici, si e’ indietro rispetto all’inizio dell’epidemia di tre-quattro settimane“.
I tamponi “devono essere mirati, su chi e’ a rischio e su gli operatori sanitari. Non possiamo permetterci di investire energie e risorse a pioggia. Si ammalano piu’ gli uomini delle donne. Il rapporto e’ di 70 a 30. Perche’ le donne hanno generalmente fumato di meno nel passato e questo ora torna a loro vantaggio. La vulnerabilita’ polmonare dovuta alle sigarette e’ meno diffusa tra le femmine. Purtroppo ora le giovani generazioni si comportano in un altro modo, lui e lei arriveranno nel futuro a rischiare allo stesso modo. Anche per il cancro“.
La prima arma di prevenzione, conferma Garattini, e’ l’isolamento. Attenzione pero’ a ritornare alla vita di prima “senza avere il via libera dagli organi sanitari. Sarebbe la catastrofe“.
Coronavirus, esperto: “Arriveremo a 40mila casi entro una settimana, il picco in Lombardia e poi al Centro/Sud”
Coronavirus, Garattini: "In Lombardia non si è ancora arrivati al picco. Poi arriverà al Centro e poi al Sud dove si è indietro rispetto all'inizio dell'epidemia"
Foto Tomohiro Ohsumi/Coronavirus