Il panico da coronavirus affonda Wall Street. Non sono bastati ne’ l’intervento della Federal Reserve ne’ l’annunciata volonta’ del G7 di agire in modo coordinato per salvare l’economia a raffreddare i timori degli investitori. Il Dow Jones ha lasciato sul terreno il 12,94%, nella peggior sessione dal lunedi’ nero del 1987, quando l’orso si fermo’ al 22,6%. In termini assoluti la perdita e’ pari a 2.997 punti, il saldo negativo maggiore di sempre. E mai cosi’ male era andato il Nasdaq che ha terminato la giornata con un ribasso del 12,32% a 6.904 punti. L’S&P 500 ha invece ceduto l’11,57%. Dai massimi del mese scorso il listino statunitense ha visto andare in fuma circa il 30% del suo valore. Neanche Donald Trump e’ riuscito a fermare l’emorragia. Anzi, il suo avvertimento che l’economia statunitense potrebbe finire in recessione nel secondo trimestre e l’avviso che l’epidemia potrebbe durare fino all’estate hanno rafforzato l’ondata di vendite sul finale di sessione. A peggiorare le cose ci si e’ messo poi il nuovo tracollo del prezzo del petrolio. Il Wti ha perso il 9,5%% a 28,70 dollari a barile al Nymex, trascinando sul fondo con se’ l’intero comparto energetico.
Le compagnie aeree hanno pagato un pesante dazio alla chiusura dei confini decisa da molti Paesi, nonostante lo stesso presidente Usa abbia fatto sapere che e’ pronto a sostenerle “al 100%”. Dalle aviolinee e’ arrivata una richiesta di 50 miliardi di dollari per far fronte ai danni del coronavirus. E poco gradita al listino e’ stata anche la decisione di molte banche di sospende i loro piani di buyback. Tra gli investitori si fa strada la sensazione che neanche le autorita’ sappiano con certezza quando il Covid-19 decidera’ di farsi da parte. E il conto dei danni prodotti all’economia si fa ogni giorno piu’ salato. A provare a rassicurarli, anch’egli senza grande successo, ha tentato il consigliere economico della casa Bianca, Larry Kudlow, che ha calcolato in 400 miliardi di dollari il valore delle misure gia’ annunciate dall’amministrazione Trump. Cifra che potrebbe salire a 800 miliardi di dollari se il Congresso approvera’ il taglio delle tasse sui salari proposto dal presidente. L’intervento a sorpresa della Fed, affermano gli analisti, fa pensare che la preoccupazione per lo stato di salute dell’economia sia davvero molto alta e che gli arsenali siano ormai scarichi. Gli investitori cominciano a chiedersi quanto altro possano fare le banche centrali in assenza di misure coordinate e tempestive dei governi. E in questo senso il comunicato del G7 non ha fatto che provocare ulteriore delusione: molti buoni principi e poche misure concrete. In fuga dall’azionario il denaro continua a spostarsi sull’obbligazionario. Non si ferma infatti la corsa dei Treasuries, con il rendimento del decennale al minimo record dello 0,732%, dallo 0,946% della fine della settimana scorsa.
Prezzi del Petrolio ai minimi del 1991
I prezzi del petrolio negli Stati Uniti sono scesi sotto i 30 dollari al barile, precipitando a un nuovo minimo di quattro anni. Gli analisti infatti si attendono che il coronavirus e la guerra dei prezzi tra Russia e Arabia Saudita si traducano presto in un forte eccesso di scorte. I futures sul greggio degli Stati Uniti sono scesi del 9,5 per cento a 28,70 dollari al barile nel New York Mercantile Exchange, continuando la discesa iniziata quando l’epidemia di coronavirus ha bloccato i viaggi e il consumo di carburante. I prezzi sono ai minimi del 1991, quando erano crollati a causa delle Guerra del Golfo.


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