Gli Stati Uniti sono il Paese che più di tutti sta puntando il dito contro la Cina sull’origine e sulla gestione dell’epidemia di coronavirus, poi sfociata nella pandemia che sta mettendo in ginocchio il mondo. Le ultime dichiarazioni di Trump vanno ancora in questa direzione: “La Cina è stata incompetente oppure non ha voluto fermare il virus”.
E così, mentre la tensione tra i due Paesi cresce, la Cina ha avvertito che alcune forze politiche statunitensi stanno cercando di spingere i due Paesi sull’orlo di una “nuova Guerra fredda”. Il ministro degli Esteri Wang Yi, ha richiamato il vantaggio reciproco della cooperazione: “Questo è il modo migliore per mettere in pratica ciò che abbiamo imparato negli ultimi decenni”. “La differenza tra la Cina e alcuni politici statunitensi è ampia quanto quella tra fatti e menzogne, tra scienza e pregiudizio“, ha detto Wang rispondendo alle accuse dagli USA. Il capo della diplomazia ha puntualizzato che la Cina è sempre stata aperta agli sforzi congiunti della comunità scientifica internazionale per identificare la fonte del coronavirus, ritenendo però che il processo debba essere “libero da interferenze politiche” ed evitando “una presunzione di colpa“.
Wang ha respinto anche i sospetti che gli aiuti forniti durante la pandemia ad altri Paesi fossero dettati da calcoli geopolitici e dalla ricerca di ritorni economici. All’Unione europea, ha mandato il messaggio di essere partner strategici e non rivali, lavorando insieme per combattere il coronavirus: “Le interazioni Cina-Ue dovrebbero essere un ciclo positivo che consente il nostro reciproco successo, non una partita a eliminazione diretta che si traduce in un solo vincitore”.
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Inoltre, anche l’Istituto di virologia di Wuhan ha respinto con forza l’ipotesi che l’epidemia di coronavirus sia partita dai suoi laboratori. La direttrice Wang Yanyi in un’intervista alla tv di Stato cinese Cgtn, l’ha definita una “pura invenzione“. “Il nostro istituto – ha precisato – ha ricevuto per la prima volta un campione clinico della polmonite sconosciuta il 30 dicembre dell’anno scorso. Dopo aver verificato il patogeno all’interno del campione, abbiamo scoperto che conteneva un nuovo coronavirus, che ora si chiama SARS-CoV-2. Non avevamo alcuna conoscenza prima di allora, né avevamo mai incontrato, ricercato o conservato il virus. In effetti, come tutti gli altri, non sapevamo nemmeno che esistesse il virus. Come potrebbe essere trapelato dal nostro laboratorio se non l’abbiamo mai avuto?“.


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