Il Coronavirus a Venezia: chiusi i caffè storici di Piazza San Marco

"E' dal 12 novembre con l'acqua alta eccezionale che siamo in crisi dopo quell'evento c'è stato il panico da marea e non tutti i danni sono stati ancora liquidati. Poi c'è stato il lockdown e l'emergenza sanitaria"

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Il Coronavirus colpisce Venezia: non solo i contagi e la paura di un virus che non si sa come si evolverà, ma anche i problemi economici e le difficoltà di tirare avanti, senza sapere quando si potrà tornare a lavorare normalmente.

E così, fa riflettere vedere Venezia così silenziosa, con i locali e le palestre chiuse, nel silenzio di Piazza San Marco deserta, i cui bar sono chiusi.

Nel giorno che segna in Veneto una nuova impennata dei contagi con 2.298 positivi, Venezia tocca con mano le contraddizioni di una città-museo che il Covid sta mettendo in ginocchio. Da una parte, a Rialto, la rabbia di quattrocento commercianti che sfidano i divieti per sollevare in aria le mascherine e protestare contro le chiusure decise per contrastare il virus.

Dall’altra il silenzio rassegnato dei gestori dei caffé storici di Piazza San Marco che si vedono costretti uno dopo l’altro a bloccare le attività. Mancano i turisti, che ormai dalla fine dello scorso anno sono diventati merce rara.

“E’ dal 12 novembre con l’acqua alta eccezionale che siamo in crisi – spiega Claudio Vernier, presidente dell’Associazione Piazza San Marco – dopo quell’evento c’è stato il panico da marea e non tutti i danni sono stati ancora liquidati. Poi c’è stato il lockdown e l’emergenza sanitaria”. Da domani a prendere una lunga pausa sarà Gran Caffé Lavena: una decisione assunta dalla proprietà in queste ultime ore, dopo che dai 35 lavoratori stagionali si era già passati a 21 in rotazione con la cassa integrazione. In difficoltà pure il vicino Gran Caffé Quadri della famiglia Alajmo che si fermerà da lunedì prossimo.

Il Caffè Aurora e il Gran Caffè Chioggia sono già chiusi, così come il Caffè Gelateria al Todaro che aprirà solo nei weekend. L’unico a resistere, per ora, è il Caffè Florian, pronto pero’ ad arrendersi di fronte all’avanzare della pandemia. Un’emorragia continua con plateatici accatastati, porte chiuse e luci spente, in una piazza dove si sono silenziate anche le orchestrine dell’area marciana.

Uno spegnersi progressivo che stride, paradossalmente, con i lunghi tappeti rossi, il bagliore delle candele e il campanile illuminato che fanno da cornice a Palazzo Ducale alle riprese del settimo episodio di ‘Mission Impossible’ con Tom Cruise. Da stasera la Piazza e il Palazzo diventeranno il set della festa prevista dal copione per alcune delle scene girate in laguna, un evento per il quale la produzione ha ottenuto da Comune di poter girare in solitaria per tre giorni consecutivi, senza la presenza di curiosi.