Sembra una cipolla ma non lo è: i mille benefici di un antico antinfiammatorio naturale con tante proprietà insolite

Un alimento antinfiammatorio naturale molto antico è un vero e proprio alleato della nostra salute: tutto su proprietà benefiche e controindicazioni

Antinfiammatorio, antitumorale, contrasta il colesterolo cattivo, vanta tante altre proprietà insolite: un alimento molto antico è un vero e proprio alleato della nostra salute.
Il lampascione è conosciuto da secoli: all’alimento sono attribuite proprietà benefiche già dalle epoche degli antichi Egizi, Greci e Romani. Nel II secolo dopo Cristo il medico Galeno di Pergamo lo consigliava in virtù delle sue proprietà depurative, diuretiche e lassative.

Cosa sono i lampascioni

I lampascioni sono i bulbi del Muscari Comosum, appartenente alla famiglia delle Liliaceae. Ricchi di acqua, fibre solubili, flavonoidi e minerali: questi preziosi bulbi hanno proprietà lassative, sono diuretici ed emollienti. Riducono il rischio di cardiopatie, sono ipocalorici (contengono solo 30 calorie per 100 grammi) pertanto consigliati nelle diete, abbassano la pressione sanguigna, prevengono la formazione di trombi, stimolano l’appetito e le funzioni digestive.
Antinfiammatori, antitumorali, contrastano il colesterolo cattivo, contribuendo a mantenere in salute il fegato e l’apparato cardiocircolatorio, i tessuti connettivi e le cartilagini e abbassando, grazie a saponine e pectine, la percentuale di grasso corporeo.

Lampascioni: proprietà nutrizionali, benefici e controindicazioni

Secondo un approfondimento pubblicato dell’Humanitas Research Hospital, ospedale ad alta specializzazione, centro di Ricerca e sede di insegnamento universitario, 100 grammi di lampascioni (parte edibile) apportano 40 Calorie e:

  • amido
  • zuccheri disponibili (saccarosio, fruttosio, glucosio e arabinosio)
  • potassio
  • fosforo
  • calcio
  • ferro
  • manganese
  • rame
  • magnesio

I lampascioni sono inoltre una fonte di mucillagini e gomme.

Ai lampascioni, spiegano gli esperti Humanitas, “sono attribuite proprietà benefiche già dalle epoche degli antichi Egizi, Greci e Romani. Nel I secolo dopo Cristo, il medico, botanico e farmacista greco Dioscoride attribuiva a questi bulbi proprietà afrodisiache e stimolanti. Nel II secolo dopo Cristo, invece, il medico Galeno di Pergamo li consigliava in virtù delle sue proprietà depurative, diuretiche e lassative. Inoltre sembra che le loro mucillagini e le loro gomme possano esercitare attività antinfiammatoria e contrastare l’insorgenza di mutazioni.
Applicato esternamente, il lampascione può avere anche un effetto emolliente indicato in caso di acne e arrossamenti, irritazioni e secchezza cutanea.
Il consumo di lampascioni può aumentare il meteorismo. Inoltre se mangiati in quantità eccesive possono esercitare un effetto purgante“.

Le innumerevoli e insolite proprietà benefiche dei lampascioni

I lampascioni, detti da alcuni contadini del Sul Italia “cipolline delle serpi” vantano innumerevoli proprietà benefiche: sono diuretici, disinfettanti, mineralizzanti e vitaminici, oltre che ipolocalorici, donano senso di sazietà, riducono il rischio di cardiopatie, contrastano la stitichezza, abbassano i livelli di grassi e zucchero nel sangue, contrastano l’ipertensione, prevenendo i trombi, stimolando l’appetito e la secrezione biliare.

I lampascioni, inoltre, prevengono il cancro intestinale, fungono da antinfiammatori e antimicrobici naturali, rappresentando un ottimo rimedio naturale contro le infiammazioni della vescica e dell’intestino, abbassando il colesterolo cattivo.

L’impasto ottenuto pestando un bulbo crudo, con l’aggiunta di pochissimo miele, favorirebbe la maturazione dei foruncoli, contrastando acne e impurità della pelle, mentre, in caso di pentole di terracotta lesionate, metà lampascione, fregato sulla crepa e fatto essiccare, servirà ad utilizzarle ancora per molto tempo: provare per credere!

I lampascioni in cucina

Il metodo più semplice per preparare i lampascioni è praticare un intacco a croce alla base, bollendoli in acqua e aceto con l’aggiunta di sale. Una volta raffreddati possono essere conservati, pronti per l’uso, sotto olio extravergine d’oliva, aggiungendo anche timo, origano e/o peperoncino in base ai propri gusti personali. Tanti gli altri modi per cucinarli: cotti sotto cenere calda, fritti in pastella, conditi con mosto cotto sono solo alcune delle loro tante declinazioni in cucina.

Si preparano facilmente: si sbucciano come cipolle, asportando la base con le radici, per poi eliminare la terra col lavaggio. Molti suggeriscono di lasciarli a bagno in acqua fredda per 12-24 ore, dopo averli sbucciati, per togliere l’amarognolo.

Ottimi fritti in pastella, facendoli ben dorare o con le uova. In quest’ultimo caso, dopo averli bolliti, scolati e rosolati in padella con olio, sale, pepe e prezzemolo tritato, versate sopra le uova sbattute e infornate il composto a temperatura media fino alla doratura della superficie.

I bulbi sono ottimi anche conservati sott’olio per accompagnare salumi e formaggi, sotto forma di paté per insaporire le fette di pane bruschettato o i crostini.

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