Sono 423 gli italiani deceduti dopo aver completato il ciclo vaccinale completo: a fornire il dato è un apposito report è stato prodotto dal Gruppo della Sorveglianza SARS-CoV-2 dell’Istituto Superiore di Sanità sulle “Caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all’infezione da SARS-CoV-2 in Italia” aggiornato al 21 luglio 2021. Nei giorni scorsi ha fatto grande clamore la notizia, diffusa sempre dall’ISS, secondo cui soltanto l’1% dei morti degli ultimi sei mesi aveva completato il ciclo vaccinale: sono infatti questi 423 morti vaccinati sui 35.776 deceduti italiani del periodo 1 febbraio – 21 luglio 2021. La statistica, però, non ha alcun valore statistico perchè il 98% di questi 35.776 morti sono deceduti tra febbraio, marzo e aprile, quando ancora il numero di vaccinati era bassissimo. Abbiamo già visto, ad esempio, che nel solo mese di giugno la percentuale dei vaccinati sul totale dei morti è salita al 27% (93 morti dopo il vaccino sui 343 morti mensili). Soltanto in questi giorni abbiamo raggiunto in Italia il 50% della popolazione coperta dal ciclo completo del vaccino, e quindi soltanto i dati di queste settimane con metà della popolazione vaccinata e metà non, potranno indicare una statistica rilevante. Lo stesso ISS, fornendo la notizia della percentuale dell’1% di morti con il vaccino negli ultimi sei mesi, precisa che “questo dato non può fornire informazioni circa l’efficacia della vaccinazione ma viene fornito con finalità puramente descrittive“. Insomma, non ha alcun senso scientifico ma lo mandiamo alla stampa per fare qualche titolone anti-scienza. Sarebbe un po’ come a voler dire che durante la prima ondata di febbraio-aprile 2020, non è morto nessun vaccinato. Che i vaccini neanche esistessero possiamo pure ometterlo!
Dal punto di vista prettamente scientifico, però, nel documento del Gruppo della Sorveglianza SARS-CoV-2 dell’Istituto Superiore di Sanità ci sono indicazioni interessanti. Innanzitutto viene chiarito che “sono classificati come vaccinati con ciclo completo tutti i decessi con una diagnosi confermata di infezione da virus SARS-CoV-2 documentata dopo 14 giorni dal completamento del ciclo vaccinale (quindi 14 giorni dal completamento della seconda dose per i vaccini Pfizer-BioNtech, Moderna e AstraZeneca (Vaxzevria) o 14 giorni dalla somministrazione dell’unica dose per il vaccino Janssen/Johnson&Johnson)“.
Viene poi fornito l’identikit dei 423 deceduti SARS-COV-2 positivi che sono morti nonostante avessero già effettuato il “ciclo vaccinale completo”: l’età media dei morti vaccinati è di 86,3 anni, mentre la media di tutti i morti della pandemia in Italia è di 80,0 anni. Inoltre la percentuale di donne morte vaccinate è del 52,0%, mentre la percentuale di donne morte in Italia dall’inizio della pandemia è del 43,5%. Inoltre il numero medio di patologie concomitanti al Covid-19 nei vaccinati è di 5,0, più alto della media di patologie concomitanti al Covid-19 in tutti i morti italiani dall’inizio della pandemia (3,7).
Il report dimostra alcuni dati scientifici importanti:
- Anche i vaccinati con ciclo completo non possono considerarsi completamente al sicuro. Se anziani e con numerose patologie concomitanti, rischiano comunque di morire
- I vaccinati in ogni caso muoiono meno dei non vaccinati, a parità di età e patologie
- I giovani sani non hanno rischi da Covid-19 anche se non sono vaccinati
- L’età media dei morti di Covid-19 in Italia è di 80 anni, in prevalenza uomini (56,5%) e con 4 gravi patologie concomitanti. Tra i vaccinati, invece, l’età media dei morti sale ad oltre 86 anni, in prevalenza sono donne (52%) e con 5 gravi patologie concomitanti
- Il vaccino, quindi, è un importante aiuto a ridurre i rischi di morte da Covid-19 per le persone anziane e malate, che sono cioè quelle che rischiano gravi conseguenze da questa patologia
Il Gruppo della Sorveglianza SARS-CoV-2 dell’Istituto Superiore di Sanità infatti conclude che “i pazienti molto anziani e con numerose patologie possono avere una ridotta risposta immunitaria e pertanto essere suscettibili all’infezione da SARS-CoV-2 e alle sue complicanze pur essendo stati vaccinati“, aggiungendo che “un ciclo vaccinale completo non garantisce comunque una efficacia vaccinale del 100%“.
Proprio ieri, inoltre, Pfizer ha pubblicato uno studio che dimostra il calo dell’efficacia del vaccino dopo 6 mesi dalla somministrazione, e stamattina il sottosegretario alla salute Sileri ha ribadito la necessità della terza dose già a partire dall’autunno.
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