Covid, Israele sotto shock per l’inefficacia del vaccino: nuovo record di contagi, e il 68% dei ricoverati è vaccinato con ciclo completo

Covid-19, gli ultimi dati da Israele mostrano l'inefficacia del vaccino: la stragrande maggioranza dei ricoverati negli ospedali aveva completato il ciclo vaccinale

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Mentre in Israele torna la paura del terrorismo dopo che il movimento Hezbollah che ha preso il controllo del Libano meridionale sta lanciando raffiche di razzi sulla zona di Kiryat Shmona, nel Paese continua a peggiorare la situazione epidemiologica per l’avanzata della variante Delta del nuovo Coronavirus. Ieri nel Paese sono stati registrati 4.435 nuovi casi positivi, nuovo record giornaliero dal 2 marzo scorso, oltre 5 mesi fa. Israele è uno dei pochi Paesi al mondo che pubblica quotidianamente i dati dettagliati indicando anche lo “stato di vaccinazione” dei nuovi casi positivi, dei ricoverati e dei morti, fornendo così un quadro chiaro dell’efficacia della campagna vaccinale. Il dato non viene invece fornito dall’Italia, dal Regno Unito, dagli altri Paesi europei o tantomeno dagli USA. Il dato di Israele, che è un Paese di 9 milioni di abitanti (ha quindi una popolazione simile a quella della Lombardia) in cui c’è stata una delle più grandi campagne vaccinali del mondo tanto che ha raggiunto la vaccinazione completa più del 65% dell’intera popolazione, una percentuale che supera il 90% nella popolazione adulta (non sono vaccinati gli under 16), è fondamentale per capire la reale efficacia della campagna vaccinale.

I dati dei contagi sono emblematici: prendendo come riferimento la nuova ondata provocata dalla variante Delta iniziata a fine Giugno, in poco più di un mese abbiamo avuto 33.347 contagiati nel Paese. Di questi, la maggioranza (17.886, pari al 53,64%) erano vaccinati con ciclo completo (seconda dose ricevuta da almeno 20 giorni) mentre gli altri 15.461 (pari al 46,36%) erano non vaccinati o parzialmente vaccinati, cioè solo con la prima dose o la seconda ricevuta da meno di 20 giorni. Il vaccino, quindi, non è efficace per evitare il contagio.

Il dato dei ricoveri è molto più importante, perchè ci può fare capire se il vaccino è efficace ad evitare le forme gravi della malattia. E qui emerge un dato davvero inquietante. Nell’ultima settimana, infatti, in Israele ci sono state 408 persone ricoverate per Covid: di queste, la stragrande maggioranza (278, pari al 68,14%) erano vaccinati con ciclo completato da almeno 20 giorni, mentre soltanto 130 (pari al 31,86%) non era vaccinato o era vaccinato con una sola dose o con due dosi ricevute da meno di 20 giorni.

Il vaccino, quindi, non è efficace neanche per evitare le forme gravi della malattia. Non solo. Comparando le percentuali, abbiamo un campione totale di popolazione in cui il 65% ha completato il ciclo vaccinale e in cui il 53% dei contagiati dell’ultimo mese era tra i vaccinati, ma la percentuale dei vaccinati sale addirittura al 68% tra i ricoverati. Questi significa che il ricovero è più probabile per i vaccinati che non per i non vaccinati, questo perchè continuano ad andare in ospedale le persone anziane, con oltre 60 anni e soprattutto con oltre 70 anni, dove le vaccinazioni superano il 95% dell’intera popolazione nazionale, mentre tra i giovani non ci sono ricoverati neanche tra i non vaccinati (com’è sempre stato per il Covid).

La fonte dei dati è il sito ufficiale del governo Israeliano.

Qui è possibile consultare la tabella dei nuovi casi suddivisi per stato vaccinale: https://data.gov.il/dataset/covid-19/resource/9b623a64-f7df-4d0c-9f57-09bd99a88880?

Qui invece è possibile consultare la tabella dei ricoveri e dei decessi (numeri, per i morti, ancora troppo bassi per avere valore statistico) sempre suddivisi per stato vaccinale: https://data.gov.il/dataset/covid-19/resource/8a51c65b-f95a-4fb8-bd97-65f47109f41f?

Emblematiche le tabelle realizzate dal dott. Francesco Santoro:

covid casi ricoveri vaccinati israele

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