Covid, il bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità: a Ottobre in Italia il 52% dei contagi, il 41% dei ricoveri e il 50% dei morti si è verificato tra i vaccinati

L'Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato il consueto bollettino sull'andamento della pandemia in Italia: nell'ultimo mese tra i vaccinati ci sono stati 37.552 contagi, 1.986 ricoveri e 501 morti. Cresce ancora l'età media di positivi e ricoverati: tutti i dati aggiornati sulla pandemia

MeteoWeb

Come ogni sabato, anche stamani l’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato il report settimanale aggiornato sull’andamento della pandemia da Covid-19 in Italia: è un documento molto importante perché è l’unica fonte ufficiale che fornisce il dato sui contagi, sui ricoveri e sui morti suddivisi per stato vaccinale, e quindi consente di studiare l’efficacia delle vaccinazioni. A tal proposito, il report rivela come nel mese di Ottobre che si conclude domani, in Italia abbiamo avuto fin qui 37.552 contagi, 1.986 ricoveri e 501 morti tra le persone vaccinate, mentre nello stesso lasso di tempo ci sono stati 34.128 contagi, 2.845 ricoveri e 511 morti tra le persone non vaccinate. Abbiamo, quindi, più contagi tra i vaccinati (52%) che tra i non vaccinati (48%), mentre per i morti siamo esattamente al 50% di vaccinati e al 50% di non vaccinati. In ospedale, tra i ricoverati, abbiamo un 59% di non vaccinati e il 41% di vaccinati: numeri molto lontani dalla narrazione secondo cui in ospedale ci sarebbero “soltanto non vaccinati” e secondo cui “se ti vaccini puoi anche contagiarti ma non finirai in ospedale“. Si tratta di dati ufficiali, già ampiamente documentati nelle scorse settimane dai bollettini degli ospedali che hanno fornito il dato di ricoveri per stato vaccinale (di recente l’hanno fatto Padova e Foggia, ad esempio) e dalle cronache di focolai di contagi e ricoveri tra vaccinati negli eventi più svariati.

Analizzando questi dati, giova ricordare che l’Istituto Superiore di Sanità considera “completamente vaccinate” soltanto le persone che hanno ricevuto la seconda dose da 15 giorni, e “vaccinate con ciclo incompleto” anche tutte le persone che hanno fatto la seconda dose da meno di 15 giorni. Sono invece “non vaccinati” tutti coloro che hanno già fatto la prima dose da meno di quindici giorni. Ecco perché il dato è disallineato rispetto a quello quotidianamente aggiornato dal governo secondo cui ad oggi abbiamo l’86,3% di italiani che ha ricevuto almeno una dose e l’82,8% che ha completato l’intero ciclo vaccinale. Questo significa anche che già oggi il numero di vaccinati tra i contagiati, ricoverati e morti è ancora più elevato rispetto a quello riportato nel bollettino, e che vedremo la percentuale dei vaccinati contagiati, ricoverati e morti aumentare ulteriormente nei report delle prossime settimane.

Bisogna inoltre evidenziare come tra i non vaccinati emergano molti casi asintomatici grazie ai tamponi che i non vaccinati devono effettuare quotidianamente per ottenere il Green Pass per andare al lavoro, sui mezzi di trasporto, in palestra, al ristorante, allo stadio o ai musei. I vaccinati, invece, non devono fare tamponi ed è ancor più rilevante il dato dei contagi così elevato tra i vaccinati perché significa che fanno il tampone per lo sviluppo di qualche sintomo (l’unica ragione per cui un vaccinato dovrebbe sottoporsi a tampone). Tra i vaccinati è quindi verosimile che i positivi sommersi e asintomatici o paucisintomatici siano molti ma molti di più, e che siano i principali vettori del virus a causa del Green Pass che gli consente di frequentare ogni attività senza controlli e senza la necessità di fare il tampone, cioè di utilizzare lo strumento più sicuro per il tracciamento del virus.

Di seguito i dati completi forniti dall’Istituto Superiore di Sanità per stato vaccinale:

Totale popolazione con più di 12 anni: 54.009.901

  • Non vaccinati: 9.231.487 (17,1%)
  • Vaccinati con ciclo incompleto: 2.863.195 (5,3%)
  • Vaccinati con ciclo completo: 41.915.257 (77,6%)

Totale nuovi casi positivi negli ultimi 30 giorni: 71.733

  • Non vaccinati: 34.128 (47,6%)
  • Vaccinati con ciclo incompleto: 3.421 (4,8%)
  • Vaccinati con ciclo completo: 34.131 (47,6%)

Totale ospedalizzazioni: 4.831

  • Non vaccinati: 2.845 (58,9%)
  • Vaccinati con ciclo incompleto: 171 (3,5%)
  • Vaccinati con ciclo completo: 1.815 (37,6%)

Totale decessi: 1.012

  • Non vaccinati: 511 (50,5%)
  • Vaccinati con ciclo incompleto: 40 (3,9%)
  • Vaccinati con ciclo completo: 461 (45,6%)

Anche oggi nella tabella che evidenzia l’andamento di contagi, ricoveri e morti negli over-80 suddivisi per stato vaccinale si evidenzia in modo sempre più netto il calo dell’efficacia delle vaccinazioni dopo soli pochi mesi dalla seconda dose. Nella fascia d’età in cui già in primavera la quasi totalità della popolazione aveva completato il ciclo vaccinale (in Italia è vaccinato il 94% degli over-80, con soltanto 297 mila non vaccinati su 4 milioni e 600 mila persone), assistiamo a un costante aumento di contagi, ricoveri e morti nei vaccinati di settimana in settimana. Considerando che 871 mila over-80, pari al 19% del totale, hanno ricevuto la terza dose proprio in questo mese di Ottobre, sarebbe molto interessante capire se in questa porzione di anziani è stato abbattuto il numero di contagi, ricoveri e decessi per valutare l’efficacia della terza iniezione. Ma l’Istituto Superiore di Sanità nel bollettino non pubblica alcun dato a riguardo.

L’età media di contagi, ricoveri e decessi: il report dell’Istituto Superiore di Sanità smonta tanti luoghi comuni sulla pandemia

Il report fornisce anche altre informazioni molto interessanti, che smontano tanti luoghi comuni sulla pandemia. Tra queste, l’età media di contagi, ricoveri e decessi sta continuando a salire di settimana in settimana. L’ultimo dato fornito dal report odierno evidenzia come l’età media dei contagiati adesso in Italia sia salita a 42 anni, il dato più alto dal mese di aprile. Quando, quest’estate, l’età media dei contagi era scesa fino a 26 anni, molti pseudo-esperti si affrettavano a precisare che dipendeva dal fatto che tra i giovani ci fossero pochi vaccinati e che quindi il virus circolasse maggiormente nelle fasce della popolazione meno vaccinate. In realtà, al contrario, il calo dell’età media dei contagi nei mesi estivi era dovuto semplicemente alla maggiore vita sociale dei ragazzi: un trend che si era già visto l’estate scorsa (2020), quando i vaccini non esistevano. E anche l’autunno scorso, senza vaccini, l’età media era risalita proprio come sta succedendo adesso durante l’autunno. Ci dobbiamo quindi aspettare che salirà ancora proprio come un anno fa, quando si è poi assestata sui 50 anni per tutta la stagione invernale.

In forte aumento nelle ultime settimane anche l’età media dei ricoveri: sia i pazienti che entrano in ospedale con il Covid, che quelli che finiscono in terapia intensiva, hanno in media più di 70 anni. Anche in questo caso il trend è identico a quello di un anno fa: dopo un lieve calo dell’età media dei ricoverati nei mesi estivi, si è assistito ad una risalita in autunno.

L’età media dei morti, invece, rimane sempre stabile ad oltre 80 anni, precisamente 82 anni. Di Covid muoiono le persone molto anziane, in linea con la mortalità di tutte le altre malattie. Nel 2019, quindi prima della pandemia, in Italia l’aspettativa media di vita era proprio di 82 anni. Di Covid, quindi, si muore alla stessa identica età in cui ci si aspetta di morire di vecchiaia.

età media contagi ricoveri e morti covid in italia

Il tasso di letalità per fasce d’età: di Covid si muore molto raramente, molto più alta la probabilità di guarire e per gli under-60 è meno grave dell’influenza

Infine, il dato più importante in assoluto, il report fornisce tutti i dettagli sulla letalità da Covid-19 per classi di età. Il dato è complessivo, non riguarda vaccinati e non vaccinati e conteggia tutte le vittime Covid-19 accertate in Italia dall’inizio della pandemia in relazione a tutti i casi noti, quindi la stragrande maggioranza di casi e di morti si è verificato durante le ondate pre-vaccinazioni. Su un campione di oltre 131 mila morti, ne abbiamo ben 125 mila (più del 95%) che si è verificato tra gli over-60, mentre soltanto il 5% dei decessi pari a poco più di 6 mila persone in due anni aveva meno di 60 anni. Il tasso di letalità (numero di morti in rapporto ai contagiati) per gli under-60 è inferiore allo 0,08%, esattamente come il tasso di letalità dell’influenza stagionale. Per i giovani si abbassa ulteriormente: sotto i 40 anni è addirittura inferiore allo 0,05% e per gli under-20 è inferiore allo 0,01%. I pochissimi morti che si sono verificati tra i ragazzi (appena 114 morti Covid positivi dall’inizio della pandemia tra gli under 30) erano tutti gravemente malati da croniche patologie pregresse (sindrome di Down, stato vegetativo), e in alcuni casi sono morti per altre cause (incidenti, cadute, traumi) e soltanto l’effettuazione del tampone ha scoperto la coincidenza della positività che era completamente asintomatica e in alcun caso correlata al decesso.

Ben diversa, invece, la situazione per le persone anziane anche se tra i sessantenni (60-69 anni) il tasso di letalità è comunque inferiore al 3% (significa che più del 97% dei contagiati di questa fascia di età guarisce) e tra i settantenni (70-79 anni) il tasso di letalità è del 9% (significa che il 91% dei contagiati di questa fascia di età guarisce). Soltanto tra gli over-80 il tasso di letalità diventa molto alto (20% per gli ottantenni, 27% per gli ultranovantenni) ma in ogni caso anche le persone molto anziane hanno ben maggiori probabilità di guarire (80% per gli ottantenni e 73% per gli ultranovantenni) rispetto a quelle di morire, nel caso in cui venissero contagiati.

Insomma, non siamo certo di fronte alla peste nera. Prendere il Covid non significa morire, anche se purtroppo molta gente ne è convinta dopo aver subito due anni di terrorismo politico e mediatico contro ogni evidenza scientifica.

letalità covid in italia

Fonte dati: report ufficiale Istituto Superiore di Sanità, https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/bollettino/Bollettino-sorveglianza-integrata-COVID-19_27-ottobre-2021.pdf