Spazio, il sistema di telecomunicazioni per andare sulla Luna sarà realizzato dall’Italia

Spazio, l'Italia ha un ruolo sempre più centrale nelle missioni spaziali

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Parlerà italiano il sistema di telecomunicazioni per la Luna, si chiamerà MoonLight ed è il nuovo contributo europeo al programma Artemis della Nasa: è uno dei risultati che l’Italia ha portato a casa dalla Conferenza Ministeriale dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) che si è conclusa oggi a Parigi.

Un ruolo di primo piano nella missione ExoMars e nel nuovo lanciatore europeo Vega C sono gli altri risultati ottenuti dalla delegazione italiana, guidata dal ministro delle Imprese e del Made In Italy Adolfo Urso, delegato dal Consiglio dei Ministri al coordinamento delle politiche dello spazio e dell’aerospazio, accompagnato dall’ambasciatore Luca Sabbatucci, rappresentante permanente d’Italia presso le organizzazioni internazionali a Parigi, e dal presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Giorgio Saccoccia.

Moonlight sistema telecomunicazioni luna

La strategia di investimento adottata dall’Italia in questa ministeriale è stata orientata ad un consolidamento del posizionamento complessivo nazionale in Europa e ad un incremento delle opportunità per l’Italia per competere nei settori a forte crescita dello spazio, quali, tra l’altro, l’Osservazione della Terra, l’Esplorazione umana e robotica, il Trasporto spaziale“, osserva Saccoccia.

Nei due giorni della Ministeriale, la delegazione italiana ha lavorato sui principali dossier che l’Esa ha proposto in questo round di negoziati, rileva l’Asi in una nota. In particolare l’Italia avrà un ruolo di guida nella ripresa del programma di esplorazione marziana ExoMars, che permetterà all’Europa di atterrare su Marte dopo lo stop forzato dovuto alla aggressione all’Ucraina e alla conseguente interruzione dei rapporti con la Russia su questa missione.

Nel settore del Trasporto spaziale, prosegue l’Asi, è stata confermata la sottoscrizione dedicata al programma Vega, per le attività di miglioramento dell’attuale versione Vega C e per il proseguimento dello sviluppo di Vega E. L’accordo, osserva l’Asi, “rappresenta una quota sostanziale del contributo ai programmi Esa per i prossimi anni“. Allo stesso tempo, vengono gettate le basi di un importante contributo italiano ai lanciatori riutilizzabili del futuro. Buoni anche i risultati ottenuti nel settore dell’Osservazione della Terra, con la sottoscrizione del programma Future EO, che prepara alle prossime missioni e sviluppa i nuovi strumenti tecnologici di osservazione europei.