”Non posso escludere in alcun modo che si tratti della Russia”. Così il premier danese Mette Frederiksen ha parlato in conferenza stampa del sorvolo di droni sull’aeroporto di Copenaghen. ”Abbiamo visto droni volare sopra la Polonia, anche se non avrebbero dovuto esserci. Abbiamo assistito ad attività in Romania. Abbiamo assistito a violazioni dello spazio aereo estone. Abbiamo assistito ad attacchi hacker contro aeroporti europei nel fine settimana. Ora, ci sono stati droni in Danimarca e, a quanto pare, anche a Oslo e in Norvegia”, ha detto il premier danese.
La Commissione Europea esprime “piena solidarietà” alla Danimarca, che ha dovuto chiudere l’aeroporto di Copenaghen ieri sera a causa della presenza di droni. “Aspettiamo l’esito dell’indagine, ma tutto quello che abbiamo visto nelle ultime settimane fa pensare alla Russia”, che ha agito in modo “spericolato” in almeno tre Stati membri. Lo dice il portavoce per gli Affari Esteri Anitta Hipper, durante il briefing con la stampa a Bruxelles.
Le parole di Kaja Kallas
“La recente violazione dello spazio aereo dell’Estonia non ha precedenti per la sua portata e per l’irresponsabilità. E’ stata una provocazione deliberata che avrebbe potuto avere risultati devastanti”. Lo ha detto Kaja Kallas, intervenendo oggi al consiglio di Sicurezza di emergenza sull’incursione russa, contestando le affermazioni di Mosca secondo le quali si sarebbe trattato di un incidente.
“C’è un Paese presente in questa aula che sta attivamente cercando di minare i valori e i principi che le nazioni dell’Onu si sono impegnate a proteggere”, ha aggiunto la rappresentante della politica estera Ue, che è stata premier dell’Estonia dal 2021 al 2024, ricordando le precedenti violazioni negli spazi aerei di Polonia e Romania.
“Non può essere che la Russia accidentalmente viola lo spazio aereo europeo tre volte in due settimane”, ha continuato, affermando che “la Russia sta testando i confini europei, mettendo alla prova la nostra determinazione e minando la sicurezza dell’intera Europa. La Russia continuerà a provocare – ha concluso – fino a quando lo permetteremo”.
Estonia: domani riunione Nato su incursione caccia russi
Domani mattina i Paesi membri della Nato si riuniranno per discutere l’incursione dei caccia russi nello spazio aereo dell’Estonia, avvenuta la settimana scorsa, facendo seguito alla richiesta di consultazioni da parte del primo ministro estone Kristen Michal, che ha invocato l’articolo 4 del Patto Atlantico. Lo conferma un portavoce dell’Alleanza. Tallin ha fatto sapere di aver apprezzato la risposta agile degli alleati, sottolineando che “se fosse stato davvero necessario impiegare l’uso della forza, erano pronti”.
L’incidente sarà anche al centro di una videconferenza a livello Ue tra il commissario alla Difesa Andrius Kubilius e i rappresentanti dei Paesi del fianco orientale dell’Ue, ossia Bulgaria, Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania, Polonia e Romania, più l’Ucraina, secondo quanto confermato dal portavoce della Commissione Ue Thomas Regnier durante il briefing quotidiano con la stampa. I partecipanti si concentreranno su misure di rafforzamento della sicurezza, tra cui l’iniziativa per la costruzione di un “muro anti-droni”, accentuata dai recenti sconfinamenti di droni russi in Polonia e Romania. “Gli Stati membri continuano a tenere le redini. Vedremo quali sono i loro interessi, come possiamo aiutarli, quali sono le loro capacità e quali i loro bisogni”, ha detto Regnier, che non esclude una partecipazione a livello ministeriale.
Per l’Estonia, lo sconfinamento dei tre Mig-31 russi ha rappresentato non solo una violazione del suo spazio aereo, ma anche un inadempimento della Carta delle Nazioni Unite, in particolare la sezione che proibisce la minaccia o l’uso della forza. Di conseguenza Tallinn ha invocato una riunione straordinaria per dibattere l’incidente in seno al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, dove siede anche la Russia, accusandola di intensificare la pressione per testare la reazione di Ue e Nato. La sequela di incidenti recenti non sono casi isolati, per cui Tallinn ritiene che serva una “risposta internazionale” alle manovre di Mosca.



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